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	<title>News Europa</title>
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	<description>Notizie, riflessioni, informazioni da e sull'Europa</description>
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		<title>Da Berlino un aiuto alla Primavera Araba</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 17:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli attivisti della rete da mesi sostengono i movimenti che si battono per la libertà in Medio Oriente. Si preoccupano di garantire collegamenti sicuri a internet, anche quando i regimi autoritari li bloccano. Una camera in un appartamento condiviso a Friedrichshain, quartiere di Berlino. Un minuscolo tavolino e un Notebook con davanti un &#8220;nerd&#8221; con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1044&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Gli attivisti della rete da mesi sostengono i movimenti che si battono per la libertà in Medio Oriente. Si preoccupano di garantire collegamenti sicuri a internet, anche quando i regimi autoritari li bloccano.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una camera in un appartamento condiviso a Friedrichshain, quartiere di Berlino. Un minuscolo tavolino e un Notebook con davanti un &#8220;nerd&#8221; con cresta blu e occhiali a montatura quadrata. Questo è l&#8217;aspetto delle truppe ausiliari elettroniche della <a title="arabischen Frühlings" href="http://www.spiegel.de/thema/unruhen_in_arabien_2011/" target="_self">primavera araba</a>, delle rivoluzioni in <a title="Tunesien" href="http://www.spiegel.de/thema/tunesien_unruhen_2011/" target="_self">Tunesia</a>, <a title="Ägypten" href="http://www.spiegel.de/thema/aegypten_unruhen_2011/" target="_self">Egitto</a> e così via.</p>
<p style="text-align:justify;">Stephan Urbach ha occhi piccoli, a causa del poco dormire dice, e per questo si ristora con un sorso di Club-Mate. Questa bevanda, dolce e ricca di caffeina, è la preferita di molti attivisti nottambuli.</p>
<p style="text-align:justify;">Fino alla fine dello scorso anno Urbach conduceva una vita da impiegato presso l&#8217;impresa on-line AOL: nella sezione &#8220;Supporto Tecnico&#8221; aiutava i clienti dell&#8217;azienda in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">E in qualche modo si occupa ancora di &#8220;supporto tecnico&#8221;, solo che ora i suoi &#8220;clienti&#8221; si chiamano Mohammad o Ahmad. E ora, rispetto a prima, ricevere un messaggio nel suo appartamento di Berlino lo elettrizza molto di più. E lo rincuora anche, perché ogni messaggio significa che i Mohammad e gli Ahmad possono ancora andare on line, invece di essere torturati o giacere in carcere. Perché è questo quello che succede o che è successo a molti blogger e dissidenti digitali, anche in presunti regimi post-rivoluzionari come l&#8217;Egitto.</p>
<p style="text-align:justify;">Urbach, 31 anni, porta una T-Shirt nera con dei fulmini stampati sopra. Questo è il simbolo di &#8220;Telecomix&#8221;, una rete libera di &#8220;hacker&#8221; internazionali con base in Svezia, la cui richiesta principale è internet libero e non censurato. Il primo progetto degli attivisti, risalente a tre anni fa, ha avuto come obiettivo influenzare gli emendamenti della Svezia della legislazione europea sulle telecomunicazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Durante il movimento di protesta in Iran nel 2009 e durante la <a title="Jasmin-Revolution in Tunesien" href="http://www.spiegel.de/thema/tunesien_unruhen_2011/" target="_self">rivoluzione dei gelsomini in Tunisia</a> Telecomix ha funzionato soprattutto da agenzia di notizie. Gli attivisti della rete linkavano le pagine dei dissidenti e dei blogger che sfidavano i rispettivi regimi autoritari e i giornalisti schierati dei media ufficiali. Più tardi, dopo il 27 gennaio, Telecomix non è stata più solo il moltiplicatore delle voci critiche. Fu quello infatti il giorno in cui <a title="an dem das Mubarak-Regime Ägypten vom Netz nahm" href="http://www.spiegel.de/politik/ausland/0,1518,742101,00.html">il regime di Mubarak chiuse internet in Egitto</a>. Il black-out di internet durò più giorni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il blocco di internet da parte di Mubarak ha fatto da sveglia ai supporter.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Questa goffa e disperata azione ha dimostrato che il dittatore autoritario considerava una minaccia i web-ribelli e i loro mezzi di comunicazione, e che il suo regime stava tremando davanti agli incitamenti alla mobilitazione attraverso i social network e agli articoli dei blogger.  Il contrattacco tcnico di Mubarak ha scosso molti attivisti della rete e hacker &#8211; per molti di loro questa è stata la sveglia per iniziare a fare qualcosa di concreto. Per questo nel frattempo è sorto un movimento molto vivace, di cui Telecomix è solo una delle tante iniziative.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli attivisti del software di anonimato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tor_%28software_di_anonimato%29">Tor</a> per esempio danno già da anni consigli ai blogger arabi, sia on line che in incontri dal vivo, su come navigare in modo sicuro e inviare video e foto all&#8217;estero senza farsi scoprire. E anche il collettivo di hacker <a title="Anonymous" href="http://www.spiegel.de/thema/anonymous/" target="_self">Anonymous</a> vuole prendere di mira sempre di più gli stati autoritari in cui si formano movimenti di protesta.</p>
<p style="text-align:justify;">Telecomix ha reso quello che era iniziato come azione di solidarietà per il solo Egitto  in una strategia complessa &#8211; in particolare il suo impegno per la Siria salito alla ribalta internazionale nella scorsa settimana. Nella notte di mercoledì il collettivo ha reso pubblica un&#8217;importante relazione da cui è emerso non solo il <a title="ZDNet UK:  Blue Coat web filtering technology 'used by Syria' (Englisch)" href="http://www.zdnet.co.uk/blogs/security-bullet-in-10000166/blue-coat-web-filtering-technology-used-by-syria-10024276/" target="_blank">modo in cui il regime di Assad controlla internet</a>, ma anche che la Siria, come molti dei suoi vicini autoritari, utilizza le tecnologie di imprese occidentali per farlo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La maggior parte degli attivisti agisce in modo anonimo</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Stephen Urbach dice che nel caso dell&#8217;Egitto il tutto è stato abbastanza facile. Fedeli al motto di Telecomix &#8220;we rebuild&#8221; (&#8220;Noi ricostruiamo&#8221;) è stato reso possibile a molti attivisti egiziani di ritornare online. Per questo gli utenti di Telecomix hanno per prima cosa organizzato dei Modem-Pools (gruppi di modem a bassa velocità in grado di ricevere chiamate) in quei paesi in cui sono presenti molti simpatizzanti ovvero Svezia, Francia, Paesi Bassi e Germania.</p>
<p style="text-align:justify;">Successivamente sono stati ricercati nella memorie dei motori di ricerca i numeri di fax di biblioteche, hotel e imprese di IT egiziane a cui sono stati inviati i numeri di telefono, tramite i quali gli egiziani avrebbero potuto aggirare gli internet provider locali e collegarsi di nuovo alla rete. Uno di questi numeri era di Urbach.</p>
<p style="text-align:justify;">Il berlinese è uno dei pochi che agisce con il proprio nome anagrafico all&#8217;interno delle &#8220;truppe ausiliari&#8221;, d&#8217;altronde anche lui conosce molti dei suoi compagni solo via monitor e solo per nickname.</p>
<p style="text-align:justify;">Da quando è iniziata l&#8217;Operazione-Siria questa discrezione è comprensibile. Secondo le più recenti stime delle Nazioni Unite, da metà marzo, data di inizio del movimento di protesta, il regime di Assad ha ucciso circa 2900 cittadini. Almeno 88 attivisti sono morti in carcere secondo le ricerche di Amnesty International, mentre molti sono stati perseguitati apertamente. L&#8217;organizzazione per i diritti umani ha sottolineato che, per forza di cose, queste cifre sono da prendere con le molle perché si tratta di una diagnosi da lontano, anche se basata su foto e video che sono stati diffusi dal paese.</p>
<p id="spIntroTeaser" style="text-align:justify;"><strong>Perché l&#8217;azione di supporto elettronico è più difficile in Siria</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per incontare i compagni di Urbach bisogna viaggiare, visto che sono sparsi per il mondo. Ad esempio l&#8217;attivista di Telecomix con il nickname &#8220;Okhin&#8221; vive a Parigi. Di giorno questo 30enne lavora come amministratore di sistema presso un&#8217;impresa on line. Negli ultimi mesi però ha passato le sue sere e le sue notti in una casa occupata non lontana da Place de la République. Lui e i suoi amici hanno reso sicuri due piani di un vecchio palazzo di uffici, trasformandolo in un punto di incontro per hacker. In un angolo ci sono dei computer smontati, qualche burlone ha rinchiuso un vecchio mouse per computr in una gabbia per uccellini, mentre alcuni attivisti si rilassano su vecchi divani. I cavi dell&#8217;ADSL dei precedenti inquilini funzionano ancora, racconta Okhin sorridendo.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche su questa rete passa l&#8217;aiuto elettronico per la Siria, che si sta rivelando più difficile delle azioni di supporto a favore dell&#8217;Egitto o della Tunisia, dice Okhin. Le difficoltà stanno innanzitutto nell&#8217;eruipaggiamento tecnico: internet in Siria è meno diffuso rispetto ad altri paesi della &#8220;Arabellion&#8221;, non ci sono reti radio &#8220;3G&#8221; sviluppate e ancora meno Smartphone con cui  documentare i soprusi in maniera discreta.</p>
