Come evitare che la Russia si converta al carbone

Gli sforzi europei di riduzione delle emissioni di gas serra potrebbero essere minacciati dai piani della Russia di incrementare nettamente la produzione di energia dal carbone, secondo alcuni esperti riuniti a Bruxelles il 9 marzo.

Per riuscire a onorare i suoi contratti di esportazione del gas, la Russia deve utilizzare il carbone, dice Kevin Rosner, senior fellow presso l’US Institute for the Analysis of Global Security.

Rosner ha presentato al sua ricerca, intitolata “Carbone russo: la nuova sfida energetica dell’Europa” e sponsorizzata dal German Marshall Fund of the United States, in un evento pubblico ospitato dalla Friedrich Ebert Foundation. Diversi esperti e funzionari hanno preso parte al dibattito, tenuto secondo le regole Chatham House.

La Russia si è data un’immagine di gigante nel campo del petrolio e del gas, ma il paese ha ancora gigantesche riserve di carbone, seconde solo a quelle degli Stati Uniti, dice il documento di Rosner. Egli afferma che l’obiettivo principale dell’analisi è assicurarsi che qualora queste riserve vengano usate, abbiano il minore impatto possibile sul clima mondiale.

Altri partecipanti al dibattito hanno fatto notare che il carbone è prodotto in 26 regioni della Russia e il suo sviluppo è visto come “fattore di stabilità”. “Nessuno si sogna di chiudere una miniera di carbone”.

L’industria del carbone russo è inoltre meno centralizzata rispetto a quella del petrolio e del gas ed è stata largamente privatizzata.

Il carbone russo è di bassa qualità e bruciarlo nell’atmosfera non è una buona opzione.

“Il carbone russo non è competitivo e, ad esempio, è stato sostituito dal carbone australiano e sudafricano in Gran Bretagna, a causa del suo elevato contenuto di zolfo e  della sua umidità. Per questo gli esperti di shale gas dicono: “il carbone c’è, il gas c’è, il carbone non è buono per l’esportazione, quindi prendiamo il gas e lasciamo il carbone sotto terra”, ha detto Rosner durante il dibattito.

Lo shale gas, la soluzione miracolosa?

L’estrazione dello shale gas, metano prodotto da strati di roccia sedimentaria difficili da identificare con le tecnologie convenzionali, è stato recentemente sviluppata negli Stati Uniti rendendo il paese autosufficiente per il gas, contribuendo anche ad abbassarne il prezzo sul mercato mondiale. Gli esperti notano che lo shale gas può essere prodotto nei bacini carboniferi e potrebbe essere la soluzione miracolosa anche per la Russia. Gli esperti si sono comunque lamentati del fatto che la Russia non si sia ancora fatta delle idee chiare su come estrarre lo shale gas.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il settore dello shale gas dovrebbe crescere del 71% tra il 2007 e il 2030. In alcuni recenti rapporti, dei funzionari di Gazprom hanno mostrato disprezzo per lo shale gas e hanno parlato di un possibile impatto negativo dello sviluppo di questa tecnologia.

Gli oratori hanno detto che lo sviluppo dello shale gas è ancora più importante per l’Ucraina, un paese che non ha risorse di gas ma è ricco di carbone. L’Ucraina, come alcuni paesi dell’UE come la Polonia, potrebbe diventare meno dipendente dal gas russo sviluppando una propria produzione.

I problemi teconologici collegati all’estrazione dello shale gas rappresenterebbero comunque un ostacolo, secondo quanto emerso durante il dibattito. Come indica anche il lavoro di Rosner, le strategie occidentali di condivisione di tecnologia con la Russia dipendono dalla liberalizzazione del mercato energetico russo e dall’impegno del governo di Mosca nel taglio delle emissioni di gas serra.

Kevin Rosner ha detto che un recente rapporto della Banca Mondiale sull’efficienza energetica in Russia consiglia al paese di non sviluppare nuova capacità produttiva, ma di concentrarsi sull’efficienza energetica.

“In poche parole, il rapporto ci dice che c’è un terzo modo in cui la Russia può sostenere la sua capacità di produrre energia e mantenere la sua forza come gigante energetico, senza aumentare la capacità installata. Quello che deve fare è bruciare ciò che ha di migliore e usarlo nella maniera più intelligente”, ha detto Rosner.

“Il rapporto dice anche che la maggiore efficienza, sia in termini di ritorno degli investimenti e in termini di costi, non sta nel settore della produzione di energia, ma più a valle, nel settore del consumo”, ha aggiunto.

Fonte:
EurActiv: http://www.euractiv.com/en/energy/west-worries-about-russia-turning-coal-news-325434

Il rapporto di Rosner (.pdf) : Russian Coal: Europe’s New Energy Challenge

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One Response to Come evitare che la Russia si converta al carbone

  1. UnderD ha detto:

    Probabilmente ho letto poco attentamente l’articolo. Ma questo gas potrebbe abbassare il prezzo attuale per quanto riguarda i carburanti ricavati dal prodotto oppure no?

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