Intervista a Olli Rehn, Commissario europeo per l’allargamento

Il Commissario per l’Allargamento, Olli Rehn ha detto in un’intervista esclusiva per EurActiv che non ci sono scorciatoie per l’accesso all’UE, ma se l’Islanda ha deciso di candidarsi ad entrare, le negoziazioni potrebbero andare avanti rapidamente, possibillmente insieme a quelle della Croazia, la principale candidata al momento.

Nel caso dell’Islanda, lo Spazio Economico Europeo (SEE), di cui dice “funziona molto bene”, potrebbe servire come “scorciatoia” nelle negoziazioni di accesso.

“Di solito dico ai miei amici dell’Europa sud-orientale che non ci sono scorciatoie per far parte dell’UE, ed è vero. Ma nel caso dell’Islanda, l’accordo SEC serve come scorciatoia nelle negoziazioni” ha detto Rehn.

Il commissario finlandese dice che non vede l’Islanda come un “paese impoverito”, benché la sua economia sia stata severamente colpita dalla crisi finanziaria. Crede che i paesi dell’UE non faranno obiezioni in caso di una domanda islandese di adesione all’Unione.

“Mi sento solidale con il popolo islandese, sento solidarietà per loro e mi aspetto che dopo che questo problema, legato alla garanzie sui depositi bancari, sarà risolto, nessun stato membro si opporrà all’entrata dell’Islanda nell’UE.”

Rehn sottolinea anche l’importanza della soluzione dei problemi istituzionali dell’UE, dicendo che il Trattato di Lisbona non solo è necessario per i futuri allargamenti, ma anche per far funzionare meglio l’UE.

“L’Europa […] aveva bisogno del trattato ieri, se non anche il giorno prima di ieri”, dice, aggiungendo che “anche lo scenario più lento immaginavile per la ratificazione del Trattato di Lisbona è sempre più veloce del migliore scenario per l’entrata della Croazia nell’UE”.

Riguardo alla possibilità che l’Islanda entri nell’Unione prima della Croazia, il commissario non ha escluso nessuna opzione, dicendo che l’Unione applicherà il principio del merito. “L’agenda per la Croazia o eventualmente per l’Islanda dipende dai negoziati e dall’applicazione della legislazione UE.”

Bulgaria e Romania

Il commissario per l’allargamento, che ha supervisionato l’entrata di Bulgaria e Romania nell’Unione Europea nel 2007, ha detto che questi due paesi sono stati “stati membri della UE molto impegnati e costruttivi”. Aggiunge che “entrambi hanno avuto successo economico negli ultimi due anni, che ha portato un dinamismo economico molto utile nell’UE”.

Rehn nota comunque che ci sono ancora dei ritardi in Bulgaria e Romania riguardanti la lotta alla corruzione e al crimine organizzato e l’applicazione delle riforme giudiziarie, oltre a “certi problemi in Bulgaria riguardanti la gestione dei fondi UE pre-adesione e altri fondi.

Balcani occidentali

Sui Balcani occidentali, Rehn fa distinzione tra Croazia, dove dice “i negoziati di adesione stanno procedendomolto bene e molte delle riforme stanno andando avanti,” e i paesi rimanenti della regione. In particolare, è critico sulla Bosnia Erzegovina, che ha descritto come “la battuta d’arresto e la delusione dell’ultimo semestre”.

Riguardo al fatto che molti paesi dei Balcani occidentali stanno intentando sempre più cause davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, Rehn dice che “le questioni bilaterali devono essere regolate bilateralmente” e non ostacolano i negoziati di adesione. Consiglia fortemente a Croazia e Slovenia di risolvere una disputa di confine bilateralmente, visto che attualmente la Slovenia sta bloccando alcuni capitoli dei negoziati di accesso a causa di questa vecchia questione.

Nello stesso contesto, Rehn ha chiesto alla Turchia di contribuire ad “un’atmosfera favorevole” per i colloqui sulla rinuficazione di Cipro. “non soolo come spettatore passivo, ma anche come stimolatrice attiva nei negoziati verso un accordo complessivo”.

