La questione-euro risorge in Gran Bretagna

La questione-tabù dell’adozione dell’euro da parte del Regno Unito comincia a raffiorare, dal momento che la crisi ha fatto cadere la sterlina dal suo piedistallo e che certi giornali moltiplicano i paragoni tra l’economia britannica e l’Islanda.

L’argomento si credeva ormai sotterrato dal 2003. Gordon Brown, ministro delle finanze e inventore nel 1997 dei famosi “cinque test economici”, che avrebbero determinato l’eventuale entrata nella zona euro, gli aveva allora fatti uscire dalla naftalina, per concludere velocemente che non erano ancora rispettati.

Il presidente della commissione europea ha rimesso però l’idea sul tappeto a fine novembre. José Manuel Barroso ha affermato che la crisi aveva riavvicinato il Regno Unito all’euro, e che “le persone che contano”, erano divenuti più favorevoli, anche se un’adesione non era prevista “per domani”.

Queste proposte sono state prontamente smentite dal governo, in particolar modo dal ministro del commercio Peter Mandelson, un eurofilo dichiarato ed ex-commissario europeo al commercio fino all’anno scorso.

Qualche settimana più tardi, però, il primo ministro scozzese si è permessi di criticare su una televisione spagnola la sterlina “in caduta libera”. Alex Salmond ha riaffermato l’impegno del suo partito, lo Scottish National Party, in favore dell’euro, scatenando la protesta a Westminster.

La sterlina, che dopo la creazione dell’euro dieci anni fa sembrava un’inamovibile moneta forte, in realtà ha perso il 25% del suo valore l’anno scorso, fino a sfiorare la partità con la moneta unica. La sua quotazione è stata rosicchiata dalla crisi economica che sommerge la Gran Bretagna, dai piani di salvataggio e dai fallimenti delle imprese. Questo ha portato la Banca d’Inghilterra a diminuire i suoi tassi di interesse al loro più basso livello dal 1694, all’1,5%, sotto quello della BCE, mossa che ha minato ancora di più la fiducia degli investitori verso la divisa britannica.

La settimana scorsa, la questione dell’euro, che aveva dilaniato la classe politica britannica negli anni ’90, è riapparsa ancora con l’entrata di Kennetg Clarke nel governo ombra conservatore, di cui tutti  i sondaggi lasciano presagire la vittoria nelle prossime elezioni generali che dovranno tenersi a giugno 2010.

Questo ex-ministro delle finanze, altro eurofilo convintio, ha dovuto assicurare che l’adesione all’euro non era d’attualità, per calmare i numerosi euroscettici del suo partito, contrariati dalla sua promozione.

Fonte:
L’Expansion: http://www.lexpansion.com/economie/actualite-economique/la-question-de-l-adoption-de-l-euro-ressurgit-au-royaume-uni_173624.html
I cinque test economici: http://europa.eu/scadplus/leg/fr/lvb/l25060.htm

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