L’Olanda dibatte sulla chiusura dei coffee shop.

ROOSENDAAL – Il dibattito politico si sta infiammando in questi giorni in Olanda, dove il primo ministro Balkenende (partito Cristiano-Democratico) chiede la chiusura dei famosi coffee shop, i locali in cui è possibile comprare e consumare hashish e marijuana. Il Partito dei Lavoratori, anch’egli al governo, sostiene invece una nuova forma di “regolamentazione”.

Ufficialmente le regole imposte ai coffee shop sono chiare: 5 grammi al massimo per cliente, vietata la vendita ai minori, niente droghe pesanti. E l’approvvigionamento? – Ci si arrangia – risponde un’impiegato del coffee shop “Liberty II” di Roosendal, nel sud dei Paesi Bassi.

La legge autorizza infatti la vendita e il consumo delle droghe leggere ma ne vieta la produzione e la distribuzione. Questo significa per i gruppi criminali, spesso stranieri, la possibilità di controllare l’approvvigionamento degli 800 coffee shops del paese. L’epoca dei piccoli produttori che coltivavano in giardino è tramontata, sostituita dal controllo della mafia marocchina sulle coltivazioni illegali. Un mercato annuale da 2 miliardi di Euro.

Uno degli obiettivi delle autorità che hanno legalizzato le droghe leggere negli anni ’70 era quello di evitare lo sviluppo della criminalità. La polizia delle provincie del sud del paese afferma che negli ultimi 5 anni ci sono stati 25 morti collegati alla vendita di stupefacenti. All’entrata dei coffees shops sono comparse guardie e buttafuori che controllano zaini e documenti.

I politici sono assaliti da denunce: quelle dei paesi confinanti che criticano l’Olanda “bastian contraria”; quelle dei vicini dei coffee shops che si lamentano per il rumore dovuto al continuo flusso di clienti. Nella stessa Roosendaal si contano 700mila consumatori l’anno, 1.450.000 l’anno a Maastricht, un milione a Terneuzen, le due città vicine a Roosendaal.

I principali coffee shop del paese vendono 3-4 kg al giorno, con un guadagno di 400mila euro al mese. Si moltiplicano i sequestri di droga pesante, che viaggia per reti di distribuzione che approfittano della presenza di potenziali clienti. Anche gli smart shop hanno delle loro reti di vendita clandestina.

Negli ultimi mesi, i comuni hanno ordinato la chiusura anticipata dei coffee shops. A Roosendaal, Bergen-op-Zoom, Maastricht, sono stati inaspriti i regolamenti e moltiplicati i controlli dei clienti. La maggior parte degli operatori sottolinea il pericolo di ritorno dei consumatori verso i mercati clandestini. Gerd Leers, sindaco cristiano-democratico di Maastricht, teme che le mafie possano indirizzare gli acquirenti verso le droghe pesanti e denuncia “l’ipocrisia” dei paesi confinanti che vietano la droga nei propri confini ma tollerano che i loro consumatori si riforniscano in Olanda.

Johan de Wijkerslooth, giurista all’Università di Leyde, propone di chiudere i coffee shops in cambio di una reale legalizzazione dell’uso personale di droghe leggere.

Fonte:

Le Monde: http://www.lemonde.fr/europe/article/2008/11/13/les-coffee-shops-neerlandais-menaces-de-fermeture_1118083_3214.html#xtor=RSS-3214

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2 Responses to L’Olanda dibatte sulla chiusura dei coffee shop.

  1. […] Quasta contraddizione è finita recentemente sotto il tiro incrociati di entrambi i lati dello schieramento politico. Il leader dei Cristiano-Democratici, Pieter van Geel, ha proposto recentemente una proibizione totale delle droghe leggere. La sua proposta seguiva di poco la deciisione di due città lungo il confine belga di chiudere i loro coffee shop per evitare i disa…. […]

  2. […] Quasta contraddizione è finita recentemente sotto il tiro incrociati di entrambi i lati dello schieramento politico. Il leader dei Cristiano-Democratici, Pieter van Geel, ha proposto recentemente una proibizione totale delle droghe leggere. La sua proposta seguiva di poco la deciisione di due città lungo il confine belga di chiudere i loro coffee shop per evitare i disa…. […]

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