<p style="text-align:justify;">Le difficoltà stanno anche nella comunicazione, perché molti dei ribelli parlano esclusivamente arabo. E inoltre il regime di Assad è piuttosto ben equipaggiato. Spesso e volentieri blocca singole pagine e siti web ma non solo, visto che ha una certa capacità di sorvegliare e controllare internet attraverso le più moderne tecnologie-filtro delle imprese occidentali. Di questo si sono convinti Okhin e compagnia dopo notti di battaglia virtuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli attivisti di Telecomix sono riusciti con i loro attacchi a rubare 54 gigabyte di dati alla censura siriana. Lo scopo degli attacchi era capire come gli internet provider siriani spiano i cittadini grazie anche a tecnologie americane, e come riescono a bloccare ad esempio l&#8217;accesso a servizi di comunicazione come Skype.</p>
<p style="text-align:justify;">Fin da questa estate gli attivisti cercano di mostrare ai siriani accessi alternativi, più sicuri, alla rete. Come prima mossa, hanno mandato a metà agosto una breve e-mail a un totale di 6000 indirizzi selezionati. Questa mail massiva era diretta ai &#8220;combattenti per la democraziona nel popolo siriano&#8221;. Oggetto: &#8220;Come aggirare la sorveglianza di internet del regime&#8221;. Erano solo un paio di righe in inglese e arabo, con allegate delle istruzioni di sicurezza dettagliate contro la censura e un link ad una chat sicura.</p>
<p style="text-align:justify;">All&#8217;inizio di settembre il collettivo ha aggiunto un sito web con un software di anonimato e altri suggerimenti di sicurezza; da allora sono aumentate nei canali della chat le voci e i nickname arabi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Anche in Egitto la rivoluzione non è affatto finita</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Qualche visitatore è solo curioso, visto che sempre più persone usano la chat, di scambiare idee e chiacchiere con gli altri utenti e con gli attivisti di Telecomix. Raccontano degli atti brutali, dei movimenti dell&#8217;esercito siriano e delle azioni del Muchabarat, i temuti servizi segreti. Un utente scrive che qualcuno che ha contatti con i servizi segreti l&#8217;ha avvertito di non essere troppo aperto su di Facebook e altri social network. Altri raccontano delle nuove azioni di protesta, come l&#8217;ultima in cui gli attivisti di Damasco hanno messo della pittura rossa nella fontana pubblica di Damasco.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è chiaro quanti siriani utilizzano il servizio di Telecomix. Secondo Okhin il servizio francese a chiamata sarebbe stato usato circa 9000 volte; anche il numero di arabi che aiuta nel servizio di traduzione sarebbe fortemente aumentato.</p>
<p style="text-align:justify;">La scorsa settimana i beneficiari degli sforzi di Telecomix sono stati in grado di rispondere in persona alle domande su come considerassero questa &#8220;hotline tecnica&#8221; occidentale, al terzo meeting dei blogger arabi, tenutosi a Tunisi.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra i partecipanti c&#8217;era anche gente nota come il blogger egiziano Wael Abbas, i cui video sulle brutalità e le torture della polizia hanno scatenato lo sdegno internazionale negli scorsi anni, oltre a condurre a processi e condanne. Abbas, la cui opera ha vinto numerosi premi, descrive il lavoro di Telecomix e gli attivisti della rete Toro come &#8220;valorosi&#8221;, specialmente in paesi come Iran e Siria.</p>
<p style="text-align:justify;">Il blogger nota anche però che la rivoluzione nel suo paese è ancora lontana dalla fine, facendo riferimento al destino del blogger 26enne Nabil Sanad. Dopo essere stato arrestato dal consiglio militare che al momento governa il paese, Sanad ha fatto uno sciopero della fame per sei settimane.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un raro incontro faccia a faccia</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Meeting come quello in Tunisia hanno anche una funzione sociale per i blogger, molti dei quali vivono in isolamente. Dopo tutto, assistere a una rivoluzione cambia le persone, anche se vivono dall&#8217;altra parte del mondo rispetto all&#8217;evento.</p>
<p style="text-align:justify;">Poche settimane fa, gli attivisti di Telecomix si sono regalati una meritata vacanza. Urbach non poteva più rimanere a guardare foto e video, e i suoi parenti non ce la facevano più a sentire storie di siriani imprigionati e torturati.</p>
<p style="text-align:justify;">La sua salvezza è arrivata tramite il Chaos Communication Camp, tenutosi a metà agosto nella città di Finowurt, a nordest di Berlino. Questa è stata la prima opportunità di conoscere veramente gli altri attivisti di Telecomix come Okhin.</p>
<p style="text-align:justify;">Pubblicare le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche siriane e scopreire che il governo siriano probabilmente stava usando sistemi di sorveglianza americani ha dato loro una nuova carica. &#8220;L&#8217;uso di tecnologia occidentale per la sorveglianza non dovrebbe portare a torture, arresti o peggio&#8221; dice Urbach. &#8220;Una tecnologia del genere dovrebbe essere difficile da esportare come le armi.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La rivoluzione deve anche divertire</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Rinvigorito, Urbach è tornato ora nella sua stanza nell&#8217;appartamento condiviso di Berlino. Continua a sprendere circa 400 euro al mese del suo assegno disoccupazione per le sue attività su Telecomix, e aspetta con molta attesa le notizie da quelle persone che si chiamano Muhammad o Ahmad.</p>
<p style="text-align:justify;">Di quando in quando, si lascia scappare una risata. L&#8217;altro giorno, per esempio, mentre faceva dei lavori di manutenzione sui suoi server, ha scoperto per cosa venivano usati effettivamente: qualcuno in Egitto stava scaricando un episodio della sticom americana &#8220;How I met your mother&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Beh&#8221; dice Urbach, &#8220;la rivoluzione dovrebbe essere anche divertimento&#8221;.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>AUTORI</strong>:  <a href="http://www.spiegel.de/extra/0,1518,642212,00.html" target="_blank">Ole Reißmann</a> e <a href="mailto:marcel_rosenbach@spiegel.de">Marcel Rosenbach</a></p>
<p><strong>Fonte:</strong> Der Spiegel (<a href="http://www.spiegel.de/spiegel/0,1518,791039-2,00.html">http://www.spiegel.de/spiegel/0,1518,791039-2,00.html</a>)</p>
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		<title>Danimarca: rimandato l&#8217;inizio dei controlli alle frontiere</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2011/06/01/danimarca-rimandato-linizio-dei-controlli-alle-frontiere/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 09:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I controlli al confine tra Germania e Danimarca inizieranno una settimana più tardi rispetto a quanto programmato, a causa del mancato via libera da parte della commissione tasse. Il governo della Danimarca ha rimandato di qualche settimana l&#8217;inizio nuovi controlli alle frontiere, al centro di molte polemiche nelle ultime settimane.Il portavoce del Ministero delle Finanze [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1035&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>I controlli al confine tra Germania e Danimarca inizieranno una settimana più tardi rispetto a quanto programmato, a causa del mancato via libera da parte della commissione tasse.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/22543761.jpg" alt="" width="500" height="375" />Il governo della Danimarca ha rimandato di qualche settimana l&#8217;inizio nuovi controlli alle frontiere, al centro di molte polemiche nelle ultime settimane.Il portavoce del Ministero delle Finanze danese, Peter Høyer, ha motivato la decisione davanti all&#8217;agenzia di stampa dpa dicendo che la commisione tasse del Parlamento di Copenhagen non ha ancora dato il proprio via libera.<span id="more-1035"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto ciò non ha niente a che fare con le forti critiche dall&#8217;estero, che, più o meno intenzionalmente, si basano su degli equivoci. A metà maggio il governo di minoranza del Presidente Lars Løkke Rasmussen si è messo d&#8217;accordo con i populisti di destra del DVP per il ripristino dei controlli doganieri permanenti nei varchi di confine verso la Germania e la Svezia. Il tutto avrebbe dovuto avere inizio, secondo le dichiarazioni del Ministro delle Finanze Claus Hjort Frederiksen, entro tre settimane.</p>
<p style="text-align:justify;">La Commisione europea, tra gli altri, ha posto seri dubbi sulla legittimità dei controlli pianificati. La scorsa settimana, il parlamento dello Schleswig-Holstein (<em>Land</em> tedesco confinante con la Danimarca) ha chiesto unanimemente al governo danese di riconsiderare i suoi progetti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Ministro delle Tasse Peter Christensen ha detto martedì al giornale danese in lingua tedesca &#8220;Der Nordschleswiger&#8221;: &#8220;il 99% dei guidatori attraverseranno i varchi di confine senza problemi. Dovranno solo alzare un po&#8217; il piede dall&#8217;acceleratore. La Germania, come anche altri 7 paesi dell&#8217;Unione Europea, pratica già ora il tipo di controlli che la Danimarca vuole applicare. Vogliamo rispettare gli accordi di Schengen e garantire la mobilità dei cittadini dell&#8217;UE&#8221;, ha detto ancora Christensen- Si inizierà &#8220;nei giorni successivi al cinque giugno&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">A partire dalla scorsa settimana, sui media danesi continuano le lamentele del settore turistico riguardo al possibile calo di turisti tedeschi a causa dei nuovi controlli. &#8220;Stiamo assistendo ad un&#8217;ondata di disdette in grande stile per ragioni politiche, ha detto Niels Svendsen, responsabile-vendite dell&#8217;agenzie di case-vacanza &#8220;Dansommer&#8221;, al giornale &#8220;Politiken&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il governo a Copenhagen giustifica la sua iniziativa con l&#8217;obiettivo di ostacolare il traffico di droga e di armi così come l&#8217;ingresso di criminali e di profughi illegali. I critici vedono l&#8217;iniziativa come parte del peggioramento della politica verso gli stranieri che si registra da dieci anni, grazie alla quale la coalizione al governo ha avuto successo in tre elezioni.</p>
