La Polonia sostiene l’integrazione del mercato energetico con i paesi baltici

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In risposta all’affermazione dell’esperto Nato Dr Arūnas Molis secondo cui la Polonia sarebbe contro i collegamenti energetici a cavallo del confine con il suo paese, la Lituania, tre autrici polacche hanno riferito ad EurActiv che il maggior paese dell’Europa centrale in realtà sostiene l’integrazione del mercato energetico con i paesi baltici.

Nelle industrie basate su reti, come il gas e l’elettricità, l’integrazione dei mercati, che fornisce incrementi di benessere in termini di aumento della sicurezza, miglioramento delle operazioni e prezzi competitivi, richiede l’esistenza fisica di linee. Dopo l’entrata nell’UE, per i mal collegati paesi dell’Europa centrale ed orientale, affrontare questa questione è diventata una priorità, con una pressione particolare sui tre stati baltici, spesso definiti come “isola energetica”, nonostante esista già un ponte energetico tra Estonia e Finlandia e siano in costruzione altri collegamenti con l’UE.

Fino ad ora comunque il processo è stato complesso e prolungato, appesantito da numerose frenate a livello regolativo, politico e di finanziamento. In ogni caso, per i paesi dell’Europa centrale ed orientale, data la loro pesante dipendenza da un singolo fornitore esterno e le rendite che la Russia ricava a causa della sua posizione monopolistica nei rispettivi mercati, l’integrazione con il mercato UE è ai primi posti nella loro agenda energetica.

Sin dalla sua istituzione a livello europeo da parte degli 8 paesi della regione del Mar Baltico, il BEMIP (Baltic Energy Market Interconnection Plan, Piano per l’interconnessione del Mercato Energetico Baltico) è stato orientato verso l’inclusione di tutti i progetti regionali sotto un unico ombrello comune. Per quasi cinque anni ha facilitato gli sviluppi del mercato all’interno dei tre stati baltici e il processo di integrazione con l’UE, senza contare il fatto che erano gli stati membri (operatori dei sistemi di trasmissione, ministri e autorità regolatrici) che, tempo prima, avevano lavorato bilateralmente su singoli progetti.

La dimensione Europea, rinforzata dalla Comunicazione della Commissione Europea sulla visione a lungo termine per le infrastrutture europee, dovrebbe agire da catalizzatore. La lista dei Progetti di Comune Interesse (PCI), pubblicati in allegato alla Comunicazione il 14 ottobre 2013, e volti ad assicurare l’integrazione fisica dei mercati energetici in Europa, è una parte importante del processo per rimediare allo stallo. Numerosi progetti di interconnessione che gli stati della regione del Mar Baltico hanno avanzato sotto il BEMIP, essendo stati designati come PCI, godono di incentivi regolatori oltre che dell’accesso al recentemente istituito Connecting Europe Facility, con fondi disponibili fino a 5.85 miliardi di euro.

In questo contesto le connessioni tra Polonia e Lituania – sia per l’elettricità che per il gas – sono cruciali. Ed è per questo che è guardata con favore l’inclusione nella lista dei PCI della Commissione, nelle priorità a breve termine, sia del collegamento elettrico LitPol che del gasdotto Polonia-Lituania (GIPL).

Il ponte energetico tra Polonia e Lituania è già in costruzione. Il collegamento LitPol ha un significato strategico nella regione in quanto permetterà a Lituania, Lettonia ed Estonia di diversificare le forniture di energia (a scapito della Russia), migliorare la sicurezza operativa e abilitare scambi di elettricità con gli stati dell’Europa continentale. Il progetto è importante anche per la Polonia, in special modo considerando che la sua parte nordorientale ha un deficit nella produzione di energia e che il collegamento con la Lituania potrebbe essere una fonte addizionale di energia durante le ore di picco (nel 2015 permetterà di importare in Polonia 500 MW e nel 2020 un flusso bidirezione di 1000 MW).

Potenzialmente il collegamento LitPol offrirà anche accesso a elettricità meno cara (idroelettrica o nucleare proveniente dal mercato settentrionale) come succede ora attraverso l’interconnettore svedese-polacco. Non si dovrebbe comunque sovrastimare il tutto, in quanto la capacità totale di questi collegamenti è esigua rispetto ai bisogni energetici della Polonia.