Turchia

Sulla Turchia, Reghn vuole cancellare certi stereotipi, come il ruolo di pressione degli USA nel velocizzare il processo di adesione del paese, dicendo che “gli stati dell’UE decidono per l’UE” e “la posizine degli USA non conta molto”. Riguardo all’approccio prudente alla Turchia del presidente francese Sarkozy, afferma che nei fatti c’è un “clima politico migliore rispetto a quello che c’è stato per molto tempo tra i due paesi, e lo stesso succede per le relazioni UE-Turchia”.

A una richiesta di commentare la posizione del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che è molto favorevole all’ingresso della Turchia in Europa, Rehn ammette di aver avuto un prospettiva diversa su di lui, spiegandolo dal punto di vista delle prerogative istituzionali.

“Abbiamo una visione un po’ differente […], visto che lui è primo ministro di un grande stato membro, e io l’amministratore di un’azienda come commissario all’allargamento,” dice Rehn.

Non sottoscrive la visione per cui il processo decisione nell’UE è diventato più difficile dopo l’allargamento. Inoltre, ha sottolineato che le decisioni prese da un gruppo più grande di paesi acquistano più peso.

Sul suo futuro personale, dice che, nello spirito “dell’apertura scandinava”, gli piacerebbe essere commissario per un secondo mandato quinquennale dopo il 2009, ma rifiuta di commentare sulla scelta di un eventuale portafoglio.

Prima di entrare in politica come attivista del Movimento Liberale ed Europeo, Olli Rehn ha studiato economia, relazioni internazionali e giornalismo, sia negli USA che nella nativa Finlandia.

Fonte:

Euractiv: http://www.euractiv.com/en/enlargement/interview-iceland-croatia-compete-eu-entry/article-177389?Ref=RSS

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5 Responses to Intervista a Olli Rehn, Commissario europeo per l’allargamento

  1. UnderD ha detto:

    Non c’è problemi a far entrare l’Islanda nella UE. Sarò razzista (non m’importa) ma qualsiasi paese va bene, basta che non sia la Romania. Nella maggior parte dei casi Rom = Zingaro. Poi fanno vedere le pubblicità sulla Romania quando la loro immagine è infagata all’invero simile.. BUFFONI!

  2. Oyasuminasai ha detto:

    Guarda che la Romania è già entrata nella UE. E comunque non ti far imbambolare così facilmente dalle televisioni.

  3. UnderD ha detto:

    Lo so’ che la Romania fa già parte dell’UE. Comunque i rom, drogati, zingari, pedofili e tutto il resto della feccia che c’è in Italia (che sia italiana o straniera) la darei alle fiamme con tanto di trasmissione televisiva a livello mondiale.

  4. Imo ha detto:

    All’inizio del ‘900 una grande massa emigrante sbarcava in America… erano poveri, speranzosi, volenterosi anche se fra loro, come statisticamente provato c’era una minoranza di teste calde e di malavitosi. Venivano fatti lavorare, sfruttati e a volte “scomparivano” nelle piantagioni di canna da zucchero ed erano chiamati “I Negri Bianchi”, come se fossero una sottorazza di una sottorazza, degli animali, colpevolizzati di essere brutti e sporchi perchè dopo un minimo di 18 ore lavorative non avevano manco le forze di darsi una pulita… erano gli italiani …eravamo noi …ed oggi noi trattiamo gli atri come non vorremmo mai essere trattati e la cosa più assurda è quando sento che -però noi ci siamo dati da fare-… si, anche “Al” Capone si diede da fare ma chi ci rimise la pelle furono Sacco e Vanzetti! MEDITIAMO

  5. Ifo ha detto:

    Beh Imo come darti torto hai pienamente ragione, ma la gente di questo se l’è dimenticato. Cmq ciò non vuol dire far passare ogni atto malavitoso come “permissibile” o dare dalle pene assurde, o fare degli atti di espulsione che non vengono rispettati.
    Puntiamo sull’integrazione e chi di loro sbaglia è giusto che paghi come un italiano, chi è irregolare e sbaglia un concreto atto di espulsione, e non atti razzisti stile nazismo del 1938!

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