<p style="text-align:justify;">I nuovi controlli alla frontiera danese:</p>
<ol>
<li style="text-align:justify;">150 milioni di corone (20 milioni di euro) per sistemi di controllo e di sorveglianza elettronica</li>
<li style="text-align:justify;">120 milioni di corone (fino al 2015) per doganieri e poliziotti supplementari</li>
<li style="text-align:justify;">Edifici per ispezioni su un varco autostradale e su tre varchi stradali.</li>
<li style="text-align:justify;">Sorveglianza rafforzata presso i varchi meno importanti con squadre di controllo mobili.</li>
<li style="text-align:justify;">Sorveglianza rafforzata sui treni internazionali con squadre di controllo mobili.</li>
<li style="text-align:justify;">Costruzione di edifici per i controlli nei porti di Rødby, Gedser e Helsingør</li>
</ol>
<p style="text-align:left;"><strong>Fonte:</strong> Hamburger Abendblatt (<a href="http://www.abendblatt.de/reise/article1909019/Start-der-Grenzkontrollen-nun-doch-verschoben.html">http://www.abendblatt.de/reise/article1909019/Start-der-Grenzkontrollen-nun-doch-verschoben.html</a>)</p>
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			<media:title type="html">Oyasuminasai</media:title>
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		<title>Differenze nella raccolta differenziata a Berlino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 17:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Città europee]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[A Berlino c&#8217;è la raccolta differenziata. Ci sono tanti bidoni (e colori) diversi per ogni tipo di rifiuto differenziato.  Per strada troviamo il bidone arancione per buttare quello che non vogliamo tenere in tasca; la campana bianca per il vetro chiaro; la campana verde per il vetro verde e la campana marrone per il vetro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1030&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">A Berlino c&#8217;è la raccolta differenziata. Ci sono tanti bidoni (e colori) diversi per ogni tipo di rifiuto differenziato.  Per strada troviamo il bidone <strong><span style="color:orange;">arancione</span> </strong>per buttare quello che non vogliamo tenere in tasca; la campana <strong>bianca </strong>per il vetro chiaro; la campana <strong><span style="color:green;">verde</span> </strong>per il vetro verde e la campana <strong><span style="color:brown;">marrone</span> </strong>per il vetro scuro, oltre ai cassonetti per gli abiti usati (che poi vengono rivenduti dalla catena <a href="http://www.humana-second-hand.de/">Humana</a>). Nei condomini, di solito nel cortile interno o nei sottoscala, trovano posto il bidone <strong><span style="color:yellow;">giallo</span> </strong>per plastica/lattine/tetrapak, il bidone <strong>nero </strong>per ciò che non si può differenziare (<em>Restmüll</em>), un altro bidone <strong><span style="color:brown;">marrone</span> </strong> per l&#8217;umido/compost e il bidone <strong><span style="color:blue;">blu</span> </strong>per la carta.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi ha pazienza può anche portare le proprie bottiglie vuote al supermercato e riciclarle in loco, guadagnandoci anche il valore del vuoto, <a title="Vuoto Wikipedie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vuoto">il famoso vuoto a rendere</a> (che può arrivare anche a 25 centesimi per ogni bottiglia), sotto forma di buono sconto sulla spesa.</p>
<p style="text-align:justify;">È bene anche sapere che a Berlino la raccolta dei rifiuti è parzialmente liberalizzata. Parzialmente perché la <em>Restmüll</em> viene raccolta da una ditta comunale, la <a href="http://www.bsr.de">BSR</a> (che tra l&#8217;altro si occupa anche di liberare le strade della città quando nevica), mentre la raccolta di vetro, plastica e compost viene affidata in appalto ogni tre anni tramite un&#8217;asta.</p>
<p style="text-align:justify;">La carta invece è un caso a parte: mentre per plastica e vetro la materia raccolta è già più o meno inviabile alle imprese che si occupano del riciclaggio vero e proprio, per la carta è necessaria una fase di separazione del cartone dalle riviste /giornali il cui costo rende anti-economico l&#8217;intera raccolta della carta. In poche parole, bisogna pagare un costo a parte per farsi raccogliere la carta (l&#8217;impresa che lo fa a Berlino è <a href="http://www.berlin-recycling.de">Berlin Recycling</a>). Ragion per cui 1) non esistono bidoni per la carta &#8220;comunali&#8221; per strada; 2) non tutti i condomini hanno ritenuto utile dotarsi di un bidone della carta.</p>
<p style="text-align:justify;">Il condominio dove abito rientra in quest&#8217;ultima categoria: nel cortile c&#8217;è il bidone per la plastica, quello per il compost e il nero per l&#8217;indifferenziato. Sul marciapiede davanti a casa ho le campane per il vetro. Il palazzo vicino al mio ha anche il bidone della carta e tale bidone dà direttamente sul marciapiede. Io, non sapendo della questione del costo a parte e pensando che il mio palazzo mancasse del bidone blu per qualche disguido tecnico, gettavo tranquillamente la carta nel bidone dei vicini&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Sennonché stamattina, mentre butto un sacchetto nel bidone blu, mi sento raggiungere alle spalle da un signore che portava dei cartoni urlando &#8220;scusa!&#8221;. Io pensavo che volesse una mano con il cartone e per questo glielo tengo aperto. A quel punto però il signore si incazza e inizia a sbraitare (ovviamente il tutto in tedesco):</p>
<p style="text-align:justify;">Signore: &#8220;blablablablablablabla riprenditi la tua spazzatura!&#8221;<br />
Io: &#8220;come?&#8221;<br />
Signore [riprendendo i miei rifiuti dal bidone e buttandomeli addosso]: &#8220;Riprenditi la spazzatura! Io pago per la carta! Mi riempono sempre i bidoni perché sono vicini alla strada!&#8221;<br />
Io: &#8220;Scusi, scusi, scusi, scusi&#8221; &#8220;Nel cortile del mio palazzo non c&#8217;è il bidone della carta, pensavo si potesse buttare anche negli altri bidoni&#8221;.<br />
Signore [cambiando faccia e tono, rendendosi conto della mia buona fede]: &#8220;No, la carta si paga. Ma tu abiti qui?&#8221;<br />
Io: &#8220;Sì abito nel palazzo accanto, mi scusi per questo&#8230; ma dove posso buttare la carta io?&#8221;<br />
Signore [sempre più in colpa]: &#8220;Prova a telefonare&#8230;&#8221;<br />
Io: &#8220;Chiederò al capo scala&#8221;.<br />
Signore: &#8220;Sì&#8221;.<br />
Io: &#8220;Ok, grazie, scusi, arrivederci&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Meno male che non aveva un&#8217;arma!</p>
<p style="text-align:justify;"><!--YouTube Error: bad URL entered--></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/newseuropa.wordpress.com/1030/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/newseuropa.wordpress.com/1030/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1030&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Oyasuminasai</media:title>
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		<title>Trovare lavoro spedendo phon e padelle: la battaglia dei curriculum creativi</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2011/01/31/trovare-lavoro-spedendo-phon-e-padelle-la-battaglia-dei-curriculum-creativi/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum creativi]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum vitae]]></category>
		<category><![CDATA[migliorare curriculum vitae]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mandato già centinaia di candidature, ma avete ricevuto sempre e solo rifiuti? Avete tutti i requisiti e, nonostante ciò, qualcun altro vi ha fregato il posto? Probabilmente il vantaggio decisivo gli è derivato da una Guerrilla-Bewergung, letteralmente una &#8220;candidatura da guerrilla&#8221;. Gli esperti delle risorse umane spiegano perché la creatività al momento della candiatura [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1025&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/curriculum.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1026" title="curriculum" src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/curriculum.jpg?w=450" alt=""   /></a>Avete mandato già centinaia di candidature, ma avete ricevuto sempre e solo rifiuti? Avete tutti i requisiti e, nonostante ciò, qualcun altro vi ha fregato il posto? Probabilmente il vantaggio decisivo gli è derivato da una Guerrilla-Bewergung, letteralmente una &#8220;candidatura da guerrilla&#8221;. Gli esperti delle risorse umane spiegano perché la creatività al momento della candiatura e della spedizione del proprio curriculum vitae diventa sempre più importante. </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una Guerrilla-Bewerbung ha alla sua base un&#8217;idea stravagante. Obiettivo: attirare l&#8217;attenzione e lasciare un&#8217;impressione duratura sul responsabile delle risorse umane. Può rivelarsi una tattica vincente soprattutto per aziende grandi!</p>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio, un cuoco ha ricevuto un invito per un colloquio di lavoro dopo aver spedito il proprio curriculum in una padella. O ancora, una graphic-designer ha inviato il proprio curriculum decorandolo con un uovo di Pasqua poco prima di Natale per dare l&#8217;idea di essere sempre un passo più avanti.</p>
<p><strong>Ma attenzione, i curriculum-Guerrillia possono anche ritorcersi contro!</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il Karrier-Coach </strong><strong>Jürgen Hesse del <a href="http://www.berufsstrategie.de/" target="_blank">Büro für Berufsstrategie</a> </strong><strong>(ufficio per le strategie per l&#8217;occupazione) dichiara: &#8220;Una candidatura creativa  è in ogni caso una passeggiata lungo il burrone. Se non incontra il gusto di chi sta selezionando il personale, tutto è perduto.<br />
</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Non mancano esempi anche di questi casi: a una donna che aveva inviato un phon allegato alla propria candidatura con l&#8217;idea di &#8220;portare vento fresco nell&#8217;azienda&#8221;, il responsabile delle risorse umane rispose, non molto entusiasta &#8220;l&#8217;aria calda la facciamo già&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Sabine Neumaier, di Ambitio società di consulenza nelle candidature, (<strong><a href="http://www.ambitio-bewerbungsservice.de/" target="_blank">Bewerbungsberatung Ambitio) </a></strong>non si sorprende di questa reazione: &#8220;La forma della candidatura deve confezionare bene il contenuto e non distrarre chi la riceve dal contenuto stesso. Non prendete  una semplice carta da fotocopie o una cartella poco costosa. Aggiungete qualche tocco di colore tenuo o delicato, sopratutto per le candidature online.&#8221; Jürgen Hesse suggerisce di giocare con i formati, ritagliando ad esempio un bordo intorno a un foglio A4. &#8220;Diventa già qualcosa che attira l&#8217;attenzione e non si corrono rischi di dare un «pugno in un occhio» al destinatario.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Christoph Weissenböck del portale di annunci <a href="http://www.karriere.at/" target="_blank">Karriere.at</a> completa il concetto:</strong> „In ogni caso una candidatura-Guerrilla ha bisogno di un buon concetto. La mancanza di un concetto fa sì che quella che dovrebbe essere presa per la giusta dose di creatività venga scambiata per superficialità e vuota apparenza.</p>
<p style="text-align:right;">&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Bild<br />
<strong>Link</strong>: <a href="http://www.bild.de/BILD/ratgeber/geld-karriere/2011/01/31/guerilla-bewerbung-ausgefallen/genial-gaga-bratpfanne-jobsuche-foen.html">http://www.bild.de/BILD/ratgeber/geld-karriere/2011/01/31/guerilla-bewerbung-ausgefallen/genial-gaga-bratpfanne-jobsuche-foen.html</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/newseuropa.wordpress.com/1025/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/newseuropa.wordpress.com/1025/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1025&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Oyasuminasai</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Il sindaco di Berlino ritiene un buon segno l&#8217;aumento degli affitti in città</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2011/01/29/il-sindaco-di-berlino-ritiene-un-buon-segno-laumento-degli-affitti-in-citta/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 13:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Città europee]]></category>
		<category><![CDATA[affitti berlino]]></category>
		<category><![CDATA[aumento affitti berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Mieten Berlin]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, non vede alcun problema nel continuo aumento degli affiti a Berlino: esso dimostra anzi che in città il potere d&#8217;acquisto è aumentato. In sostanza, bisogna abituarsi al fatto che a Berlino c&#8217;è più ricchezza. Secondo il sindaco poi, l&#8217;aumento degli affitti a Berlino riflette anche il crescente benessere in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1019&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il sindaco di Berlino, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Klaus_Wowereit">Klaus Wowereit</a>, non vede alcun problema nel continuo aumento degli affiti a Berlino: esso dimostra anzi che in città il potere d&#8217;acquisto è aumentato. In sostanza, bisogna abituarsi al fatto che a Berlino c&#8217;è più ricchezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo il sindaco poi, l&#8217;aumento degli affitti a Berlino riflette anche il crescente benessere in città. &#8220;L&#8217;aumento degli affitti non è un problema, quando anche i redditi crescono&#8221;, ha detto Wowereit venerdì in occasione di un <a href="http://www.ihk-berlin.de/servicemarken/Veranstaltungen_und_Termine/Berichte_und_Reportagen/1221168.html">forum di discussione</a> delle associazioni di categoria <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Deutsche_Industrie-_und_Handelskammer">IHK </a>e <a href="http://www.vbki.de/">VBKI</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Ci dovremo abituare al fatto che Berlino sarà più cara in molte zone&#8221;, ha aggiunto. Wowereit ha indicato come &#8220;vecchio pregiudizio&#8221;, quello secondo cui l&#8217;aumento degli affitti è un sintomo di malessere. Anche se, secondo le parole del sindaco, gli affitti rimangono una responsabilità socio-politica.</p>
<p style="text-align:justify;">Una recente indagine sui prezzi degli affitti a Berlino indica un chiaro aumento negli ultimi tre anni, con evoluzioni diverse a seconda dei quartieri. Secondo un&#8217;indagine del <a href="http://www.morgenpost.de/berlin/article1525900/Wo-die-Mieten-in-Berlin-am-staerksten-ansteigen.html">Morgenpost Online</a> gli affitti dei nuovi contratti sono aumentati in media negli ultimi tre anni del 12 % fino alla cifra di 6,10 Euro al metro quadro; i contratti correnti sono aumentati del 5,5% fino alla cifra di 4,90 Euro. Questi valori sono stati calcolati dall&#8217;istituto <a href="http://www.f-und-b.de/">F+B</a> di Amburgo, i cui dati saranno la base per il <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Mietspiegel">Mietspiegel</a>, ovvero l&#8217;indice di riferimento deggli affitti, che sarà pubblicato a maggio.</p>
<p style="text-align:center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_1020" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/affitti-berlino.jpg"><img class="size-medium wp-image-1020 " src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/affitti-berlino.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Evoluzione degli affitti nei nuovi contratti dal 2007 al 2010 all&#039;interno dei vari CAP di Berlino</p></div>
<p style="text-align:justify;">Gli affitti di altre grandi città come Amburgo, Monaco, Colonia e Francoforte rimangono comunque al di sopra del livello di Berlino. Per esempio: ad Amburgo si pagano per i nuovi affitti in media 8,80 Euro, mentre i contratti già avviati rimangono a 7,20 Euro.  Monaco è la più cara con 11,60 Euro per i nuovi contratti e 9,90 per i contratti già avviati.</p>
<p style="text-align:justify;">A Berlino, i verdi quartieri residenziali di Dahlem, Frohnau,    Niederschönhausen und Grünau sono stati per anni i preferiti da chi acquista o affitta casa, ma negli ultimi due decenni, dopo la caduta del Muro, le cose sono cambiate. Chi cerca casa preferisce oggi le zone centrali di Alt-Mitte, Kreuzberg e Prenlauer Berg.</p>
<p>Nelle vie più richieste, gli affitti registrati nei nuovi contratti sono cresciuti negli tre anni dal 18 al 22%, arrivando a toccare cifre tra gli 8,20 ai 10 Euro. Anche Kreuzberg e Prenzlauerberg si trovano secondo la studio chiaramente al di sopra della media.</p>
<p style="text-align:right;"><em>dpa/toto</em></p>
<p><strong>Fonte</strong>: Berliner Morgenpost<br />
<strong>Link</strong>: <a href="http://www.morgenpost.de/berlin-aktuell/article1526206/Wowereit-haelt-hoehere-Mieten-fuer-ein-gutes-Zeichen.html">http://www.morgenpost.de/berlin-aktuell/article1526206/Wowereit-haelt-hoehere-Mieten-fuer-ein-gutes-Zeichen.html</a></p>
<p><strong>Sullo stesso tema:</strong> <a href="http://www.zingarate.com/network/berlino/la-gentrification-a-berlino.html">La gentrification a Berlino</a> dal blog di Andrea D&#8217;Addio, <a href="http://www.zingarate.com/network/berlino/">Berlino Cacio e Pepe</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/newseuropa.wordpress.com/1019/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/newseuropa.wordpress.com/1019/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1019&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Giorno della Memoria a Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 19:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Città europee]]></category>

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		<description><![CDATA[Tag des Gedenkens an die Opfer des Nationalsozialismus. Così in tedesco viene chiamato il giorno della memoria delle vittime del Nazismo. La Germania ha istituito questa ricorrenza nel 1996, l&#8217;Italia l&#8217;ha fatto nel 2000. La scelta della data, il 27 gennaio, non è casuale:  il 27 gennaio 1945 vennero infatti abbattuti dall&#8217;Armata Rossa i cancelli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1008&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="firstHeading" style="text-align:justify;"><strong>Tag des Gedenkens an die Opfer des Nationalsozialismus.</strong> Così in tedesco viene chiamato il giorno della memoria delle vittime del Nazismo. La Germania ha istituito questa ricorrenza nel 1996, l&#8217;Italia l&#8217;ha fatto nel 2000. La scelta della data, il 27 gennaio, non è casuale:  il 27 gennaio 1945 vennero infatti abbattuti dall&#8217;Armata Rossa i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, quelli su cui era scritto &#8220;<em><strong>Arbeit macht frei</strong></em>&#8220;, il lavoro rende liberi.</p>
<p id="firstHeading" style="text-align:justify;">Quello che in qualche modo è finito ad Auschwitz trova però la sua origine a Berlino. Nella capitale tedesca fu infatti programmata la <em><strong>Endlösung der Judenfrage </strong></em>la &#8220;soluzione finale della questione ebraica&#8221;. E sempre a Berlino è stato inaugurato nel 2003 il <em><strong>Denkmal für die ermordeten Juden Europas</strong></em>, il memoriale per gli ebrei assassinati in Europa. Esso si estende su una  superficie di 19.000 metri quadri occupata da 2.711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro, organizzate secondo una griglia ortogonale,  totalmente percorribile al suo interno dai visitatori. Le stele sono  tutte larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre l&#8217;altezza varia da 0,2 a 4  m. Da lontano appaiono tutte di altezze simili ma, complice l&#8217;inclinazione variabile del fondo, il visitatore viene &#8220;fagocitato&#8221; nell&#8217;abisso della follia umana man mano che si addentra all&#8217;interno del memoriale. Le stele sono  realizzate per disorientare e l&#8217;intero complesso intende rappresentare  un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la  ragione umana in un&#8217;angosciante solitudine.</p>
<p style="text-align:justify;">Il memoriale si trova a metà strada tra la Porta di Brandeburgo, con il suo carico di allegri turisti, e Potsdamerplatz, tornata a nuova e scintillante vita dopo essere stata per 50 anni terra di nessuno, ai tempi della divisione della città. Questo secondo me dà ancora più l&#8217;effetto di &#8220;abisso&#8221;.<br />
Dal monumento è visibile anche il Reichstag, il Parlamento, il cui incendio del 1933 dette l&#8217;opportunità a Hitler di ottenere ancora più potere, dando il via a quella catena di eventi ricordati oggi appunto dal memoriale e da iniziative come quella del giorno della memoria.</p>
<p style="text-align:justify;">Un grumo di storia, memoria e simboli, in poco meno di un chilometro di strada. A Berlino la storia ha lasciato pesanti tracce sull&#8217;asfalto e nelle teste.</p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_1009" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-007.jpg"><img class="size-medium wp-image-1009" title="27 genn 007" src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-007.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Le stele del Memoriale degli ebrei assassinati in Europa</p></div>
<div id="attachment_1010" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-012.jpg"><img class="size-medium wp-image-1010" title="27 genn 012" src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-012.jpg?w=300&#038;h=225" alt="Il Reichstag e la Porta di Brandeburgo viste dal monumento" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il Reichstag e la Porta di Brandeburgo visti dal Memoriale</p></div>
<div id="attachment_1012" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-019.jpg"><img class="size-medium wp-image-1012" title="27 genn 019" src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-019.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Potsdamerplatz vista dal Memoriale</p></div>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_1011" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-016.jpg"><img class="size-medium wp-image-1011" title="27 genn 016" src="http://newseuropa.files.wordpress.com/2011/01/27-genn-016.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#039;abisso all&#039;interno del Memoriale</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/newseuropa.wordpress.com/1008/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/newseuropa.wordpress.com/1008/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1008&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fine della Fiesta?</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2010/07/28/fine-della-fiesta/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 09:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica in paesi dell'UE]]></category>
		<category><![CDATA[aboliamo la corrida]]></category>
		<category><![CDATA[corrida]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parlament [l'organo legislativo della Comunità Autonoma di Catalogna] si prepara a dare oggi, verso mezzogiorno, la stoccata finale alle corride in Catalogna dopo mesi di dibattito pubblico in cui l&#8217;Iniziativa Legislativa Popolare (ILP) delle associazioni animaliste è stata caricata di polemiche nazionaliste alimanetate nelle ultime settimane dalla sentenza del Tribunal Constitucional [la Corte Costituzionale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=1000&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/09/16/fdg/CORRIDA_427x500_epa.jpg" alt="" width="427" height="500" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il <a href="http://ca.wikipedia.org/wiki/Parlament_de_Catalunya" target="_blank"><em>Parlament </em></a>[l'organo legislativo della Comunità Autonoma di Catalogna] si prepara a dare oggi, verso mezzogiorno, la stoccata finale alle corride in Catalogna dopo mesi di dibattito pubblico in cui l&#8217;Iniziativa Legislativa Popolare (ILP) delle associazioni animaliste è stata caricata di polemiche nazionaliste alimanetate nelle ultime settimane dalla sentenza del <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Tribunal_Constitucional_de_Espa%C3%B1a" target="_blank"><em>Tribunal Constitucional</em></a> [la Corte Costituzionale spagnola] riguardante l&#8217;<em>Estatut </em>[lo Statuto della Catalogna]. <span id="more-1000"></span>La camera approverà la proposta di abolizione dei combattimenti con i voti di <em>Convergencia i Uniò</em> (CiU), la cui maggiornaza dei parlamentari è d&#8217;accordo, ERC (<em>Esquerda Repubblicana de Catalunya</em>) e ICV (<em>Iniciativa per Catalunya &#8211; Verts</em>), che la sosterranno in blocco e probabilmente qualcuno del PSC (<em>Partit dels Socialistes Catalanes</em>, la diramazione locale del PSOE,<em> Partido Socialista Obrero Español</em>), a meno che improbabili ribaltamenti dell&#8217;ultima ora smenticano i pronostici. &#8220;Siamo molto fiduciosi che vinca il <em>sì</em>&#8220;, hanno commentato ieri all&#8217;unisono l&#8217;independista Patricia Gomà e l&#8217;ecosocialista Dolors Camats.</p>
<p style="text-align:justify;">La <em>fiesta </em>affronta rantolante il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corrida#Il_tercio_de_muleta" target="_blank"><em>Tercio de muerte</em></a> del voto finale [il <em>Tercio de muerte</em> è la parte della corrida in cui il <em>matador </em>fa passare il toro sotto il suo mantello rosso; insomma quella parte in cui tutti gridano "¡<em>Olé</em>!"]. Se la presa in considerazione della ILP da parte del <em>Parlament </em>lo scorso dicembre per 67 voti a 59 rappresentò la prima frecciata, l&#8217;iter legislativo si è trasformato in una serie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corrida#Il_tercio_de_banderillas" target="_blank"><em>banderillas</em></a><em> </em>conficcate nel dorso della corrida, dato che gli intensi contatti dei pro-corrida con i deputati per acaparrarsi voti a favore non hanno quasi avuto effetto. Malgrado i cattivi presagi, i difensori della corrida mantengono la speranza che la Camera opti oggi per l&#8217;indulto invece della stoccata.</p>
<p style="text-align:justify;">I rappresentanti di tutti i partiti, eccetto il PP (<em>Partido Popular</em>), che soffre il dolore più inconsolabile, danno quasi per assodato il divieto, che entrerebbe in vigore a gennaio del 2012. Con ERC e ICV completamente a favore del divieto (33 parlamentari), e PP e il gruppo misto contro (17), la libertà di voto del PSC e di CiU ha reso i corridoi del <em>Parlament </em>la parte più frequentata dell&#8217;intero edificio.</p>
<p style="text-align:justify;">Fonti socialiste raccontato che una trentina dei loro si oppongono al divieto, e che circa sette, tra questi buona parte dei cinque deputati di <em>Ciutadans pel Canvi</em>, oscillino tra il sì e l&#8217;astensione. D&#8217;altra parte, voci della federazione nazionalista prevedono che tra i 25 e i 30 dei propri deputati diano supporto all&#8217;abolizione, 7-8 si astengano, e quasi 10 si oppongano, più due non votanti. Questi ultimi sono i parlamentari della comarche dell&#8217;Ebro che hanno annunciato il loro passo indietro dalla precedente intenzione di bocciare il divieto, a causa della manovra del PP di portare la protezione dei <em>correbous </em>[un altro tipo di spettacolo taurino che non prevede la morte del toro] davanti al Consell de Garanties Estatutáries. Questi rapporti di forza danno come risultato un margine di 7 voti a favore di chi vuole l&#8217;abolizione.</p>
<p style="text-align:justify;">Insieme ai pronostici dei principali partiti, c&#8217;è stato spazio anche per interpretazioni tendenziose. &#8220;CiU gioca alla libertà di voto, ma ha preparato i numeri per proibire i tori&#8221;, ha assicurato un noto parlamentare socialista. &#8220;Il PSC dà libertà di voto sulle corride perché vede persa la causa taurina e vuole evitare di essere messo nella foto dei perdenti con il PP e i <em>Ciutadans</em>&#8220;, hanno notato alcuni deputati nazionalisti.</p>
<p style="text-align:justify;">ULTIMI SFORZI. Mentre i promotori della ILP riponevano le armi, i difensori delle corride hanno fatto ieri pomeriggio gli ultimi sforzi in Parlamento per acapparrarsi voti. &#8220;Confido che qualche membro di CiU capisca che siamo nel peggior momentoper far pagare alla <em>Generalitat </em>[il governo regionale della Catalgona] 400 milioni d&#8217;indennizzo per proibire i tori&#8221;, ha detto ieri il portavoce del movimento, Luis Corrales, &#8220;con la speranza&#8221; che alcuni dei deputati che hanno sostenuto la discussione dell&#8217;iniziativa abolizionista rifiutino oggi la proibizione. I sostenitori del divieto considerano la cifra &#8220;inverosimile&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Corrales ha aggiunto che spera che la proposta non venga votata in chiave identitaria. La ILP, sostenuta da 180.000 firme, è stata sviluppata da entità animaliste. Nonostante ciò, presto è stata contaminata da fattori nazionalisti che ne hanno determinato la traiettoria, fino al punto in cui diversi parlamentari di CiU prevedono di sostenere l&#8217;abolizione come rappresaglia per la pronuncia del <em>Tribunal Constitucional</em> contro l&#8217;<em>Estatut </em>della Catalogna. La posizione di questo gruppo e di ERC favorevole sia a vietare le corride che a blindare i <em>correbous </em>ha alimentato la tesi del peso del fattore identitario.</p>