In ogni caso, oltre alla priorità per il LitPol, oggi l’obiettivo di base dei paesi baltici è integrare i sistemi elettrici alla rete europea continentale per le operazioni sincrone, che funzionano ancora con il sistema post-sovietico UPS/IPS. Questo sforzo complesso (da un punto di vista tecnico, finanziario e politico) richiede preparazione e ponderazione accurata di numerosi fattori, riguardanti anche la Polonia. Lo studio di fattibilità è un requisito indispensabile ed è atteso per quest’anno. Servirà da base per ulteriori discussioni sostanziali.

Visto che anche la costruzione dell’interconnettore per il gas è interessata, l’anno scorso la Polonia e la Lituania hanno firmato un accordo per realizzare lo studio di fattibilità. Se il finanziamento viene assicurato (è necessaria una grande parte di fondi europei, nonostante lo status di PCI), verrà costruito. Il tutto dovrebbe essere visto anche da una prospettiva regionale, dato che il gasdotto Polonia-Lituania è in relazione con altri progetti nella regione, che richiedono l’impegno e la cooperazione tra Lituania, Lettonia ed Estonia. Finora c’è stata competizione tra i paesi baltici in certe aree (come i rigassificatori o il cavo NordBalt, che ha causato tensioni fra Lituania e Lettonia) o una mancanza di impegno in altri (la centrale nucleare di Visaginas). A prima vista è difficile lanciare molti progetti energetici alla volta, soprattutto a causa degli alti costi di investimento. Per questo non dovrebbe sorprendere che paesi terzi, come la Polonia, non si impegnino in progetti vaghi.

L’idea di un mercato dell’energia interno è apparentemente semplice anche se la sua realizzazione è appesantita da difficoltà, incluse quelle di natura politica. L’infrastruttura fisica per l’energia è una conditio sine qua non per un mercato dell’energia Europeo e competitivo. Metterlo in funzione è, comunque, qualcosa che richiede impegno e capitali. Nell’Europa centrale ed orientale e nei paesi baltici, il BEMIP sta facendo progredire la situazione, mostrandosi un buon modello perla cooperazione. Per la Polonia, che non ha abbastanza interconnettori con i suoi vicini europei, sia per il gas che per l’elettricità, i nuovi collegamenti con i paesi baltici sono giustificati dal loro impatto significativo sulle forniture, l’integrazione dei mercati e l’aumento della concorrenza interna.

In ogni caso, per assicurare la realizzazione degli obiettivi strategici del BEMIP, sono necessarie più trasparenza ed onestà tra i partner. La Commissione Europea ha un ruolo cruciale di facilitatore in questo senso, incluso tramite il suo sostegno in termini di incentivi regolativi e finanziari, all’interno del processo di implementazione del PCI.

Fintanto che i paesi dell’Europa centrale ed orientale rimangono vulnerabili ai capricci e alla pressione politica della Russia, il sostegno ottenuto attraverso la politica energetica condotta a livello europeo rimane indispensabile. Non è per caso che sia la Polonia che la Lituania hanno messo le politiche energetiche ai primi posti nelle agende delle loro rispettive presidenze del Consiglio dell’Unione Europea.

C’è una congruenza di interessi tra i due paesi in termini di benefici da raggiungere tramite il compimento dei progetti di infrastrutture energetiche regionali, una maggiore integrazione dei mercati dell’energia in tutta l’UE e una forte politica estera energetica. L’approvazione dei PCI così come l’azione della Commissione contro il comportamento anti-competitivo di Gazprom nel mercato energetico della Comunità Economica Europea, rafforza la visione di tutti gli importatori di gas della regione verso il raggiungimento dell’adeguato livello di forniture e riserve.

Autrici:

Kinga Dudzińska, è analista presso l’istituto polacco per gli affari internazionali

Aleksandra Gawlikowska-Fyk è a capo dei progetti energetici presso l’istituto polacco per gli affari internazionali;

Agnieszka Smoleńska è consigliere per le politiche energetiche del parlamentare europeo Jacek Saryusz-Wolski (Partito Popolare Europeo, Polonia).

Fonte: Euractiv (http://www.euractiv.com/general/poland-supports-energy-market-in-analysis-531188)

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