Il Muro di Berlino si rifà il trucco

Il tratto ancora in piedi più lungo  del Muro di Berlino è noto per i suoi murales politici colorati. Le immagini iconiche hanno perso pezzi e si sono scolorite. Quest’estate, artisti di tutto il mondo torneranno per rinfrescare le loro opere.

Illuminata dal sole, Muriel Raox stende vernice rosa e verde sul muro di cemento, estendendola in entrambe le direzioni. Dei passanti curiosi si fermano a guardare. Ma la francese, con i suoi abiti macchiati dalla vernice, continua a dipingere il suo murale dai colori luminosi, lavorando su una fotografia di quello che dipinse quasi venti anni fa.

I passanti erano pieni di domande. Dopo tutto, la tela di Raox è unica – una striscia originale del Muro di Berlino. Nel 1990, non molto tempo dopo l’apertura del confine fortificato, un gruppo di 118 artisti da tutto il mondo venne a Berlino a decorare questo tratto del Muro con murales sia politici che poetici. Ora, con l’opera d’arte danneggiata e sgretolata, molti di quegli artisti sono tornati nella capitale tedesca in primavera e in estate – con l’obiettivo di far tornare il monumento, conosciuto come East Side Gallery, alla sua gloria originaria.

“Ora è tempo per farlo”, dice l’artista iraniano Kani Alavi. Alavi è a capo del gruppo di artisti responsabile della supervisione della galleria all’aperto e del suo riconoscimento come patrimonio storico del 1993, cosa che lo ha preservato da un’ipotetica demolizione. “È molto importante per le generazioni future come prova storica”, dice.

L’obiettivo è di completare il restauro per il 9 novembre di quest’anno, un giorno di celebrazioni in Germania che marca il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. La maggior parte di quelli che fissano Raox è interessata al passato, vogliono sapere di più sui mesi euforici e tumultuosi immediatamente successivi all’apertura del confine tra la Germania Est comunista e l’occidente capitalista.

“Era un ambiente così stupefacente –  la gente era così contenta”, dice Raox. “Ho avuto davvero la sensazione di stare facendo qualcosa per la storia”.

Una tela perfetta

Questa sezione del Muro di Berlino lunga 1316 metri, situata lungo la Sprea vicino alla stazione Ostbanhof, è il tratto più lungo ancora presente in città. La maggior parte dei resti di questa barriera di cemento lunga 43 kilometri (la parte più lunga intorno a Berlino Ovest era fatta di filo spinato) è stata smantellata subito dopo la cancellazione del confine est-ovest.

Quando gli artisti hanno iniziato a lavorare nel 1990, la Germania doveva ancora riunificarsi. “Nel giugno 1990, quando ho dipinto per la prima volta, il muro era ancora vero – c’era un posto di controllo di confine vicino al ponte Oberbaum e non potevo andare verso Berlino ovest con il mio passaporto sovietico”, dice l’artista moscovita Alexey Taranin. Mentre la maggior parte del lato ovest del Muro venne ricoperto di graffiti durante le Guerra Fredda, i tedeschi dell’est erano tenuti ben lontani dalla barriera, lasciandola intonsa – una tela perfetta per l’East Side Gallery.

Molti turisti di Berlino sono sopresi di sapere che così tanto Muro è scomparso. In realtà, una recente iniziativa per ricostruire una sezione storica del Muro – due barriere con bunker, filo spinato, cani e altri apparati sicurezza – è staat rifiutata dalla città per paura di creare una “Disneyland del Muro” [e meno male].

Il risultato è stato che la East Side Gallery è diventata una delle attrazioni di Berlino più popolari, le sue immagini sono state fotografate e duplicate innumerevoli volte.

Diventando anche un simbolo potente. “Dipingere sul retro del murovoleva dire distruggerlo, trasformalrlo da simbolo di separazione fra due paesi – o meglio, tra due mondi – in una tela con immagini più o meno serie”, dice Taranin.

Spunta il cemento grigio

Nel corso delle due decadi che sono passate da quando i murale sono stati dipinti, le opere si sono scolorite – rovinate dal tempo, dall’inquinamento, da graffiti e cacciatori di souvenir che ne hanno staccati dei pezzi. La pittura si è sgretolata ed è caduta, il cemento fa capolino.

