L’Austria si oppone al progetto dell’UE contro l’evasione fiscale

Il Commissario Kovacs

Il Commissario Kovacs

La Commissione Europea ha pubblicato delle proposte aventi lo scopo di ridurre l’evasione fiscale all’interno dell’UE, migliorando lo scambio di informazioni fra i relativi stati membri.

Se implementate, le nuove misure impediranno ai membri di invocare le regole di segretezza dell’attività bancaria come motivo affinché sia impedito il rilevamento delle informazioni del cliente.

Tuttavia, l’Austria ha reagito con rabbia alle nuove proposte, sostenendo che si vedrebbe ridotta in modo drastico la competitività delle proprie banche, in favore delle rivali Svizzera e Liechtenstein, entrambe non facenti parte dell’UE.

“Rifiutare il segreto bancario in sé non ha senso. Siamo contrari ad una soluzione unilaterale che danneggerà l’Austria”, ha detto Harald Waiglein, portavoce per il Ministero delle Finanze austriaco.

Le proposte della Commissione contengono misure atte ad incrementare la cooperazione fra le amministrazioni fiscali degli Stati membri per l”identificazione e il recupero delle tasse non pagate.

“Gli effetti della crisi economica e finanziaria la rendono particolarmente attuale”, secondo il Commissario per la Fiscalità e l’Unione Doganale Laszlo Kovacs.

“Non stiamo chiedendo agli stati membri di eliminare il segreto bancario come tale, ma vogliamo eliminarne il potenziale abuso”, ha continuato.

Le disposizioni correnti dell’UE sull’assistenza reciproca fra gli stati membri risalgono alla prima metà degli anni ’70 e sono ritenute dalla Commissione come qualcosa di molto antiquato per le sfide moderne, in un clima di maggiore mobilità dei capitali. Le nuove misure sono larghe nella portata e si occuperebbero di tutte le tasse tranne quelle già coperte dalla legislazione dell’UE – vale a dire IVA ed imposte di fabbricazione.

Sovranità fiscale

La questione delle tasse è un’area delicata per molti stati membri, che la ritengono un esercizio proprio dei governi nazionali.

La potenziale perdita del diritto dei governi di introdurre tasse più leggere per le aziende è citata nella campagna del partito Libertas per opporsi al Trattato di Lisbona, nonostante nessuna disposizione di questo genere sia prevista nel documento.

La tassazione Ue è attualmente una materia che richiede l’approvazione unanime di tutti i 27 stati membri nel Consiglio dei Ministri.

Se approvata, i governi nazionali dovranno assicurare che le loro banche rispondano alle richieste di informazioni delle autorità fiscali degli altri stati membri.

Kovacs ha sottolineato che, comunque, le nuove direttive non mineranno la sovranità fiscale degli stati membri riguardo ai propri cittadini.

“Questa proposta riguarderebbe il segreto bancario dei residenti in altri stati membri, quindi non avrebbe alcun effetto nei rapporti tra le autorità fiscali austraiche e i cittadini austriaci”, ha detto Kovacs, rispondendo alle domande riguardanti lo stato alpino.

L’Austria fa parte di un trio di paesi, insieme a Lussemburgo e Belgio, dove lo scambio di informazioni bancari con gli altri stati membri dell’UE è limitato.

“Questo riguarda la sovranità degli altri stati membri che vogliono applicare la propria legislazione fiscale ai propri cittadini”, ha detto Kovacs.

Kovacs ha detto anche che si aspetta che le proposte vengano adottate dal consiglio entro la fine dell’anno

Paradisi fiscali

Il Commissario Kovacs ha aggiunto che le direttiva rafforzeranno la mano dell’UE nel rapporto con i paradisi fiscali che non cooperano.

Nel passato, questi paradisi hanno puntato sulla mancanza di una disciplina uniforme all’interno dell’UE al momento di rifiutare di condividere le informazioni.

Un grande scandalo riguardante l’evasione fiscale è esploso in Germania l’anno scorso quando è stata scoperta l’evasione fiscale di un gran numero di cittadini ricchi con conti bancari in Liechtenstein.

Fonte:
EUbserver: http://euobserver.com/19/27519

Un ringraziamento speciale a Luca B. che ha collaborato alla traduzione dell’articolo

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