Da 50 anni la Turchia bussa alla porta dell’Europa

La Turchia ha festeggiato un triste anniversario: sono infatti 50 anni che bussa alla porta dell’Europa, con alcuni entusiasti che sperano che il recente accordo con l’UE sul gasdotto Nabucco possa accelerare la candidatura di Ankara all’entrata nell’Unione Europea.

Il paese eurasiatico di 74 milioni di abitanti ha vissuto il 31 luglio il cinquantenario del primo annuncio ufficiale di candidatura all’entrata nell’UE, che allora si chiamava Comunità Economica Europea.

Nello stesso giorno del 1959, il primo ministro turco Adnan Menderes fece la prima richiesta di entrare nel blocco economico degli allora sei paesi: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, creato solo due anni prima, nel 1957.

La candidatura di Ankara arrivò prima che altri paesi considerati oggi pezzi grossi dell’UE, come la Gran Bretagna e la Spagna, entrassero nell’attuale club dei 27, procedendo però molto lentamente e con dubbi sempre presenti sullo scopo ultimo delle relazioni e dei contatti reciproci tra Turchia ed Europa.

All’inizio, la CEE respinse la candidatura turca. Nel 1963, tuttavia, le due parti adottarono un accordo di associazione che parlava anche di prospettiva di entrata nel club per la Turchia. Ma ci sono voluti quasi 40 anni per Ankara per acquisire lo status di candidato ufficiale e sei anni ancora per dare il calcio di inizio (2005) alle trattative sulle condizioni per l’entrata nel blocco.

“Il nostro paese non può più tollerare perdite di tempo e riinvii”, ha detto Egemen Bagis, caponegaziatore della Turchia con l’UE, in un discorso sull’anniversario di cui il paese si ricorda ma “non per festeggiare”.

“Dobbiamo imparare dagli errori del passato, assumerci le nostre responsabilità e raggiungere l’obiettivo di essere membri a piento titolo il più presto possibile”, ha aggiunto Bagis, sottolineando la determinazione di Ankara a continuare sulla strada delle riforme.

Dopo quattro anni di negoziati di adesione, la Turchia ha aperto 11 dei 35 capitoli riguardanti le varie materie politiche in cui la legislazione nazionale del paese candidato deve essere riformata per adeguarsi a quella europea.

Dall’inizio, il processo di eapertura e chiusura provvisoria dei capitoli di negoziazione è stato fermato per i disaccordi con Cipro – visto che tutti i membri dell’UE devono dare il loro benestare formale a tutti i progressi nei negoziati dei candidati.

La disputa tra i due paesi risale all’invasione turca di Cipro nel 1974, che ebbe luogo 5 giorni dopo il colpo di stato ispirato dalla Grecia. Ankara è stata presente con le sue truppe nella parte settentrionale dell’isola, unico stato a riconoscere ufficialmente la Repubblica Turca di Cipro Nord.

Nel 2006, l’UE ha deciso di bloccare otto capitoli dei negoziati per il mancato rispetto da parte di Ankara dei suoi impegni riguardanti Cipro, soprattutto il suo rifiuto di accettare le navi e gli aerei ciprioti  nei suoi porti e nel suo spazio aereo.

Il gasdotto Nabucco

Recentemente Nicosia ha rifiutato di dare il suo assenso alla chiusura del capitolo energia della Turchia a causa delle mosse di Ankara contro gli sforzi ciprioti di sfruttare le risorse energetiche dell’isola al largo della costa meridionale.

Paradossalmente, la Turchia è vista come un alleato chiavere nella futura cooperazione energetica che potrebbe aiutare a rompere la dipendenza energetica del blocco dalla Russia. Il 13 luglio, è stato firmato un accordo intergoverantivo tra i cinque primi ministri di Turchia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Austria sulla costruzione del gasdotto Nabucco.

Il progetto, sostenuto sia dall’UE che dagli Stati Uniti, dovrebbe diversificare gli attuali fornitori e reti di fornitura per l’Europa, pompando il gas da Erzurum in Turchia a Baumgarten an der March in Austria.

Parlando alla cerimonia della firma a luglio, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ha fatto notare che il gasdotto potrebbe migliorare le chance per la candidatura turca.

“Credo che con l’arrivo del gas – e alcuni esperti hanno detto che questo avverrrà nel 2014 –  questo accordo aprirà una nuova era fra UE e Turchia”, ha detto Barroso, aggiungendo: “I gasdotti saranno anche fatti di acciaio, ma il Nabucco può cementare i collegamenti tra i nostri popoli”.

Alcuni esperti turchi avvertono però che queste speranze in ankara potrebbe rivelarsi irrrealistiche.

“Ci sono molti paesi con cui l’UE commercia in modo esteso; tuttavia, l’UE non ha dato alcuna speranza di entrare a nessuno di essi. Penso che sarebbe sbagliato collegare il discorso-Nabucco al discorso-UE”, ha detto Emre İseri, professore dell’Università Kadir Has.

Lucia Kubosova

Fonte:
EuObserver: http://euobserver.com/9/28515

Se l’articolo ti è piaciuto puoi votare questa notizia su Ok NOtizie. Clicca sul logo
(Comparirà una barra nella parte superiore dello schermo con cui votare la notizia. Grazie)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: