Finanziaria rigorosa per Cosa Nostra

Con la recessione, Cosa Nostra rivede i suoi budget al ribasso. La rispettabile impresa ha deciso di ridurre i salari e l’ammontare delle pensioni

I tempi sono duri anche per Cosa Nostra! Con la crisi economica che imperversa nel mondo intero, le entrate diminuiscono e la mafia italiana deve stringere la cintura come tutti gli altri. Vista l’impossibilità di introdurre un piano sociale, una decisione impensabile per i padrini che non possono permettersi di diminuire la loro massa salariale, i mafiosi rivedono al ribasso i loro budget, e comprimono le spese. Una decisione che riguarda i salariati e i capi perché in un periodo di crisi tutti devono essere trattati alla stessa maniera. Allora sorgono le questioni di aumentare le retribuzioni degli assassini e degli apprendisti, indicizzare le pensioni al costo della vita o di alzare troppo i salari dei capi Famiglia.

Un anno e mezzo fa, Salvatore Lo Piccolo, il padrino dei padrini di Palermo aveva aumentato il suo salario del 100%, guadagnando di conseguenza 40.000 euro al mese. All’epoca, Salvatore Lo Piccolo, poteva permettersi di essere generoso con il personale e i suoi scagnozzi guadagnavano tra i 3.000 e i 5.000 euro al mese. Una decisone presa in seguito all’aumento vertiginoso delle entrate nelle casse della Famiglia. Oggi, la situazione è cambiata e le buste paga sono state ridimensionate. I “dirigenti” guadagnano 1.500 euro, i fattorini 500 euro. Una miseria, lamentano di nascosto i salariati della Famiglia più potente di Palermo, ma dentro Cosa Nostra non esiste diritto di sciopero!

Decisioni identiche sono state prese per l’ammontare degli assegni versati ogni mese alle famiglie dei mafiosi incarcerati. Spettavano loro 1.500 euro, ormai diventati 1.000. Solo le famiglie di punta non sono state toccate, per rispetto ai loro vecchia padrini. Continueranno dunque, malgrado la crisi, a prendere 5.000 euro al mese, ossia l’ammontare dei “trasferimenti familiari” calcolati da Cosa Nostra. “Un soldo è un soldo!”, affermano i padrini che ormai passano al setaccio le note di spesa. Lo scorso novembre, un esattore della magia è stato severamente punito per aver presentato una nota di spesa particolarmente gonfiata! “I tempi sono duri per tutti e bisogna attendere che l’economia in panne riparta!” aveva dichiarato un padrino siciliano nell’incapacità di pagare i salariati

Chissà se queste lamentele si trasformeranno in contributi e finanziamenti da parte del mondo politico…

Fonte:
France-Soir: http://www.francesoir.fr/etranger/2009/01/17/italie-rigoureux-plan-social-chez-cosa-nostra.html

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