Total vuole chiudere alcune raffinerie: conseguenza della crisi o riduzione dell’offerta per far salire i prezzi?

Il gruppo petrolifero francese ha intenzione di “chiudere temporaneamente alcune unità” delle sue raffinerie europee. Indubbiamente con importanti incidenze economiche e sociali.

“Ci sono certamente troppo prodotti sul mercato attualmente. La produzione delle raffinerie è troppo elevata”, ha indicato ieri Patrick de la Chevardière, direttore finanziario del gruppo petrolifero francese, in una conferenza telefonica con degli analisti finanziari. “Abbiamo intenzione di chiudere temporaneamente alcune unità nelle raffinerie”, ha aggiunto.

Margini molto bassi

Primo raffinatore dell’Europa occidentale, Total utilizza undici raffinerie ed ha interessi in una raffineria in Germania e in altre quattro in Spagna.

“I margini della raffinazione sono al momento molto bassi, tra i 10 e i 15 dollari a tonnellata”, ha spiegato il direttore finanziario. Questi margini erano in media di 40,2 dollari alla tonnellata nel secondo trimestre 2008.
“In questo ambiente, può interessante ridurre il tasso di utilizzo e la produzione delle raffinerie. Al momento stiamo studiando la questione”, ha ripetuto.

Attività ciclica

Il gruppo ha previsto di sopprimere 555 posti di lavoro da qui al 2013 nelle sue attività di raffinazione e di petrolchimica in Francia, nel quadro di un piano di ristrutturazione.

“La raffinazione è un’attività centrale di Totale, è un’attività ciclica, e abbiamo le risorse e la volontà di prendere le misure necessarie per prepararci alla ripresa”, ha rassicurato tuttavia de la Chevardière, evidentemente conscio che semplice evocazione di possibili chiusura di siti di raffinazione – anche se temporaneamte – rischia di essere percepita come un segnale forte e negativo, con delle ripercussioni economiche e sociali importanti.

Il gruppo petrolifero ha realizzato un profitto di 1,7 miliardi di euro nel secondo trimestre, il minor profitto da dieci anni a questa parte, sotto l’effetto del forte calo del prezzo del petrolio e di una nuova diminuzione della produzione di idrocarburi.
“L’ambiente attuale è molto diverso da quello che conoscevamo all’inizio dell’anno”, ha sottolineato de la Chevardière.

“Anche se la domanda non si è ancora assestata, non è più in caduta in libera. I prezzi del petrolio sembrano mantenersi al di sotto dei 60 dollari al barile in media, che è un livello molto positivo per noi”, ha aggiunto.

Fonte:
France Soir: http://www.francesoir.fr/economie/2009/08/01/total-raffineries.html

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