Olanda: il processo contro il coffee shop Checkpoint potrebbe portare cambiamenti nella politica olandese sulle sulle droghe leggere

Gli olandesi sono noti da lungo tempo per la loro politica liberale nel campo della droga. Nonostante ciò, le città e i pubblici ministeri hanno dato un giro di vite ai cosiddetti “coffee shops” che vendono la marijuana. Le leggi contro il crimine organizzato sono state usate per condannare il proprietario di un coffee shop, in quello che potrebbe diventare un importante precedente giuridico.

I funzionari della giustizia nei Paesi Bassi stanno cercando di perseguire i proprietari e gli impiegati di uno dei più grandi coffee shop del paese in un caso che potrebbe avere un grande impatto sulla politica olandese sulla droga.

Se Meddy Willemsen, il proprietario del mega coffee shop Checkpoint nella città di Terneuzen, verrà condannato per aver incoraggiato la coltivazione illegale di cannabis e per aver organizzato una rete di distribuzione, i pubblici ministeri potrebbero essere autorizzati a condannare altri proprietari e lavoratori dei coffee shop per reati di cui vengono di solito accusati le bande e lereti del crimine organizzato.

Il processo mette in risalto il paradosso che sta al cuore della politica olandese sulle droghe: la cannabis può essere venduta ai consumatori in quantità non superiori ai 5 grammi per persona, ma la coltivazione su larga scala e l’acquisto al’ingrosso della droga sono proibiti. Quindi, per marijuana e hashish è possibile uscire dalla porta d’ingresso del coffe shop ma non possono essere consegnate alla porta del magazzino.

Quasta contraddizione è finita recentemente sotto il tiro incrociati di entrambi i lati dello schieramento politico. Il leader dei Cristiano-Democratici, Pieter van Geel, ha proposto recentemente una proibizione totale delle droghe leggere. La sua proposta seguiva di poco la deciisione di due città lungo il confine belga di chiudere i loro coffee shop per evitare i disagi causati dai turisti della droga.

Al contrario, i sindaci di altre città dicono che è arrivato il momento di una legge che disciplini l’intero approvvigionamento dei dettaglianti della droga.

André Becker, l’avvocato difensore del Checkpoint, dice che, a prescindere dal verdetto, il processo del suo cliente sarà un precedente a livello nazionale. “Se la corte accetterà la teoria dell’accusa, ci saranno grandi conseguenze”, dice Beckers.

I coffee shop possono immagazzinare fino a 500 grammi di cannabis nei loro edifici. Prima che venisse chiuso per intervento delle autorità di polizia nel maggio 2008, tuttavia, il Checkpoint vendeva in media 10 chili di erba a 3000 consumatori ogni giorno. Se Willemsen sarà condannato, i 28 milioni di euro guadagnati tra il gennaio 2006 e il maggio 2008 potrebbero essere considerati frutto di attività criminali.

Peter Tak, prossore di diritto penale all’Università di Amsterdam, dice che c’è una possibilità “sostanziale per cui la corte potrebbe giudicare in favore della condanna. Secondo Tak, l’esistenza dei coffee shop è sempre stata contro la lettera della legge, nonostante questi negozi siano stati a lungo tollerati dal governo olandese. Le “leggi oppio” olandesi sanzionato l’uso di droghe, non la loro coltivazione e acquisto su larga scala. “In realtà sono sopreso che questa sia la prima volta in cui le autorità abbiano tentato di perseguire un coffee shop”, dice Tak.

Ancora, la corte potrebbe giudicare in favore di Willemsen se riterrà che il sanzionamento e la regolazione delle transazioni di droga in piccola scala implichino l’accettazione della coltivazione e trasporto su larga scala di queste dorghe.

Ancora prima che fossero rivolte le accuse a Willemsen, il paese ha considerato di cambiare la sua politica sulla droga. L’attuale governo di coalizione ha trovato un accordo sul principio di non incoraggiare la costruzione di coffee shop nelle zone di confine. I politici sostengono che le politiche di tolleranza sulla droga sono rivolte ai consumatori locali e non per i turisti delle droga, in maggioranza francesi e belgi.

Gli sforzi precedenti di limitare i turisti della droga hanno avuto risultati altalenanti. Un giudice ha demolito il tentativo della città di Maastricht di restringere l’acquisto di droga ai soli cittadini olandesi. Le città di Bergen op Zoom e di Rosendaal hanno chiuso tutti i loro otto coffee shop per tenere lontane le folle di visitatori.

Altre città sperano di evitare il proibizionismo. La città di Eindhoveninvece sta incoraggiando l’apertura di più coffee shop per prevenire il formarsi di mega-coffe shop tipo Checkpoint.

Fonte:
Der SPIEGEL: http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,614047,00.html

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3 Responses to Olanda: il processo contro il coffee shop Checkpoint potrebbe portare cambiamenti nella politica olandese sulle sulle droghe leggere

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