I paesi nordici dibattono sull’euro e sull’UE.

Dopo l’incontro tra i primi ministri di tutti i paesi nordici in Islanda per discutere della crisi finanziaria, un rapporto pubblicato dal Consiglio Nordico giovedì 26 febbraio dice che la crisi dovrebbe portare a una revisione della posizione di tutti gli stati nordici rispetto all’entrata nell’euro nell’UE.

“L’esperienza dei paesi nordici nella crisi attuale… porta al bisogno di rivedere se per gli altri paesi nordici sia meglio seguire l’esempio finalndese ed entrare nell’euro-zona, ” si legge nel Nordic Globalisation Barometer 2009, dal titolo Global pressure – Nordic Solutions?

Il Consiglio nordico dei Ministri, riunendo insieme i premier di tutti i paesi nordi cioltre alle delegazioni dei membri associati di Groenlandia, Isole Faroe e Isole Aland, è attualmente riunito nei sobborghi di Reykjavik per suo secondo forum annuale sulla globalizzazione.

La Finlandia è l’unica nazione nordica ad appartenere sia all’UE che all’euro-zona. La Svezia e la Danimarca sono membri del blocco, ma hanno mantenuto le loro valute. Norvegia ed Islanda rimangono fuori da entrambi.

Nonostante i temi previsti per quest’anno fossero l’innovazione e il cambiamento climatico, il focus è stato dirottato sulla crisi economica, di cui la sede islandese ha sottolineato la situazione, visto che i delegati hanno visto i cartelli di “Liquidazione” e “Vendita per fine attività” su molti negozi vicino agli hotel dove alloggiano.

Sempre in relazione a questo evento, la caduta della corona svedese ai minimi rispetto all’euro, registrata mercoledì.

Il rapporto, scritto da Christian Ketels della Harvard Business School e della Stockholm School of Economics, riflette le visioni degli autori e non la linea ufficiale del Consiglio Nordico.

“I paesi nordici dovranno discutere sulla possibilità che i cambiamento dell’economia globale suggeriscano cambiamenti fondamentali nella loro architettura politica”; “l’equilibrio tra costi e benefici dell’avere una valuta indipendente e del rimanere fuori dell’Unione Europea potrebbe essere saltato”.

Gli stessi primi ministri, sono personalmente sostenitori sia dell’euro che dell’entrata nell’UE, hanno passato il tempo a discutere di queste opzioni mercoledì, ma, a parte la Finlandia, tutti devono far fronte ad ostacoli politici sulla strada verso l’UE.

Il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt ha detto: “Ci troviamo in una situazione in cui la Svezia ha tenuto un referendum nel 2003 sull’euro e la risposta è stata “NO”. Il presidente del partito guida della coalizione di governo [il Partito Moderato, di centro-destra] ha detto che considera questo un “no” per 10 anni, e anche il leader dell’opposizione ha detto di non aspettarsi un ritorno alla questione prima del 2014.

“Comunque la crisi ha provocato dei cambiamenti considerevoli”, aggiunge. “Per questo stiamo seguendo il dibattito in Danimarca molto da vicino.”

Un referendum sull’introduzione dell’euro in Danimarca è previsto qualche tempo prima delle prossime elezioni generali, nel 2011.

“Abbiamo annunciato di volere un referendum in questo mandato”, dice il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen ai reporter. “Ma la questione è il quando, e abbbiamo bisogno prima di un chiarimento della situazione, che ci verrà dal risultato del referndum irlandese.”

L’Irlanda terrà un nuovo referendum sul Trattato di Lisbona dell’UE durante quest’anno, dopo averlo rifiutato per una prima volta a giugno.

Il premier norvegese, Jens Stoltenberg, ha dato una risposta secca “Abbiamo perso un referendum sull’UE e quindi non c’è nient’altro sull’agenda per ora”.

Osla ha tenuto due referenda sulla materia, uno nel 1974 dopo aver negoziato un accordo di adesione, e un altro nel 1994. In entrambe le occasioni l’adesione è stata rifiutata dal 52-53% dei votanti.

Il primo ministro islandese Johann Sigurdardottir ha detto che secondo l”accordo di coalizione che la sua Alleanza Social Democratica [centro-sinistra] ha firmato con la Sinistra Verde, l’attuale governo di transizione non chiederà l’adesione all’UE.

“Ma vediamo cosa succederà alle elezioni”, dice. “Allo stesso tempo, abbiamo bisogno che 30.000 islandesi richiedano un referendum”.

Il segretario generale del Consiglio Nordico Asgrimsson, interrogato sui suoi precedenti commenti sul fatto che l’Islanda entrerà nell’UE nel 2015, ha risposto: “Lo credevo allora e lo credo ancora di più adesso.”

Fonte:
EUobserver: http://euobserver.com/9/27684

Se l’articolo ti è piaciuto puoi votare questa notizia su Ok NOtizie. Clicca sul logo
(Comparirà una barra nella parte superiore dello schermo con cui votare la notizia. Grazie)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: