Uscire dall’euro per uscire dalla crisi? Non è così facile

Ritrovare una politica monetaria autonoma per reagire più velocemente alla crisi… Uscire dalla zona euro è teoricamente possibile ma il prezzo da pagare sarebbe troppo alto.

Le prospettive di crescita sono state fortemete riviste al ribasso in questi ultimi mesi. Davanti alla gravità della crisi, alcuni paesi potrebbero, in teoria, essere tentati di lasciare l’Unione montearia. Inizialmente per approfittare di una svalutazione della moneta. In effetti, ciò permetterebbe di stimolare le esportazioni dal momento che la domanda interna diminuisce.

Lasciare la zona euro permetterebbe inoltre di riprendere in mano la politica monetaria. Un vantaggio enorme: la BCE decide il livello del tasso di interesse per l’insieme della zona. La sua politica monetaria non è dunque così reattiva come quella del Regno Unito, ad esempio. Qual è il rischio per certi paesi della zona euro?  Che il tasso d’interesse si muova meno velocemente dell’inflazione. I tassi di interesse reali resterebbero troppo alti, impedendo la ripresa. Lasciare la zona euro permetterebbe, sempre teoricamente, di evitare questo problema.

Su un piano tecnico, l’uscita sembrerebbe possibile da gestire: ogni paese ha mantenuto una banca centrale che continua a gestire il sistema bancario e le riserve di cambio. Inoltre, le monete e le banconote sono ancora emesse dalle banche centrali nazionali e non dalla BCE. Ma in queste condizioni, cosa aspetta dunque ad esempio l’Italia a lasciare la zona euro?

Semplice, ci dicono gli economisti. I costi di uscita dalla zona euro sono ancora più alti di quelli per il suo mantenimento. In effetti, con la svalutazione, i tassi di interesse a lungo termine aumenterebbero e i mutui e i debiti delle imprese nominati in euro sarebbero automaticamente appesantiti. L’impossibilità di restituire i debiti sarebbero quasi certi, prevedono gli esperti UBS. Anche se il paese tentasse di convertire il suo passivo in monete straniere diverse dall’euro.

Peggio ancora, il ritorno al vecchio conio nazionale provocherebbe senza dubbio un movimento di sfiducia che si tradurrebbe in prelievi di capitale dalle banche. Il sistema finanziariopotrebbe finire paralizzato. Senza parlare dei rischi di crisi sociale, in cui si opporrebbero i difensori e i detrattori dell’euro. Ci sono volontari per provare l’esperienza?

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Fonte:

L’expansion: http://www.lexpansion.com/economie/actualite-economique/sortir-de-l-euro-une-fausse-bonne-idee_167956.html?xtor=RSS-123

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One Response to Uscire dall’euro per uscire dalla crisi? Non è così facile

  1. michelangelomag ha detto:

    Mi permetto di suggerire altri metodi per uscire dalla crisi mediante pubblicazione del comunicato stampa che segue:
    COMUNICATO STAMPA

    Giovedì 29.10.2009, alle ore 17,00, si terrà a Sulbiate (MB), in Piazza Mercato, presso l’auditorum del Comune, un convegno – a ingresso libero rivolto alle piccole e medie imprese e agli operatori professionali – dal titolo: Sinergia, solidarietà e strumenti operativi, per aiutare le piccole e medie imprese ad uscire dalla crisi
    ***
    L’incontro promosso dall’Associazione F.A.S.T.I. in collaborazione con PMI Brianza, con il patrocinio del Comune di Sulbiate, si propone di suggerire strumenti idonei destinati alle piccole e medie aziende per ottimizzare le risorse.
    ***
    Programma del convegno
    Ore 17,00 – (Avv. Massimo Colangelo – Presidente associazione F.A.S.T.I. di Sulbiate) – Introduzione;
    Ore 17,15 – (Dott. Maurizio Stucchi – Sindaco del Comune di Sulbiate) – Come i Comuni possono supportare le aziende locali;
    Ore 17,30 – (Dott. Giovanni Sala, imprenditore e Presidente PMI Brianza) – La funzione di assistenza alle imprese, delle associazioni imprenditoriali, nelle crisi finanziarie;
    Ore 17,45 – (Dott. Daniele Liberanome – Strempel & Partners S.r.l. di Milano) – La finanza straordinaria;
    Ore 18,00 – (Dott. Vito Laronzana della Progetti industriali Laronzana S.r.l. di Brugherio) – Strumenti della finanza agevolata per le piccole e medie imprese;
    Ore 18,15 – (Dott. Giorgio Isacchini di Kridea S.r.l. di Vimercate) – Indagini di mercato come metodo di analisi delle necessità;
    Ore 18,30 – (Dott. Brambilla Alfredo della Brambilla e Stucchi Assicurazioni S.r.l. di Bellusco) – L’assicurazione del credito industriale;
    Ore 18.45 – Dibattito finale.
    INFO: Avv. Massimo Colangelo – Tel. 039.6076886 – cell. 349.0938830 – http://www.profteam.com

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