Un primo passo verso uno spazio aereo unico europeo

Nell’intento di tagliare i costi e ridurre l’impatto ambientale dell’aviazione, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda e Svizzera, che insieme coprono più della metà dei voli in Europa, hanno stretto un accordo per unire i loro spazi aerei e gestirne il traffico senza badare ai confini nazionali.
Durante il summit dell’aviazione civile europea del 18 novembre è stata infatti firmata una dichiarazione di intenti per costruire il Blocco Funzionale di Spazio Aereo: Europa Centrale (FABECexternal ), unendo gli spazi aerei dei sei paesi europei.

La presidenza francese dell’UE ha salutato l’accordo come “un passo fondamentale nell’effetiva messa in pratica del Single European Sky (SES, Cielo Unico Europeo). Nel cuore dell’Europa, i paesi del FABEC gestiscono attualemente il 55% dei voli in europa e coprono “le più difficili aree di traffico tra gli aeroporti più attivi”.

L’obiettivo dell’iniziativa è di organizzare la gestione del traffico aereo senza badare ai confini nazionali per incrementare le prestazioni del controllo del traffico aereo in termini di sicurezza, impatto ambientale, capacità, efficacia nei costi, rotte più brevi ed efficacia delle missioni militari.

Il summit dell’aviazione europea, che ha riunito funzionari delle aviazioni nazionali ed europee e industriali operanti nel settore della gestione dell’impatto ambientale del trasporto aereo, ha visto anche la firma di accordi per Clean Sky Joint Technological Initiative (Iniziativa Tecnologica Cielo Pulito), una partnership pubblico-privato della durata di sette anni, del valore di 1,6 miliardi di euro, finalizzata ad aiutare le industrie a migliorare l’efficienza dei carburanti per il trasporto aereo e la riduzione delle emissioni di gas.

Il summit, che hha avuto luogo nell’attuale contesto della crisi finanziaria e del rallentamento economico, ha discusso anche del piano della Commissione Europe di includere il settore dell’aviazione nel Sistema di Commercio delle Emissioni (Emissions Trading System, ETS). La proposta, che imporrebbe un tetto alle emissioni di CO2 per tutti gli aerei in partenza e in arrivo negli aeroporti nell’Unione Europea oltre a permettere alle compagnie aeree di comprare e vendere “diritti ad inquinare” sul mercato, è stata male accolta dalle compagnie, che temono tagli a propri profitti.

Le compagnie aeree hanno inoltre sottolineato che l’inclusione dell’aviazione nell’ETS non può aversi prima che l’European Single Sky diventi realtà e che il settore abbia superato l’attuale rallentamento economico.

Fonte:

EuActiv: http://www.euractiv.com/en/transport/european-countries-merge-airspace-bid-cut-costs-pollution/article-177327?Ref=RSS

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