“Pochi anni dopo averla fatta, qualcuno ha dipinto sopra metà della mia opera con vernice verde e ha scritto “Democrazia Totale””, dice Taranin. Ma, aggiunge, “era anche un segno di libertà e io non im sono arrabbiato”.

Quelli che, comunque, volevano preservare questo tratto di storia – e di turismo – erano, se non arrabbiati, quantomeno preoccupati. La galleria correva il rischio di distruggersi.

La spinta a restaurare il muro deteriorato è iniziata anni fa. Nel 2000, una piccola sezione è stata ridipinta usando fondi donati ma non è che l’anno scorso che il gruppo si è assicurato abbastanza denaro per finire il resto. Sono stati garantini 2,5 milioni di euro dalla lotteria tedesca e altri fondi pubblici per finire il lavoro e rimborsare gli artisti individuali di una parte del loro costo di trasferimento.

C’era molto di più rispetto alla semplice ripitturazione [scusate la parola] dei murales. Al primo posto nell’agenda c’era il rinforzamento strutturale del Muro. “Poteva crollare”, dice Alavi. “Abbiamo dovuto farlo per ragioni di sicurezza”. Per farlo si sono dovute rimuovere tutte le opere. La vecchia vernice è stata vaporizzata e il cemento riparato e dipinto di bianco.

Una gioia che svanisce

Ritrovare tutti gli artisti che avevno partecipato in origine si è rivelata un’altra sfida. Alcuni erano morti nel frattempo, mentre per altri non è stato possibile rintracciarli. 88 artisti hanno accettato di replicare le loro opere – questa volta usando vernici a lunga durata e di alta qualità. Un additivo  protettivo anti-graffiti sarà aggiunto una volta completata l’opera. Gli altri murales sarano replicati dagli artisti che sono tornati a Berlino.

Una replica esatta del vecchio muro è importante per la sua autenticità, dice Alavi. “Volevamo che fossero gli artisti a rinnovarlo, non i restauratori”, dice. “Doveva essere mani dell’East Side Gallery a rifare l’East Side Gallery. Vogliamo ricreare almeno l’80% delle sensazioni che abbiamo avuto allora”.

Questo sarà difficile. Anche se Berlino e il resto della Germania si preprano a celebrare il ventesimo anniversario della caduta del Muro questo autunno, la capitale tedesca è cambiata notevolmente da allora, con la cicatrice che la divideva in due ora largamente invisibile. La gioia iniziale per la rinuificazione è svanita ormai.

“Quasi 20 anni sono passati e siamo tutti cambiati, il mondo è cambiato”, dice Taranin. “L’East Side Gallery è diventata un museo – ma ogni artista è lieto di essere esposto in un museo… Non ho niente contro questa cosa.”

Alcuni artisti però protestano perché quello che hanno fatto non può essere ricreato. L’artista russo Dimitri Vrubel – il cui “Bacio fraterno”, che ritrae il bacio tra il leader sovietico Leonid Brezhnev e quello tedesco orientale Erich Honeker, è una delle immagini più iconiche del muro – ha espresso le sue recriminazioni sui media. Ha detto al giornale tedesco Bild che l’improvvisa rimozione della sua opera è stato un “abuso artistico”.

Brubel tornerà a Berlino quest’estate a ridipingere il suo murale. E la maggior parte degli artisti sono d’accordo che, anche se riusciranno a replicare le loro pennellate di venti anni fa, l’atmosfera di quei giorni sarà impossibile da replicare.

“Se l’avessi fatto oggi, avrei dipinto qualcosa di diverso”, dice Raox. “Ma la caduta del Muro non è qualcosa che capita tutti i giorni. È stato un momento unico nella storia. Qualcosa di speciale.”

Fonte:

Der Spiegel: http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,628645,00.html#ref=rss

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3 Responses to Il Muro di Berlino si rifà il trucco

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  2. […] affrescato da artisti subito dopo la fine della DDR e recentemente restaurato, non senza polemiche (ne ho parlato in questo articolo). Vicino al Checkpoint Charlie c’è un museo dedicato al muro, al suo impatto sulla vita […]

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