Bruxelles riconoscerà le aspirazioni europee dei paesi post-sovietici

La Commissione Europea proporrà di spingere i suoi sei vicini post-sovietici verso Occidente riconoscendo le loro “aspirazioni europee” e creando un nuovo “Spazio Economico Europeo”. Ma un progetto di comunicato indica che le relazioni UE-Russia hanno uno status preferenziale.

“Il conflitto in Georgia nell’agosto 2008 e le sue ampie ripercussioni hanno avuto come risultante una consapevolezza maggiore della vulnerabilità dei partner orientali,” dice il progetto di comunicato della commissione Eastern Partnership (EP) – visto da Euobserver. “C’è un senso di urgenza fra gli stati membri insieme al bisogno di migliorare le relazioni con i nostri vicini orientali per supportarli nell’avvicinamento all’UE.”

La nuova politica UE – ventilata per prima da Polonia e Svezia in maggio – propone di firmare “Accordi di Associazione” con Bielorussia, Moldova, Ucraina, Georgia, Armenia ed Azerbaijan nei prossimi anni e di “riconoscere l’identità e le aspirazioni europee di questi paesi.”

Il progetto di comunicato sottolinea che i nuovi patti, che richiamano i trattati di associazione firmati con Polonia e Lituania prima dell’allargamento del 2004, non equivalgono alla promessa di un’adesione futura. “La conclusione di Accordi di Associazione sarà senza pregiudizio per le aspirazioni europee dei partners”.

Ma la EP vuole includere misure designate a mandare “un messaggio politico chiaro e duraturo della solidarietà della UE” e a “produrre benefici percepiti e riconosciuti dai cittadini dei paesi partner”.

Le mosse includono la creazione di “un’unica e vasta area di libero scambio, che fornisca le basi per lo sviluppo di un mercato comune interno, come il Sistema Economico Europeo (SEE),” che attualmente l’UE ha con Islanda, Norvegia e Liechtenstein.

Il futuro SEC chiederà ai sei paesi di “fare proprio l’intero acquis communautaire [il codice legale della UE], inclusa l’accettazione delle regole della Corte Europea di Giustizia.”

La Eastern Partnership punterà nel lungo periodo a creare un visto per viaggiare liberamente, abbassare il costo di ottenere visti UE più facilmente e allestire dei centri di domanda nei sei paesi per aiutare coloro che vorranno entrare nell’area Schengen.

Sul fronte dell’energia, i Memorandum di Intesa stabiliscono di garantire la sicurezza energetica dell’UE, fino alla “gestione congiunta, e anche proprietà congiunta dei gasdotti/oleodotti da parte di imprese di paesi fornitori, di transito e consumatori.”

La bozza di comunicato indica che l’Armenia dovrebbe chiudere la sua centrale nucleare di Medzamor e fa notare la preoccupazione dell’UE sulle infrastrutture energetiche nelle zone di conflitto, come il gasdotto tra Russia e Balcani che passa attraverso la contestata regione moldava della Transnistria.

A livello istituzionale, la commissione stabilisce di pubblicare la versione finale del comunicato EP il 3 dicembre, in tempo per l’ultimo summit della presidenza francese dell’UE dell’11 dicembre per cementare il testo nelle sue conclusioni.

La bozza di comunicato propone di tenere un summit per la partnership orientale nel giugno 2009 per lanciare il progetto. Ogni primavera si terrano incontri supplementari tra i ministri degli esteri di Unione Europea e paesi della partnership orientale. Funzionari dei 27+5(6) paesi si incontreranno due volte all’anno per preparare gli incontri tra i ministri.

La European Partnership farà crescere la spesa pro-capite nella ragione dagli attuali 6€ ai 12€ nel 2013 e 20€ nel 2020, in confronto ai 30€ nei Balcani. Il cambiamento costerà 2,1 miliardi di euro, oltre ai mancati guadagni per i visti UE di 75 milioni l’anno.

La questione russa.

Una breve frase nel preambolo politico della bozza della commissione indica che, comunque, le relazioni UE-Russia avranno la priorità sulle relazioni con i paesi della Eastern Partnership.

“La Eastern Partnership … dovrebbe essere vista come complementare alle relazioni fra Ue e Russia incluse in un dialogo sul nostro comune vicinato,” sentenzia la bozza.

L’Ue dà già alla Russia un trattamento privilegiato rispetto ai vicini post-sovietici come l’Ucraina nel commercio e nelle negoziazioni sui visti, offrendo agli aerei passeggeri russi di volare nell’UE secondo le regole russe o di cambiare le leggi sui visti UE per aiutare i russi a viaggiare nell’unione.

Miscuglio

La formula “25+5(6)” sottolinea anche i problemi relativi ai diversi standard democratici nei paesi EP, con un grosso punto interrogativo sulla partecipazione della Bielorussia (il sesto paese, tra parentesi) per cui si aspetta un rapporto con possibili sanzioni diplomatiche contro Misnk a marzo.

I pugni di ferro dei presidenti Aliyev dell’Azerbaijan e del presidente Sargsyan dell’Armenia – dove la polizia ha sparato a 10 persone durante le proteste del dopo-elezioni a marzo – saranno strani compagni per i più democratici governi di Georgia e Ucraina.

“I paesi partner continuano a fornteggiare sfide simili nello sviluppo delle loro istituzioni democratiche,” dice il testo della commissione, con una frase che potrebbe offendere qualcuno nelle amministrazioni post-rivoluzionarie a Tbilisi e a Kiev.

Fonte:

EuObserver: http://euobserver.com/9/27167

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