Il futuro dell’energia è sottoterra

Gli scienziati dicono che c’è abbastanza acqua calda nel sottosuolo danese da poterla scaldare per molte migliaia di anni, attraverso l’uso dell’energia geotermica.

L’energia geotermica, e non quella eolica, è la miglior scommessa per venire incontro ai bisogni futuri di riscaldamento sostenibile delle città, secondo un nuovo studio.

Gli scienziati della Capital Area Geothermic Cooperation (HGS) dicono che l’acqua ad una temperatura di 74 gradi, ad una profondità di circa 2,7 chilometri sotto Copenhagen, può fornire riscaldamento ai residenti della città per parecchie migliaia di anni.

L’energia geotermica non è però presente nei piani né del governo né delle compagnie energetiche private. Gli alti costi del processo, in particolare la costruzione delle centrali necessarie a distribuire l’energia, rendono ancora efficienti e meno costosi l’incenerimento dei rifiuti e della biomassa per creare l’energia necessaria al riscaldamento.

Il progetto è quindi a lungo termine. Gli esperti della Western Copenhagen Transmission Company (VEKS) si dichiarano comunque pronti a introdurre il riscaldamento geotermico entro il 2025.

Il riscaldamento geotermico non sarà un fenomeno presente solo a Copenhagen. Il Geological Survey of Denmark and Greenland (GEUS) afferma che l’intero paese ha dei mari sotterranei di acqua calda che potrebbero essere utilizzati per il riscaldamento. ‘Sappiamo che ci sono tonnellate di acqua calda nei giacimenti di sabbia’ dice Anders Mathiesen, consigliere anziano del GEUS, al quotidiano Berlingske Tidende. ‘La sfida è trovare giacimenti dove l’acqua sia facile da pompare. I giacimenti devono essere molto porosi in modo che l’acqua possa scorrere facilmente. I nostri dati suggeriscono però che il processo può rivelarsi molto promettente per l’intero paese’, ha detto.

Oltre agli alti costi per la costruzione delle centrali, un’altra ragione per cui il calore geotermico non è un’opzione economicamente attraente è che le centrali devono operare in modo continuativo, anche durante l’estate. ‘E abbiamo già tre grandi inceneritori che producono più calore di quello che usiamo durante l’estate’ dice Thomas Hartmann, leader del progetto di cooperazione Capital Area Heating Plan. Hartmann dice che il calore geotermico è compreso nei progetti, benché non sappia quando sarà introdotto su vasta scala.

La società di consulenza EA dice che l’utilizzo diffuso del calore geotermico è più vicino alla realtà di quanto credano in molti, citando una recente simulazione fatta per il distretto della città di Amanger.
‘Se le cifre sono accurate, allora è certamente realizzabile sotto il profilo economico’, dice Jørgen Boldt della EA. ‘Sembra una buona scommessa per il nostro fabbisogno futuro di calore.’

L’obiettivo del governo è di avere il 20% dell’energia del paese prodotta da fonti sostenibili entro il 2011. Le statistiche mostrano che il paese si sta muovendo nella giusta direzione, visto che la produzione di energia rinnovabile è cresciuta ogni anno dal 1980. Attualmente, il 17% dell’energia danese proviene da fonti rinnovabili.

Fonte:
Copenhagen Post: http://www.cphpost.dk/news/national/article/88-national/44529-future-energy-lies-underground.html

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5 Responses to Il futuro dell’energia è sottoterra

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  2. diygeology ha detto:

    Anche noi in italia potremmo sfruttare in maniera molto più intensa le nostre risorse geotermiche ma abbiamo i ben noti problemi burocratici. Piemonte, Toscana, Sicilia, Campagna ecc.. abbiamo molte risorse. Comunque il futuro (secondo un mio modesto parere) non sarà quella di realizzare grosse centrali energetiche ma bensì creare dei piccoli poli per garantire l’autosufficienza delle perifierie e dei paesi di campagna…sfruttando qulasivoglia energia..vento, sole geotemia..ecc..
    Ci sono però i soliti inconvenienti…a titolo di esempio: se un libero cittadino trovasse sul suo terreno di proprietà un risorgenza termale secondo voi cosa potrebbe fare?…NIENTE..vengono i funzionari statali e metteranno un bel tappo di calcestruzzo..che ipocrisia..questa e la situazione in italia…infatti le sorgenti termali sono di proprietà dello stato, Regio decreto 1927..mi pare.
    Nonostante tutto l’articolo è serio.

    ciao

  3. Oyasuminasai ha detto:

    Caro diygeology, grazie per il commento.
    Ritengo che il senso dell’articolo sia proprio quello di far capire che esistono risorse geotermiche “locali” che le città danesi potrebbero sfruttare e mi sembra che questo vada nella direzione del tuo “modesto parere”.
    Riguardo alla situazione italiana: vivo in una regione (la Toscana) prima in Italia per la produzione di energia geotermica e modello nel mondo nel senso che proprio qui (Larderello ecc…) si sono sviluppate le tecniche per sfruttare l’energia del calore della terra.
    E non credo che lo sviluppo di ulteriori potenzialità sia bloccato solo dalla burocrazia, quanto anche da opportunità economica e forse opportunità geologica. Dovremmo vedere quanti sono in realtà i giacimenti di calore “sfruttabili”.
    Cercherò di ospitare il parere di due miei amici geologi in questo spazio.

    Ti ringrazio ancora per il tuo commento, spero che tu possa tornare presto a leggere e commentare le notizie di questo blog. Ciao

  4. diygeology ha detto:

    Ho avuto la possibilità di passare 6 mesi nel sud della toscana per studiare la geologia del M. Cetona e mi sono accorto che a Lardarello (se non sbaglio la prima centrale geotemica in europa) è stato realizzato un magnifico esempio di sfruttamento geotermale.
    Nonostante questo mi sono sempre sforzato di capire perchè non possa utilizzare questa fonte in casa mia (ovviamente pagando la concessione come per tutte le acque pubbliche….).
    A san Casciano dei Bagni ci sono delle risorgive naturali di acqua termale a 35 gradi che non vengono utilizzate se non per stabilimenti termali…questo lo trovo sbagliato. Bisognerebbe dare l’opportunità al singolo cittadino di sfruttare le risorse “pubbliche” ed eventualmente cederle a terzi.
    Forse mi sono spiegato male o troppo velocemente..
    A presto. ciao

  5. Gio ha detto:

    Io non conosco a fondo la normativa, ma credo che dygeology abbia ragione sul fatto che probabilmente la normativa sulle acque termali risalga ad un regio decreto, visto che in molti altri settori ambientali è così;d’altronde non sono sicurissimo che le acque termali possano essere sfruttate per la geotermia, per questioni essenzialmente legate alla temperatura.Infatti il miglior sfruttamento di questa risorsa prevede che ci sia una forza di autopropulsione, (dovuta essenzialmente al vapore in pressione) che azzeri i costi di emungimento.
    Il problema è duplice:
    – i costi necessari sono quelli per la realizzazione di tutta la serie di tubi affinchè la risorsa sia fruibile dal privato.
    -secondo, ma non per importanza, le condizioni geologiche sono il grosso vincolo, in quanto bisogna “possedere” una camera magmatica prossimale al piano campagna per poter sfruttare la geotermia, condizione non sempre verificata anche in luoghi potenzialmente geotermici, tipo la Campania.
    Perciò sarebbe opportuno incentivare i centri, che fortunatamente hanno questa risorsa a sfruttarla, in quanto rappresenta una fonte inesauribile d’energia… almeno finchè piove!!!

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