Lo strano caso della birra Cannabis

La registrazione del marchio commerciale “CANNABIS” come marchio per bevande non è valida, secondo una sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità Europee.

La sentenza del Tribunale ha confermato una decisione dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI) nel 2003, che aveva dichiarato nulla la registrazione del marchio ‘CANNABIS’  come marchio di bevande, con il motivo di essere descrittivo e fuorviante per il consumatore.

Il Tribunale ha difeso la decisione dell’UAMI sostenendo che vi è un legame sostanziale tra il nome ‘CANNABIS’ e alcune caratteristiche dei prodotti in questione, dovute al fatto che la cannabis viene usata per la produzione di numerosi prodotti alimentari, compresa la birra e alcune bevande. Il Tribunale ha fatto riferimento al regolamento comunitario sui marchi, in cui si afferma che, la registrazione di segni descrittivi e di indicazioni che possono, nel commercio, designare la specie, la qualità, la destinazione, e il valore è vietata.

La parola ‘cannabis’, costituisce il nome scientifico di una pianta dalla quale vengono estratte alcune droghe e sostanze terapeutiche. Il Tribunale ha stabilito che il consumatore medio può pensare, solo vedendo una bevanda recante il marchio CANNABIS, che tale marchio descriva le caratteristiche del prodotto in questione.

Il Tribunale ha stabilito che il consumatore medio può pensare, solo per vedere una bevanda CANNABIS recanti il marchio, che tale marchio descrive le caratteristiche dei prodotti in questione.

Giampietro Torresan, il direttore dell’azienda che aveva originariamente ottenuto un marchio registrato con questo nome nel 2003, contesta tale decisione e sostiene che il marchio CANNABIS ha carattere distintivo, dato che è un nome comune e anche un marchio di pura fantasia e non ha alcun legame, neppure indiretto, con la birra e con le bibite in generale. Tuttavia, il Tribunale ha dichiarato che questa caratteristica è un fattore determinante per il consumatore al momento dell’acquisto, perché potrebbe essere attratto dalla possibilità di ottenere sensazioni simili a quelle che si ottengono dal consumo di cannabis.

Allo stesso modo, il Tribunale ha sostenuto per ragioni linguistiche che la parola ‘cannabis’ deriva dal greco, dal persiano, e da termini scientifici in latino, ed è presente in un certo numero di lingue della Comunità europea, rendendola comprensibile al consumatore in tutta la Comunità. Di conseguenza, il consumatore medio percepirà il marchio CANNABIS come descrizione di una delle caratteristiche di tali prodotti.

Per questi motivi, il Tribunale ha respinto il ricorso del signor Torresan e ha confermato la decisione dell’UAMI di dichiarare la registrazione del marchio CANNABIS non valida per le bevande potenzialmente contenenti canapa.

Questa è la fine della vicenda legale che ha visto coinvolta un’azienda italiana, produttrice di una birra chiamata “Cannabis”. Tutto molto giusto, tutto molto vero… ma sapete chi ha fatto ricorso all’UAMI per impedire l’utilizzo del marchio “Cannabis”? La Klosterbraurei Weissenohe, una azienda produttrice di varie birre, tra cui una che si chiama… indovinate un po’… “Cannabis Club”, singolare vero?

Fonte:
EUbusiness: http://www.eubusiness.com/topics/eulaw/Trade-mark.01
Reuters Italia: http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5AI09M20091119

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4 Responses to Lo strano caso della birra Cannabis

  1. G.Torresan ha detto:

    Gentile Redazione.

    Lasciatemi la possibilità in qualità di titolare del marchio, a seguito del Vs. articolo pubblicato, poter prendere posizione a riguardo della sentenza del Tribunale di I Grado pronunciata il 19/11/2009 sul marchio nominativo comunitario, premettendo fin da ora che la causa verra portata in discussione alla Corte in Lussemburgo, questo non solo per diffendere il marchio ed il prodotto ma anche posti di lavoro e sopratutto il legittimo rispetto che si meritano i ns. Spett.Li Clienti consumatori.

    Noi nel produrre la ns. birra ci mettiamo tutta la nostra passione e numerosi sono complimenti che ci vengono dati dai Ns. CLIENTI che al contrario di quanto dichiarato dal Tribunale di Primo Grado; sono bene informati ed attenti su cio che acquistano.

    Il marchio Cannabis del ns. prodotto é un marchio italiano ufficialmente registrato da oramai 14 anni, é stato riconosciuto con una “SENTENZA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO” un marchio forte e di fantasia al pari di importanti altri marchi mondiali.

    Ora per noi la storia continua… e cosi facendo speriamo di poter finalmente costruire per noi e per la ns. Italia un altro grande marchio nel mondo.

    Un saluto da parte mia
    G.Torresan e Cannabis Team

    (Per ogni dichiarazione da me scritta dichiaro di assumermi ogni altra responsabilità civile o penale

  2. Oyasuminasai ha detto:

    Gentile Torresan,

    quello che ha attirato la mia attenzione sulla vicenda è il fatto che a Lei abbiano vietato di usare il nome “Cannabis” come marchio mentre, a quanto mi sembra di capire, è liberamente commerciabile una birra che abbia come marchio “Cannabis club”; come se ,applicando il ragionamento del tribunale, il consumatore medio non potesse “essere attratto dalla possibilità di ottenere sensazioni simili a quelle che si ottengono dal consumo di cannabis” solo perché vicino c’è scritto “club”.
    Allora Lei avrebbe buon gioco a registrare un altro marchio tipo “Cannabis Italia”, dico bene? Magari su questo punto Lei potrebbe dare qualche informazione in più.

    Per quanto riguarda il “consumatore medio”, è logico che se trovo in commercio una birra con il nome “Cannabis” in un paese in cui il consumo di marijuana sia vietato (come è in quasi tutta Europa) non posso certo aspettarmi di “farmi una canna” con una bottiglia di birra. Diversamente, se trovassi questa birra in Olanda…

    P.S. Ho provveduto a cancellare l’altro suo commento perché è identico ed è in risposta a un altro articolo con cui non c’entra niente.

  3. Simone ha detto:

    Non voglio entrare in materia di stupefacenti.
    Ma allora… la coca cola? dovrebbe indurre il consumatore a pensare che contenga coca(ina)?
    E la burn contiene fuoco?
    La red bull contiene un toro rosso?
    Per non parlare di acqua panna, perla, le acque con i nomi di santi…
    La Corona viene prodotta con i gioielli reali?

    Saluti.
    p.s. vado a mangiare un piatto di farfalle! che vengono prodotte proprio con questi animali…
    ma per favore…

  4. domain ha detto:

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