Il futuro di Tempelhof, tra zona a luci rosse e montagne magiche

La città di Berlino ha tentato a lungo di decidere cosa fare del monumentale aeroporto di Tempelhof, costruito nel cuore della città dai nazisti. Alcune della più recenti proposte includono una montagna di 1000 metri e una gigantesca zona a luci rosse.

“La madre di tutti gli aeroporti” come l’ha definito  lo star-architect Norman Foster. I visitatori del sito possono essere d’accordo. Costruito dai nazisti all’entrata della mai realizzata capitale del Terzo Reich immaginata da Hitler, l’impressionante terminal si stende per 1,2 chilometri intorno a un angolo del campo d’aviazione.

Dalla fine di ottobre, tuttavia, l’aeroporto è stato chiuso al traffico aereo e la città di Berlino si sta interrogando su cosa fare di questo enorme campo nel cuore della città.

L’aiuto, tuttavia, è arrivato. Lunedì scorso, la città ha svelato una dozzina di proposte – inviate da architetti e urbanisti speranzosi – attualmente al vaglio. La più scottante? Trasformare il luogo in un’enorme distretto a luci rosse.

Bufala o no, il cosiddetto progetto “Columbia Strip” risalta in mezzo agli altri progetti più banali che propongono appartamenti, parchi e campi sportivi – il tipo di progetti che la città di Berlino ha respinto in tutti  questi mesi. Rispetto alle proposte che non hanno superato la prima selezione, tuttavia, la “Columbia Strip” è piuttosto concreta.

Allo stesso modo di quello inviato dall’architetto berlinese Jakob Tigges. Non gli piace l’idea di dividere il sito e trasformarlo in quel tipo di progetti ordinari che possono trovare posto in una delle altre abbondanti aree libere della capitale tedesca. La sua idea? Tigges vuole erigere una montagna alta 1000 metri nel territorio dell’aeroporto. “È una provocazione, ma non è costruttiva,” ha Tigges riguardo alla sua proposta.

In effetti Tigges vede la sua idea più come un luogo sostitutivo nelle menti dei berlinesi, una montagna mitica per accendere l’immaginazione fino a quando non verrà trovata una migliore soluzione. Nel frattempo, dice Tigger, preferirebbe che Tempelhof non venisse toccato, dato che lo considera più interessante per una passeggiata domenicale rispetto ai soliti parchi.

“I turisti verrebbero a fare fotografie della montagna che non c’è”, dice Tigges, che nota come la sua montagna sia una critica diretta alla città di Berlino. “Il luogo è troppo prezioso per sacrificarlo per appartamenti mediocri”.

Solo la parte settentrionale di Tempelhof è oggetto della competizione. Il sito in realtà, include anche 49 edifici monumentali, 7 hangar e 9.000 uffici. Il suo edificio principale, a forma di arco (nella foto), è stato progettato per ricordare un’aquila in volo, anche se sembra più una gruccia appendi-abiti.

La struttura megalomane di Tempelhof, che si è espansa sui terreni già essitenti dell’aeroporto, faceva parte del progetto nazista per l'”eterna” Germania, il nome che avrebbe dovuto assumere Berlino una volta diventata capitale del mondo. Dopo la seconda guerra mondiale, gli americani presero il controllo di Tempelhof dai sovietici, diventando uno degli aeroporti-chiave del ponte aereo per Berlino, durante il quale gli Alleati sostennero la popolazione della città con cibo e provviste per più di 11 mesi. Gl americani hanno successivamente ampliato l’aeroporto, usandolo come base per decenni.

Dopo la partenza delle ultime truppe americane, i tedeschi riaprirono l’aeroporto usando solo il 10% del suo spazio. Quindi l’aeroporto ha chiuso nello scorso ottobre a causa degli alti costi di gestione. Dato che è sotto protezione per il suo valore storico, Tempelhof non sarà demolito come è successo in altri posti di Berlino, come il Palazzo della Repubblica della ex-Germania Est. Il governo deciderà il suo destino entro il prossimo maggio.

Posizionato nel centro di Berlino, Tempelhof a pochi minuti di bicicletta dal centro nevralgico della città e da luoghi come la Porta di Brandeburgo e il Reichstag. Nella zona sono presenti 3 stazioni della U-Bahn, (metropolitana) e una della S-Bahn, posta sul Ring-Bahn l’enorme raccordo anulare ferroviario intorno a Berlino. Uno spazio interessante per gli investitori.

Oltre alle più recenti idee partorite per Tempelhof, si ricorda una proposta volta a convertire lo spazio in una clinica medica di lusso per i ricchi e i famosi, completa di piste di atterraggio per i voli privati. Ronald Lauder, erede di Esteé Lauder, era pronto a investire 350 milioni di euro per un gigantesco centro di salute e benessere, sicuro che avrebbe attirato pazienti da tutto il mondo per la chirurgia plastica e altre operazioni. Poteva avere ragione, visto come in passato l’aeroporto abbia attirato star del calibro di Marylin Monroe e Marlene Dietrich. In ogni caso, il progetto non si è concretizzato.

Fonte:
Der Spiegel: http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,602429,00.html

Tempelhof dall’alto

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