Georgia: il primo cambio di governo pacifico in 20 anni

In Georgia, l’era del presidente Micheil Saakashvili giunge alla fine: alle elezioni presidenziali Giorgio Margvelshvili, candidati della coalizione “Sogno georgiano”, ottiene la maggioranza assoluta.

Il presidente uscente della Georgia Micheil Saakashvili parlava domenica di un “giorno assolutamente normale”. E proprio questo giorno ha segnato la fine della sua era, durata dieci anni. Il suo partito, Movimento Nazionale Unito dovrà lasciare definitivamente lasciare il potere.

Giorgi_Margvelashvili_croppedAlle elezioni presidenziali nella repubblica caucasica ha vinto chiaramente il candidato Georgi Margvelashvili dopo il conteggio di quasi tutti i voti. Ha ottenuto infatti il 62,18% dei voti e quindi la maggioranza assoluta, come ha comunicato la commissione elettorale a Tbilisi lunedì dopo lo spoglio del 75% delle schede elettorali. Il fedelissimo del premier Bidsina Ivanshvili sarà quindi il successore di Saakashvili nell’ex-repubblica sovietica, che aspira all’Unione Europea e alla NATO.

Un anno fa la coalizione Sogno Georgiano aveva già vinto le elezioni parlamentari, guidata dall’uomo più ricco della Georgia, il miliardario Ivanshvili, attuale premier, che adesso vuole dimettersi per la fine dell’anno e successivamente ritirarsi dalla politica pubblica, vedendo raggiunto il suo obiettivo più importante, il cambio di potere in Georgia. Per la prima volta nei 20 anni di indipendenza il tutto è successo pacificamente.

 Filosofo e Ministro dell’Istruzione

Il vincitore delle elezioni presidenziali, il 43enne Marvelashvili, fino a poco fa era un politico sconosciuto. Filosofo e Ministro dell’Istruzione nel governo di Ivanshvili, non è affatto un carismatico, al contrario del presidente uscente Saakashvili.

La maggioranza degli elettori hanno votato per lui, perché è stato appoggiato dal premier Ivanshvili e dalla sua coalizione. Margvelshvili non sarà nemmeno la persona più influente nel paese. Dopo le elezioni entreranno in vigore alcune riforme costituzionali che limiteranno fortemente il potere del presidente.

Davida Bakradze, il candidato del Movimento Nazionale Unito, si è già congratulato con il suo avversario per la sua vittoria nella notte di lunedì. “Come leader dell’opposizione sono già pronto a collaborare con il governo (…) e a lavorare con il nuovo presidente su tutte le questioni che sono essenziali per il miglioramento della vita del nostro popolo.” Il partito Movimento Nazionale Unito passa quindi definitivamente all’opposizione.

Riforme importanti

Nei dieci anni successivi alla Rivoluzione delle Rose del 2003, il governo del presidente uscente Saakashvili ha condotto delle riforme economiche liberali, ha combattuto con successo l’endemica corruzione e rimodellato in maniera efficiente il processi burocratici. Per la Georgia è stato un importante passo in avanti. Contemporaneamente Saakshvili si è scontrato duramente con l’opposizione, con problemi con l’indipendenza della magistrature e la libertà dei media.

L’atmosfera prima di queste elezioni era fondamentalmente tranquilla rispetto a un anno fa in occasione delle elezioni parlamentari. Ciononostante in alcune regioni ci sono stati casi isolati di minacce agli esponenti e ai sostenitori del partito “Movimento Nazionale Unito”.

Gran parte dei georgiani si trova in una posizione molto negativa verso il vecchio partito di governo e non mancano le pretese di “giustizia” e vendetta. Sono state iniziate indagini contro decine di ex-membri del governo e funzionari nelle regioni, con, tra gli altri, casi che già si trascinano da anni.

La questione Saakashvili

Il premier Bidsina Ivanshvili non esclude che possano sorgere problemi di indagini anche per il presidente uscente Saakashvili. La scorsa settimana  il Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt l’ha avvertito del fatto che la Georgia non deve seguire l’esempio dell’Ucraina, dove la premier Julia Timoschenko è stata incarcerata dopo la fine del suo mandato.

Così la sorte di Saakashvili è vista come una questione che potrebbe influenzare le relazioni tra la Georgia e l’occidente. L’avvicinamento all’Unione Europeo e alla Nato rimane una priorità anche per il nuovo presidente georgiano.

Il primo viaggio all’estero porterà Giorgi Margvelashvili a novembre a Vilnius, in Lituania, dove la Georgia vuole siglare un accordo di associazione e libero commercio con l’UE durante il vertice del partenariato orientale.

Autrice: Julia Smirnova

Fonte: Die Welt

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