<p style="text-align:justify;">OFFENSIVA DEL PP / Questo carico di pressione giunge anche dall&#8217;altra parte, soprattutto dal PP. Di fatto, i conservatori hanno le batterie pronte al fuoco nell&#8217;attesa che la Camera catalana proibisca i tori. Ieri ci sono state diverse salve (la dirigente María Dolores de Cospedal si è lamentata che si faccia politica a spese di una tradizione, e la deputata Dolors Montserrat ha dichiarato che per alcune persone è più importante il dolore dei tori dell&#8217;aborto), ma se l&#8217;iniziativa verrà approvata l&#8217;offensiva sarà totale, e non si fermerà alle dichiarazioni. Il PP ha annunciato che farà tutto il possibile al Congresso e al Senato spagnoli per contrastare il divieto, e non disdegna nemmeno di ricorrere al <em>Tribunal Constitucional</em>. Succeda quel che succeda oggi al Parlament, il dibattito sui tori continuerà.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>ÓSCAR TORAL</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Fonte: El Periodico (<a href="http://www.elperiodico.com/es/noticias/sociedad/20100728/tercio-muerte/408375.shtml">http://www.elperiodico.com/es/noticias/sociedad/20100728/tercio-muerte/408375.shtml</a>)</p>
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	</item>
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		<title>Come evitare che la Russia si converta al carbone</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2010/03/11/come-evitare-che-la-russia-si-converta-al-carbone/</link>
		<comments>http://newseuropa.wordpress.com/2010/03/11/come-evitare-che-la-russia-si-converta-al-carbone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
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		<category><![CDATA[energia in russia]]></category>
		<category><![CDATA[shale gas]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli sforzi europei di riduzione delle emissioni di gas serra potrebbero essere minacciati dai piani della Russia di incrementare nettamente la produzione di energia dal carbone, secondo alcuni esperti riuniti a Bruxelles il 9 marzo. Per riuscire a onorare i suoi contratti di esportazione del gas, la Russia deve utilizzare il carbone, dice Kevin Rosner, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=991&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.energytribune.com/live_images/ET010509_shale.jpg" alt="" width="510" height="387" /></p>
<p style="text-align:justify;">Gli sforzi europei di riduzione delle emissioni di gas serra potrebbero essere minacciati dai piani della Russia di incrementare nettamente la produzione di energia dal carbone, secondo alcuni esperti riuniti a Bruxelles il 9 marzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Per riuscire a onorare i suoi contratti di esportazione del gas, la Russia deve utilizzare il carbone, dice <a href="http://www.analyst-network.com/profile.php?user_id=1541" target="_blank">Kevin Rosner</a>, senior fellow presso l&#8217;US Institute for the Analysis of Global Security.<span id="more-991"></span></p>
<div style="text-align:justify;">
<p>Rosner ha presentato al sua ricerca, intitolata &#8220;Carbone russo: la nuova sfida energetica dell&#8217;Europa&#8221; e sponsorizzata dal <a href="http://www.gmfus.org/template/index.cfm" target="_blank">German Marshall Fund of the United States</a>, in un <a href="http://www.gmfus.org/event/detail.cfm?id=669&amp;parent_type=E" target="_blank">evento pubblico</a> ospitato dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert_Foundation" target="_blank">Friedrich Ebert Foundation</a>. Diversi esperti e funzionari hanno preso parte al dibattito, tenuto secondo le regole <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chatham_House_Rule" target="_blank">Chatham House</a>.</p>
<p>La Russia si è data un&#8217;immagine di gigante nel campo del petrolio e del gas, ma il paese ha ancora gigantesche riserve di carbone, seconde solo a quelle degli Stati Uniti, dice il documento di Rosner. Egli afferma che l&#8217;obiettivo principale dell&#8217;analisi è assicurarsi che qualora queste riserve vengano usate, abbiano il minore impatto possibile sul clima mondiale.</p>
<p>Altri partecipanti al dibattito hanno fatto notare che il carbone è prodotto in 26 regioni della Russia e il suo sviluppo è visto come &#8220;fattore di stabilità&#8221;. &#8220;Nessuno si sogna di chiudere una miniera di carbone&#8221;.</p>
<p>L&#8217;industria del carbone russo è inoltre meno centralizzata rispetto a quella del petrolio e del gas ed è stata largamente privatizzata.</p>
<p>Il carbone russo è di bassa qualità e bruciarlo nell&#8217;atmosfera non è una buona opzione.</p>
<p>&#8220;Il carbone russo non è competitivo e, ad esempio, è stato sostituito dal carbone australiano e sudafricano in Gran Bretagna, a causa del suo elevato contenuto di zolfo e  della sua umidità. Per questo gli esperti di shale gas dicono: &#8220;il carbone c&#8217;è, il gas c&#8217;è, il carbone non è buono per l&#8217;esportazione, quindi prendiamo il gas e lasciamo il carbone sotto terra&#8221;, ha detto Rosner durante il dibattito.</p>
<p><strong>Lo shale gas, la soluzione miracolosa?</strong></p>
<p>L&#8217;estrazione dello <a href="http://www.ecomotori.net/ecocarburanti/1-metano/1965-shale-gas-il-metano-estratto-dalle-rocce.html" target="_blank">shale gas</a>, metano prodotto da strati di roccia sedimentaria difficili da identificare con le tecnologie convenzionali, è stato recentemente sviluppata negli Stati Uniti rendendo il paese autosufficiente per il gas, contribuendo anche ad abbassarne il prezzo sul mercato mondiale. Gli esperti notano che lo shale gas può essere prodotto nei bacini carboniferi e potrebbe essere la soluzione miracolosa anche per la Russia. Gli esperti si sono comunque lamentati del fatto che la Russia non si sia ancora fatta delle idee chiare su come estrarre lo shale gas.</p>
<p>Secondo l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agenzia_internazionale_dell%27energia" target="_blank">Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</a>, il settore dello shale gas dovrebbe crescere del 71% tra il 2007 e il 2030. In alcuni recenti rapporti, dei funzionari di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gazprom" target="_blank">Gazprom</a> hanno mostrato disprezzo per lo shale gas e hanno parlato di un possibile impatto negativo dello sviluppo di questa tecnologia.</p>
<p>Gli oratori hanno detto che lo sviluppo dello shale gas è ancora più importante per l&#8217;Ucraina, un paese che non ha risorse di gas ma è ricco di carbone. L&#8217;Ucraina, come alcuni paesi dell&#8217;UE come la Polonia, potrebbe diventare meno dipendente dal gas russo sviluppando una propria produzione.</p>
<p>I problemi teconologici collegati all&#8217;estrazione dello shale gas rappresenterebbero comunque un ostacolo, secondo quanto emerso durante il dibattito. Come indica anche il lavoro di Rosner, le strategie occidentali di condivisione di tecnologia con la Russia dipendono dalla liberalizzazione del mercato energetico russo e dall&#8217;impegno del governo di Mosca nel taglio delle emissioni di gas serra.</p>
<p>Kevin Rosner ha detto che un recente rapporto della Banca Mondiale sull&#8217;efficienza energetica in Russia consiglia al paese di non sviluppare nuova capacità produttiva, ma di concentrarsi sull&#8217;efficienza energetica.</p>
<p>&#8220;In poche parole, il rapporto ci dice che c&#8217;è un terzo modo in cui la Russia può sostenere la sua capacità di produrre energia e mantenere la sua forza come gigante energetico, senza aumentare la capacità installata. Quello che deve fare è bruciare ciò che ha di migliore e usarlo nella maniera più intelligente&#8221;, ha detto Rosner.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Il rapporto dice anche che la maggiore efficienza, sia in termini di ritorno degli investimenti e in termini di costi, non sta nel settore della produzione di energia, ma più a valle, nel settore del consumo&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p>Fonte:<br />
EurActiv: <a href="http://www.euractiv.com/en/energy/west-worries-about-russia-turning-coal-news-325434" target="_blank">http://www.euractiv.com/en/energy/west-worries-about-russia-turning-coal-news-325434</a></p>
<p>Il rapporto di Rosner (.pdf) : <a href="http://www.gmfus.org//doc/GMF7535%20CE%20Russian%20Coal%20(Rosner)%20030810.pdf" target="_blank">Russian Coal: Europe&#8217;s New Energy Challenge</a></p>
</div>
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	</item>
		<item>
		<title>La crisi minaccia l&#8217;istruzione superiore in tutta Europa.</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2010/03/11/la-crisi-minaccia-listruzione-superiore-in-tutta-europa/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione superiore europa]]></category>
