La Commissione Europea richiama diversi Stati (tra cui l’Italia) al rispetto delle regole e delle sentenze comunitarie

Tra mercoledì e giovedì la Commissione Europea ha richiamato, e minacciato di deferirli davanti alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee, diversi Stati membri dell’Unione per il mancato rispetto delle regole europee o di vecchie sentenze della Corte di Giustizia. Mi sembra che questo strumento che ha a disposizione il “braccio” dell’Unione Europea possano servire a farsi un’idea di quelli che sono alcuni dei suoi compiti: liberalizzazione dei mercati, protezione dell’ambiente e delle specie protette,  uguaglianza dei diritti, lotta all’evasione fiscale.

La mancata liberalizzazione dei mercati energetici

25 paesi dell’Unione, praticamente tutti tranne Malta e Cipro, sono stati oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione per non aver preso le misure necessarie all’aumento della concorrenza nei mercati del gas e dell’energia elettrica, prevista entro il 2007.
Le violazioni riguardano l’impossibilità per i nuovi fornitori di energia di entrare sui mercati perché gli operatori delle reti di trasmissione non sono obbligati le necessarie informazioni tecniche; la persistenza di prezzi regolati per una grande parte dei consumatori, ostacolo per i nuovi entranti; la mancanza di sistemi “semplici e non costosi” di regolazione delle dispute per i consumatori.

Il Commissario Europeo per l’Energia Andris Piebalgs ritiene “inaccettabile in tempi di crisi che i consumatori e le aziende europee sopportino i costi dell’inefficienza del mercato dell’energia”.

L’Italia non si rimette in carreggiata

L’Italia è una protagonista dei recenti richiami della Commissione. Ha due mesi di tempo per rispondere alle accuse che le vengono fatte.

  • Una sentenza del 2004 della Corte di Giustizia Europea condannava l’Italia a recuperare 281 milioni di euro che in origine erano stati dati dallo Stato ad alcune imprese come esonero dal pagamento dei contributi sociali allo scopo di favorire l’occupazione, mentre in realtà si sono rivelati degli aiuti di Stato alle imprese senza che venissero utilizzati per assumere nuovi lavoratori.
    Finora lo Stato italiano ha recuperato solo il 10% di questa cifra e per questo la Commissione ha chiesto alla Corte di infliggere delle ammende per il mancato rispetto della sentenza del 2004. Oltre al danno di non essere riusciti a recuperare dei soldi, la beffa di doverne uscire altri.
  • L’Italia rischia altre multe se non risolverà il problema dellle discariche abusive presenti a migliaia sul territorio, situazione già punita a suo tempo da una sentenza della Corte del 2007. Il Commissario europeo per l’Ambiente Stavros Dimas ha parlato anche del mancato rispetto degli obblighi comunitari in materia di depurazione della acque: ci sono almeno 325 città che non hanno un impianto di depurazione a norma e questo secondo il Commissario “è un rischio serio”.
  • L’ultima patata bollente per l’Italia è la mancata uguaglianza dell’età pensionabile tra uomini e donne. Anche in questo caso l’Italia è già stata condannata dalla Corte di Giustizia nel 2008 a modifcare la propria legislazione, ma ciò non è stato ancora fatto.

La Francia e il caso dei criceti alsaziani

La Repubblica francese rischia invece di essere deferita alla Corte di Giustizia per non aver voluto proteggere una specie in via di estinzione, il criceto alsaziano. Questo roditore, sotto protezione dal 1993 e di cui sono rimasti in vita 200 esemplari,  ha bisogno di 230.000 ettari di territorio protetto per non estinguersi mentre ora vive in 3.500 ettari nella Francia orientale, minacciato da agricoltori che lo cacciano perché rovina i raccolti di mais e dalla crescente urbanizzazione della regione.

Il Lussemburgo e i suoi “residenti non domiciliati”

Il Lussemburgo è stato invece accusato di aggirare la European Savings Tax Directive secondo cui gli Stati dell’Unione devono scambiarsi le informazioni riguardanti i redditi dei residenti stranieri; gli Stati che non vogliono farlo (Lussemburgo, Austria e Belgio) sono obbligati a tassare questi redditi alla fonte.

Il Lussemburgo però si rifiuta di tassare i cittadini stranieri che sono considerati “residenti-non domiciliati” nel loro paese di origine, ossia quando sono esonerati a pagare tasse o pagamenti sugli interessi nel loro paese di origine. Secondo la Commissione il Lussemburgo, con questa scappatoia, permette a numerosi cittadini inglesi, maltesi e irlandesi di non pagare le tasse e quindi viola la Direttiva, oltrettutto dopo che ad aprile è stato inserito nella “lista grigia” dei paradisi fiscali.

Fonti:
EuBusiness: http://www.eubusiness.com/news-eu/1245940322.92; http://www.eubusiness.com/news-eu/1245934922.44
EurActiv: http://www.euractiv.com/en/energy/eu-tackles-25-states-energy-liberalisation/article-183545?Ref=RSS
L’expansion: http://www.lexpansion.com/economie/actualite-economique/l-italie-cible-des-foudres-de-la-commission-europeenne_184018.html?xtor=RSS-123

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2 Responses to La Commissione Europea richiama diversi Stati (tra cui l’Italia) al rispetto delle regole e delle sentenze comunitarie

  1. sara ha detto:

    forse sarò un po’ ingenua.. ma non esistono altri tipi di sanzioni? o comunque un eventuale intervento più decisivo se dopo un tot di anni il paese non ha “messo a posto” la questione?
    è davvero assurdo che si spendano così tanti soldi per pagare multe su multe. e purtroppo mi sembra anche che non ci sia molta informazione su questa cosa; altrimenti probabilmente alla gente non passerebbe tanto inosservata.

  2. Oyasuminasai ha detto:

    Cara Sara,

    innanzitutto grazie per il tuo commento. Non so se segui spesso il blog o se sei capitata qui solo oggi, ma spero che ti sia piaciuto e che tu ritorni per leggere altre notizie.

    La tua domanda non è poi così ingenua, ma se ci pensi… non è che esiste qualcosa di più coercitivo di pagare un’ammenda: non è previsto un “commissariamento” dell’Italia come può avvenire per un comune, e non c’è nemmeno la minaccia di una espulsione dall’Unione Europea per stati inadempienti. Quindi la sanzione massima è un’ammenda che aumenta di valore ogni giorno che passa. Fino al 1992 (Trattato Di Maastricht) non erano nemmeno previste le ammende per gli inadempienti.

    Per quanto riguarda l’informazione, è un discorso che si può fare più in generale. In una democrazia, un’informazione libera servirebbe ai cittadini per poter prendere le migliori decisioni nelle scelte che riguardano la politica e la società in genere. Se l’informazione non funziona bene, può succedere di tutto.

    Ciao.

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