Di ritorno da Berlino

A Berlino ho visitato la città della paranoia e delle ossessioni.

Ho visto come a Ovest e a Est c’erano persone che si ingegnavano per far fuggire il maggior numero di persone dal settore orientale a quello occidentale della città: ho visto i tunnel scavati sotto le cantine delle case di Bernauer Straβe, i passaporti di studenti dell’ovest usati per far fuggire berlinesi dell’est in base alla somiglianza della fototessera, le mongolfiere cucite a mano, gli aerei ultraleggeri, le macchine sportive, le fughe nelle stazioni fantasma della metropolitana, le fogne…

Ho visto come si rispondeva: rinforzando il Muro, allargando la Striscia della Morte, incaricando finti fuggitivi di “sgamare” i tentativi di fuga organizzati, staccando la corrente ai treni della metropolitana quando erano sospettati di fare ritardo per raccogliere qualche fuggitivo, mettendo il filo spinato nei canali della fognatura… in un gigantesco gioco del gatto col topo.

Ho visto a che livelli era la paranoia che guidava la STASI: un continuo spiare, fotografare, registrare suoni e odori alla ricerca di qualunque cosa che non fosse in linea con le direttive del Partito, dalle aule scolastiche alla più insignificante festa di compleanno; la ricerca di un qualunque punto debole per cui una persona potesse essere ricattata e costretta a sua volta a diventare inoffizzielle Mitarbeiter, a spiare i suoi amici, i suoi parenti, facendo cadere totalmente nella paranoia tutti i cittadini della DDR.

Una macchina fotografica nascosta in un finto tronco

Ho visto a Hohenschönhausen, la prigione politica della STASI,  un ex-prigioniero che faceva da guida: raccontava di essere stato arrestato nel 1983 in piena Alexanderplatz solo perché qualche giorno prima si era rifiutato di gridare “VIVA LA DDR” in classe, perché una sua compagna era sparita e non se ne sapeva nulla… Questo ex-prigioniero ci ha mostrato le celle in cui le persone venivano tenute nell’acqua gelida fino alle caviglia, le celle di isolamento con pareti di gomme e totalmente buie in cui veniva rinchiuso chi “impazziva”, le sale degli interrogatori dove ti facevano firmare dichiarazioni di colpevolezza pre-compilate e dove “registravano” il tuo odore in barattoli di vetro,  il camioncino camuffato senza finestre con cui venivi trasportato…

Al centro, la nostra guida a Hohenschönhausen

La caduta del Muro di Berlino non è stata tanto una festa della Libertà, ma una festa della Liberazione-da-tutte-queste-ossessioni-e -paranoie.
Ossessioni e paranoie che però non sono sparite dalla mente di chi ha subito queste ingiustizie, die Mauer im Kopf; il muro è nella testa.

La Domino Aktion

Ho visto, ho visto, ho visto… non ho visto cose che voi umani non potete immaginare. Ho visto cose che sono successe e si ripetono oggi in altre parti del mondo: tra Stati Uniti e Messico, tra Israele e Palestina, tra le Coree, nel “Mur” Mediterraneo.

Ho girato per Berlino in lurgo e in largo, in questa città in cui la Storia è passata lungo i fiumi, ha diviso i ponti, le strade, i quartieri, le fognature, i binari del treno, gli amori e le amicizie.

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2 Responses to Di ritorno da Berlino

  1. Danx ha detto:

    Certe imposizioni son sempre destinate a finire, perchè prima o poi la gente si stuferà di ubbidire…anche se ora con la tv e il consumismo lo si fa inconsciamente: nè si ubbidisce, nè si disobbedisce, nè ci si ribella, semplicemente si accetta quel che si deve fare perchè c’è poco da pensare. Al massimo si pensa di vivere nel BelPaese, che basti avere i supermercati pieni di roba e sceglierne uno fra i tanti e così nessuno potrà intaccare il nostro stile di vita.
    Si vede..abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa, bombe ecologiche sparse per tutta la penisola italica e più passano gli anni più ci sono mafiosi in Parlamento!

  2. pina ha detto:

    questo articolo mi è piaciuto un sacco.
    grazie

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