		<category><![CDATA[processo di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[univeristà europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre i ministri dell&#8217;istruzione di 46 paesi europei si incontrano a Budapest e a Vienna per festeggiare i 10 anni dell&#8217;armonizzazione dell&#8217;istruzione post-secondaria secondo il &#8220;Processo di Bologna&#8220;, un rapporto della Commisione Europea porta l&#8217;attenzione sulle ripercussioni che la crisi economica potrebbe avere sulle università. Il rapporto presentato lunedì dall&#8217;esecutivo UE avverte: &#8220;L&#8217;impatto maggiore della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=987&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/test-universit-/indagine-catanzaro/stor_11140333_57200.jpg" alt="" width="256" height="337" />Mentre i ministri dell&#8217;istruzione di 46 paesi europei si incontrano a Budapest e a Vienna per festeggiare i 10 anni dell&#8217;armonizzazione dell&#8217;istruzione post-secondaria secondo il &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_di_Bologna" target="_blank">Processo di Bologna</a>&#8220;, un rapporto della Commisione Europea porta l&#8217;attenzione sulle ripercussioni che la crisi economica potrebbe avere sulle università.</p>
<p style="text-align:justify;">Il rapporto presentato lunedì dall&#8217;esecutivo UE avverte: &#8220;L&#8217;impatto maggiore della crisi registrato nella maggior parte dei paesi è collegato ai cambiamenti nei budget a disposizione dell&#8217;istruzione superiore.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-987"></span>Il documento nota che i cambiamenti nelle priorità di bilancio possono ingannare, che mentre l&#8217;anno scorso nella maggior parte dei paesi si sono registrati &#8220;sviluppi positivi&#8221; nei bilanci, molti di questi nascondono tagli previsti in realtà per i prossimi anni, e sottolinea che bisognerebbe essere &#8220;particolarmente cauti sul numero di paesi in cui le tendenze appaiono inzialmente positive&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo perché i paesi che registrano bilanci stabili o in aumento tendono a pensare che la crisi non abbia ancora avuto impatti immediati. Il rapporto dice che è più realistico aspettarsi &#8220;un continuo aggiustamento delle priorità della spesa pubblica fintanto che le richieste di spesa nell&#8217;istruzione dovranno competere con altre aree di grande spesa, come le spese per la salute (collegate all&#8217;invecchiamento della popolazione) e quelle per il cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il documento afferma che i governi in un certo modo mentono quando affermano di aver mantenuto lo stesso livello di spesa per l&#8217;istruzione, &#8220;visto che il numero di studenti è aumentato mentre il budget è rimasto più o meno lo stesso, o il budget è diminuito mentre il numero di studenti è rimasto stabile o è diminuito.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Nel frattempo, altri paesi hanno spalmato la loro spesa su periodi più lunghi di quelli inizialmente programmati. Ad esempio il Belgio ha riferito di aver esteso ad un periodo di 15 anni un investimento di 30 milioni di euro inizialmente programmato per un periodo di 8 anni, il tutto a causa della crisi, &#8220;dimezzando la somma annuale effettiva investita.&#8221;</p>
<p style="text-align:justify;">Il rapporto afferma addirittura che i tagli minano il sistema dell&#8217;università e dei college.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Se si continuerà a tagliare significativamente i fondi, lo sviluppo sostenibile a lungo termine di questi sistemi di educazione superiore potrebbe subire pressioni importanti&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcuni paesi stanno sperimentando tagli agli staff a causa della situazione economica.</p>
<p style="text-align:justify;">In Irlanda e in Lettonia, i tagli ai bilanci riduranno il numero di persone impiegate nell&#8217;istruzione superiore. In Estonia, la crisi ha costretto le autorità a chiudere i programmi di studio che non avevano la sufficiente &#8220;massa critica&#8221;, oltre a ridurre il carico di lavoro per alcuni impiegati per aumentarne l&#8217;efficienza. In Lettonia, i tagli sono stati più pesanti, con molte istituzioni educative, facoltà e dipartimenti che hanno chiuso o stanno per chiudere le proprie porte.</p>
<p style="text-align:justify;">Il rapporto giunge in un momento difficile, visto che i ministri a Budapest e a Vienna mercoledì festeggiano i 10 anni dal Processo di Bologna, la strategia di armonizzazione ed integrazione dei sistemi di istruzione post-secondaria d&#8217;Europa secondo il modello britannico di un ciclo composto da un Bachelor&#8217;s Degree di tre anni, un Master di due anni e un dottorato basato sulla ricerca.</p>
<p style="text-align:justify;">Pensato per aumentare la mobilità degli studenti e la possibilità di trovare lavoro su un piano pan-europeo, il processo ha attirato critiche e proteste in tutto il continente dagli studenti e dai professori negli ultimi anni. Essi affermano che un approccio &#8220;una-misura-sta-bene-per-tutti&#8221; serve più alle imprese che ai requisiti dell&#8217;educazione, con i curricula che diventano più orientati a ciò che è utile alle aziende e meno flessibili. Affermano inoltre che la strategia è stata accompagnata da un processo di &#8220;privatizzazione strisciante&#8221; del settore.</p>
<p style="text-align:justify;">Studenti provenienti da 38 paesi protesteranno davanti alla conferenza ministeriale e terranno un &#8220;contro summit&#8221;, con laboratori e dibattiti sul Processo di Bologna.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Leigh Phillips</strong></p>
<p>Fonte:<br />
EUobserver: <a href="http://euobserver.com/19/29636" target="_blank">http://euobserver.com/19/29636</a></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Le istituzioni europee preparano l&#8217;Iniziativa Popolare Europea</title>
		<link>http://newseuropa.wordpress.com/2010/01/11/le-istituzioni-europee-preparano-liniziativa-popolare-europea/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oyasuminasai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadini Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa popolare europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La distanza dal progetto europeo che i cittadini stanno sperimentando potrebbe subire un cambiamento sostanziale con l&#8217;attuazione dell&#8217;Iniziativa Popolare Europea (ECI). Si tratta di una delle disposizioni più innovatrici del Trattato di Lisbona, un primo passo verso la democrazia diretta. La ECI è uno strumento che permette ai cittadini, con la presentazione di un milione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=newseuropa.wordpress.com&amp;blog=5497174&amp;post=984&amp;subd=newseuropa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La distanza dal progetto europeo che i cittadini stanno sperimentando potrebbe subire un cambiamento sostanziale con l&#8217;attuazione dell&#8217;Iniziativa Popolare Europea (ECI). Si tratta di una delle disposizioni più innovatrici del Trattato di Lisbona, un primo passo verso la democrazia diretta. La ECI è uno strumento che permette ai cittadini, con la presentazione di un milione di firme (lo 0,2% della popolazione dell&#8217;Unione), di proporre alla Commissione Europa di presentare una proposta legislativa su qualsiasi questione che considerino di loro interesse. I casi relativi all&#8217;ambiente, alle questioni sociali e i disastri causati dalla crisi finanziaria, figurano tra i temi più sensibili che possono mobilitare i cittadini per chiedere all&#8217;UE che si legiferi su queste materie.<span id="more-984"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta, né più né meno, di trasferire ai cittadini parte del potere di iniziativa legislativa che attualmente dispone in esclusiva l&#8217;Esecutivo comunitario. Iñigo Méndez de Vigo, eurodeputato per il Partito Popolare Europeo (PPE), e relatore della Costituzione Europea, considera l&#8217;Iniziativa Popolare &#8220;una della grandi novità del Trattato di Lisbona, che permetterà di coinvolgere di più la gente nelle questioni europee&#8221;. Méndez de Vigo ricorda che l&#8217;Iniziativa Popolare Europea è stata introdotta all&#8217;ultimo momento della convenzione dal deputato del PPE, Alain Lamassoure e dal parlamentare socialdemocratico tedesco Jürgen Meyer. &#8220;La verità è che è stata una proposta condivisa fin dall&#8217;inizio, e ha provocato molto consenso&#8221;, assicura. Lamassoure ha indicato che &#8220;nell&#8217;era di internet, dell&#8217;apertura alla società vicila, delle aspirazioni verso una democrazia partecipativa, questo è un passo avanti per tutti gli stati membri&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Sylvia Kaufmann, ex-eurodeputata per la Sinistra Unitaria Europea, relatrice del rapporto del Parlamento sull&#8217;ICE, pensa che sia &#8220;un primo passo verso la sviluppo di una democrazia diretta sovranazionale, la cui attuazione potrebbe aiutare a creare un genuino spazio pubblico europeo a lungo raggio&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Come per tante altre questioni europee, la chiave sarà nella sua applicazione. Il Trattato parla solo di &#8220;almeno un milione di cittadini dell&#8217;Unione che abbiano la nazionalità di un numero significativo di Stati membri&#8221;. Come ha dichiarato Jean Claude Piris nella sua opera <em>&#8220;Il Trattato Costituzionale per l&#8217;Europa: un&#8217;analisi giuridica&#8221;</em>, ora si tratta di stabilire, tra l&#8217;altro,  &#8220;il numero minimo di Stati membri da cui dovrebbero provenire questi cittadini, il minimo di firmatari per Stato membro, la definizione esatta del termine «cittadino» in questo contesto, le questioni di procedura, e l&#8217;autenticazione delle firme&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Per preparare le risposte, la Commissione Europe ha elaborato un Libro Verde sulla materia e ha aperto una consultazione pubblica in cui si raccogliere le proposte di istituzioni e cittadini nelle 23 lingue ufficiali della UE, sul sito istituzionale. La consultazione sarà aperta alla fine di questo mese. Al momento, al Libro Verde e alla consulta promossi dalla vicepresidente della Commissione, Margot Wallström, sono stati presentati solo 47 contributi particolari, di cui 20 sono spagnoli, e cinque di organizzazioni. Joseph Hennon, portavoce della Commissione, è sicuro che &#8220;la gente li invierà in massa nella seconda metà di gennaio&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Libro Verde suggerisce soluzioni concrete alle quesioni pratiche di applicazione della ECI, ma resta in attesa delle proposte che verranno presentate alla consultazione aperta per elaborare una proposta di regolamento che dovrà essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Diego López Garrido, segretario di Stato per l&#8217;Unione Europea <em>[una sorta di Ministro per le Politiche Comunitarie]</em>, afferma che la messa a punto dell&#8217;iniziativa &#8220;è una della priorità della presidenza spagnola dell&#8217;UE e come tale sarà trattato nel Consiglio informale dei Ministri dell&#8217;Europa che si terrà a La Granja, Segovia, dal 12 al 14 gennaio.