Spagna: la metà dei giovani non ha un lavoro fisso

La metà dei giovani spagnoli (50,8%) non ha un contratto fisso, ma la cosa peggiore è che il ricorso al contratto a tempo determinato è maggiore nel settore pubblico che in quello privato, secondo i dati dell’Osservatorio sul Lavoro Giovanile del Consiglio della Gioventù di Spagna (CJE). Sono queste le conclusioni negative a cui è arrivato il rapporto “Condizioni di impego e lavoro dei giovani in Spagna”, realizzato con dati del terzo trimestre del 2008, che rende chiaro che la precarietà sul lavoro si trova nella fascia che va dai 16 ai 30 anni, specialmente nell’amministrazione pubblica, e in alcune regioni più che in altre.

E così, undici comunità autonome superano il tasso medio di precarietà dei giovani spagnoli (50,8%) e solo sei regioni ne sono al di sotto (Aragona, Asturie, Castilla-La Mancha, Catalogna, Madrid e Navarra).

Se si confrontano i dati del settore pubblico con quelli del privato, si osserva che la precarietà è maggiore nell’amministrazione e fra le donne. In concreto, ogni cento contratti sottoscritti dai giovani nell’amministrazione, 68 sono a tempo determinato e 32 a tempo indeterminato, di fronte ai 51 a tempo determinato e 49 fissi delle imprese.

Il rapporto fa notare anche la discriminazione delle donne nel settore pubblico, in cui il tasso di precarietà delle giovani arriva l 71,7% di fronte al 53,5% dei ragazzi.

Il problema della disoccupazione e della dequalificazione

I dati del rapporto sono un chiaro riflesso della situazione economica che colpisce specialmente i minori di 20 anni e che si aggraverà con la crisi, ha denunciato il vicepresidente del CJE, José Luis Arroyo. Secondo il rapporto, la disoccupazione continua ad essere il problema più grave dei giovani, con un tasso medio (18,7%) sette punti superiore a quello dei maggiori di 30 anni.

La disoccupazione giovanile supera il 10% in tutte le comunità autonome, anche se oltre la media nazionale (11,3%) di trovano Andalusìa (26,1%), Baleari (19,2), Canarie (24), Comunità Valenciana (19,7), Extremadura (20,1), Murcia (23,8), Ceuta e Melilla (entrambe con il 31%).

Riguardo al livello di studio, il rapporta mostra che il tasso di disoccupazione più basso è quello delle persone con formazione professionale (8,8%), che gli universitari occupano posti di categoria inferiore a quello della loro preparazione, e che il tasso di precarietà degli universitari è intorno al 50%.

Fonte:
20 Minutos: http://www.20minutos.es/noticia/456186/0/jovenes/empleo/paro/

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