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Europarlamento, naturalmente, sta elaborando una risoluzione sul Libro Verde della Commissione con l&#8217;obiettivo di &#8220;alleggerire al massimo le condizioni richieste nel Libro Verde per facilitarne il ricorso da parte dei cittadini&#8221;, spiega Ramón Jáuregi, portavoce della Commissione Affari Costizuonali del Parlamento Europeo. Secondo Jáuregi, &#8220;l&#8217;Iniziativa Popolare Europea è un elemento chiave per approfondire la democrazia europea e migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, le questioni relative alla sicurezza sul lavoro, la regolazione dei mercati finanziari, la fiscalità internazionale, sono tutte materie suscettibili di essere afforntata dalle iniziative cittadine.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo Raúl Romeva, del gruppo dei Verdi, la ICE è &#8220;una delle novità più positive del Trattato di Lisbona, perché avvicina i cittadini all&#8217;Unione Europea&#8221;. Romeva ricorda che il suo gruppo sta già lavorando ad un&#8217;iniziativa popolare che stabilisca una sede unica per il Parlamento Europeo, attualmente distribuita tra Bruxelles e Strasburgo, con tutto l&#8217;aumento di costi e perdite di tempo che ne conseguono.</p>
<p style="text-align:justify;">Rispetto al numero minimo di Stati da cui devono provenire le firme, il Trattato parla di un &#8220;numero significativo di Stati membri&#8221;. Si tratta di garantire che l&#8217;iniziativa sia sufficientemente rappresentativo di un interesse dell&#8217;Unione. Il Parlamento Europeo nel suo rapporto del maggio scorso propone di fissare il limite in un quarto degli Stati membri, vale a dire che la ECI dovrà essere sostenuta dai cittadini di almeno sette paesi. La Commissione stima invece che un limite costituito da un quarto degli Stati sarebbe troppo basso per garantire gli interessi dell&#8217;Unione e suggerisce un terzio, ossia un minimo di nove paesi. Puntando anche sul fatto che un terzo è il minimo stabilito dal Trattato per &#8220;le cooperazioni rafforzate&#8221; (accordi tra Stati che desiderano approfondire la costruzione europea). Il limite di un terzo è anche quello stabilito dalla Costituzione federale austriaca e anche in Svizzera il numero di cantoni necessario per tenere un referendum si approssima a un terzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Bruxelles considera necessario stabilire anche un numero minimo di firme in ogni Stato membro, per garantire che l&#8217;iniziativa conti sull&#8217;appoggio di una parte ragionevole dell&#8217;opinione pubblica. Si riferisce agli Stati dei cittadini che hanno presentato l&#8217;iniziativa. La Commissione propone per analogia la proporzione dello 0,2% che corrisponde al milione di firme su 500 milioni di abitanti che attualmente costituiscono la popolazione approssimata dell&#8217;Unione. Questo significherebbe 160.000 firme per la Germania, 94.000 in Spagna, 20.000 in Belgio e 800 per Malta.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di una percentuale molto inferiore a quanto richiesto negli Stati membri che presentano questo tipo di iniziative legislative. In Spagna e in Austria si richiede intorno all&#8217;1,2% della popolazione; in Lituania l&#8217;1,55%, mentre in Lettonia si richiede il 10% dei cittadini. Anche in Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovenia, le percentuali di firme richieste sono superiori allo 0,2% della popolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel suo rapporto, il Parlamento Europeo raccomanda che, per partecipare ad un&#8217;iniziativa, i cittadini abbiano l&#8217;età necessaria per votare nelle elezioni europee negli Stati membri di residenza. L&#8217;età necessaria per votare in tutti i paesi dell&#8217;UE è di 18 anni, eccetto che in Austria, dove è di 16 anni. La stessa Commissione riconosce che fissare l&#8217;età minima di 16 anni in tutti i paesi creerebbe un carico amministrativo importante visto che si dovrebbe elaborare un registro distinto dei votanti.</p>
<p style="text-align:justify;">In alcuni paesi come Austria, Italia, Polonia e Spagna si richiede che le iniziative vengano presentate sotto forma di progetti di legge. Secondo la Commissione si tratta di un requisito che considera non necessario, restrittivo e oneroso. Il suggerimento dell&#8217;Esecutivo comunitario è che nell&#8217;iniziativa si espongano chiaramente il tema e gli obiettivi, anche se non esclude che si possa allegare una proposta legislativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Per garantire la legittimità e la credibilità delle iniziative dovranno stabilirsi alcune disposizioni che assicurino la verifica e l&#8217;autenticazione delle firme. Secondo la Commissione, un&#8217;opzione razionale sarebbe stabilire una serie di disposizioni di base per tutta l&#8217;Unione Europea, che terrebbero conto, da un lato, di determinati requisiti minimi per la verifica e l&#8217;autenticazione delle firme e, d&#8217;altra parte, l&#8217;obbligo per gli Stati membri di facilitare il processo di raccolta. I paesi potranno solo adottare misure addizionali fissate dall&#8217;UE. La Commissione avverte che si debba tener conto di alcuni dettagli rilevanti sulla condizioni del luogo e del modo di raccolta delle firme, stabilire in quale paese debba verificarsi la firma se il cittadino risiede in una paese distinto da quello di nascita, e le misure relative alla protezione dei dati di carattere personale dei firmanti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Libro Verde è propenso a stabilire una termine ragionevole che sia sufficientemente lungo per permettere di tenere una campagna per la firma che rifletta la complessità addizionale derivada dalla dimensione europea. In questo senso, la Commissione e il Parlamento concordano che un anno sarebbe un termine ragionevole. Nei diversi paesi europei, i termini oscillano dai 30 giorni in Lettonia ai sei mesi in Spagna o 18 mesi in Svizzera.</p>
<p style="text-align:justify;">La Commissione ritiene che se si fissa un termine sarebbe necessario esigere una registrazione dell&#8217;iniziativa prima che inizia la raccolta delle firme. In questo senso, si suggerisce che i promotori di un&#8217;iniziativa concreta possano registrarla in un sito internet creato dalla Commissione. Questo sistema offrirebbe agli organizzatori la conferma della registrazione e un numero di registrazione che servirebbe da base per mettere in marcia la campagna per la raccolta delle firme. Questo contribuirebbe anche alla trasparenza necessaria a tutto il processo. In qualunque caso, questo processo di registrazione non implicherà nessuna decisione della Commissione riguardo all&#8217;ammissibilità delle iniziative. Inoltre, gli organizzatori dovranno tener contro che l&#8217;iniziativa deve far parte della gamma di attribuzioni della Commissione.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Esecutivo, inoltre, ritiene che i promotori delle iniziative devono presentare determinate informazio sulle organizzazioni che le appoggiano e il modo in cui si finanziano. Il Parlamento Europeo scrive nel suo rapporto che gli organizzatori debbano rendere conto pubblicamente del finanziamento dell&#8217;iniziativa, inclusa la proveninenza dei fondi. In ogni caso, il Libro Verde indica che, indipendentemente dal sostegno alle organizzazioni della società civile, non è previsto nessun finanziamento pubblico specifico alle iniziative dei cittadini. Secondo la Commissione, le iniziative possono essere organizzate sia dai cittadini individuali, che dalle organizzazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella sua risoluzione, il Parlamento Europeo ha suggerito una procedura di esame delle iniziative da parte della Commissione in due fasi. Prima, la Commissione disporrebbe di due mesi per verificare la rappresentatività dell&#8217;iniziativa, e , successivamente, tre mesi per esaminarla e prendere una decisione. Il Libro Verde propone, da parte sua, che si potrebbe obbligare la Commissione a esaminare le iniziative in un tempo ragionevole che non ecceda i sei mesi. Una volta analizzata, esporrà le sue conclusioni rispetto all&#8217;azione prevista in una comunicazione da mettere a disposizione del pubblico e da notificare al Parlamento Europeo.</p>
<p style="text-align:right;">Andreu Missé</p>
<p style="text-align:justify;">Fonte:<br />
El País: <a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/mide/voluntad/Europa/elpepusoc/20100111elpepisoc_1/Tes" target="_blank">http://www.elpais.com/articulo/sociedad/mide/voluntad/Europa/elpepusoc/20100111elpepisoc_1/Tes</a></p>
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