Il disaccordo che si trascina da anni fra Atene e Skopje riguardante il nome ufficiale della Macedonia non solo è nocivo alle relazioni bilaterali dei due vicini, ma sta anche mettendo a repentaglio le strategie di stabilizzazione di Unione Europea e NATO per i Balcani occidentali, secondo un rapporto pubblicato il 12 gennaio.
“La principale strategia NATO-UE per stabilizzare la Macedonia e la regione tramite l’allargamento è deragliata nel 2008 per la disputa con la Grecia sul nome del paese,” dice l’International Crisis Group (ICG) in un nuovo documento.
Esso spiega che la prospettiva di far parte dell’UE ha aiutato ad unire le due comunità della Macedonia, i macedoni etnici e gli albanesi, specialmente della fine del loro conflitto nel 2001.
La recente escalation della disputa sul nome fra Grecia e Macedonia – materializzatasi in aprile quando Atene ha bloccato la candidatura di Skpje alla NATO – “ha messo a rischio i progressi raggiunti”, secondo l’ICG.
La Grecia ha rifiutato di riconoscere il nome costituzionale del vicino – la Repubblica di Macedonia – dal momento in cui dichiarò l’indipendenza dalla Yugoslavia nel 1991, in quanto anche una regione settentrionale della Grecia si chiama così, e Atene ha paura che l’uso di questo nome porterebbe Skopje a fare reclami territoriali. Crede anche che il nome sia parte del suo patrimonio storico.
Donald Steinberg, presidente dell’ICG avverte: “C’è più di una disputa bilaterale tra Skopje e Atene,. C’è il rischio che deragli la principale strategia di NATO ed UE per stabilizzare la Macedonia e la regione, basata sull’allargamento e l’integrazione.
“Bloccando l’integrazione nella NATO e nell’UE, sembra che la Grecia contravvenga all’accordo provvisorio tra i due stati del 1995 per fare in modo che la questione del nome non diventasse un freno alla partecipazione della Macedonia alle organizzazioni internazionali”, dice Sabrine Freizer, direttore del Programma Europa dell’ICG.
“Secondo l’accordo, Skopje dovrebbe usare il suo nome provvisoria, ‘l’ex Repubblica Yugoslava di Macedonia’, in tutti i fora multilaterali, e Atene dovrebbe far cadere le sue minacce di veto”, aggiunge.
La Macedonia non dovrebbe provocare la Grecia
L’ICG sottolinea anche che la Macedonia “dovrebbe evitare provocazioni” – come dare il nome di Alessandro Magno all’aeroporto di Skopje, o, più recentemente, dare il nome della figura storica all’autostrada principale del paese, visto che l’origine etnica del grande condottiero rientra nella disputa fra i due paesi.
L’iCG va avanti, dicendo che “Skopje dovrebbe affermare pubblicamente di essere pronta ad accettare l’ultima proposta del mediatore ONU secondo cui il nome del paese per tutti gli scopi internazionali dovrebbe essere ‘Repubblica della Macedonia del Nord.”
In cambio, Atene dovrebbe rispondere riconoscendo l’identità nazionale e la lingua del suo vicino settentrionale come “macedone” – una cosa che la Grecia ha costantemente rfiutato di fare.
Nondimeno il ruolo dell’UE, come quello della NATO, nel processo non dovrebbe essere sottovalutato, “dovendo attivamente incoraggiare Atene a sbloccare l’integrazione della Macedonia in entrambe le organizzazione e di rispondere positivamente alle concessioni di Skopje sul nome del paese,” conclude il rapporto dell’ICG.
Fonte:
EUobserver: http://euobserver.com/9/27392
Home page del rapporto dell’International Crisis Group (il rapporto è scaricabile in PDF): http://www.crisisgroup.org/home/index.cfm?id=5862&l=1
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24 Febbraio 2009 alle 11:03 am
Scusate ma perchè deve essere la MACEDONIA a cambiare il nome? Perchè non è la grecia a cambiare il nome a quel pezzo? visto che è solo un piccolo pezzo è non una nazione intera?
24 Febbraio 2009 alle 11:09 am
Mamma mia sta grecia del cazzo sentite qua “e Atene ha paura che l’uso di questo nome porterebbe Skopje a fare reclami territoriali. Crede anche che il nome sia parte del suo patrimonio storico.“ con questa frase vuol dire che allora la macedonia e macedonia vogliono rubarci i nostri pezzi geografici le nostre culture tutto SAMO DA ZIVEE MAKEDONIJA
24 Febbraio 2009 alle 11:11 am
Forse perché l’antico regno di Macedonia si estendeva su questi territori http://it.wikipedia.org/wiki/File:Macedonian_Kingdom.jpg
24 Febbraio 2009 alle 11:17 am
oo ma anche l antico regno di macedoni faceva parte anke la macedonia attuale che cambiano loro il nome perche noi
24 Febbraio 2009 alle 11:22 am
Infatti c’è una proposta per cui la Macedonia ex-jugoslava si dovrebbe chiamare “Repubblica della Macedonia del Nord”, sottointentendo che il resto della Macedonia è quello che rimane nella Grecia attuale.
24 Febbraio 2009 alle 11:25 am
ma fanculo del nord..dovrebbero kiamarsi loro macedonia sud..zitto va
24 Febbraio 2009 alle 11:28 am
Magari anche loro poi cambieranno il nome della regione in Macedonia Sud.
Comunque non vedo il motivo per cui essere così violenti nel linguaggio
26 Febbraio 2009 alle 11:52 pm
nn kredo proprio ke loro cambieranno nome…
fuck greece
16 Maggio 2009 alle 1:09 pm
La grecia propone sempre le stesse soluzioni quando ci sono problemi circa i nomi che potrebbero creargli dei problemi: ora la grecia propone la formula “nord” a noi macedoni, proprio come ha fatto per il cipro turco, chiamandolo rep. del cipro del nord, mentre quello abitato dai greci è rimasto cipro. Da che mondo è mondo, se esiste un nord, dovrebbe esistere anche un sud, ma la grecia pretende che gli altri cambino il nome, con la scusa della denominazione geografica, mentre loro non lo fanno. Mi dispiace per la grecia, ma perde colpi con noi macedoni e ora che tutto il mondo è a conoscenza della retorica politica greca, difficilmente, dopo aver cambiato la bandiera, la costituzione per volere della grecia, cambieremo il nome. Makedonija na makedoncite!
10 Luglio 2009 alle 9:07 pm
Guardate che la Grecia ha ragione di sostenere il cambiamento del nome della Fyrom, perché storicamente la Macedonia appartiene ad essa. Gli slavi macedoni devono capire che sono legati più alla Serbia e Bulgaria e quindi non alla regione storico-geografica della Grecia.
Il vero paese messo in pericolo è proprio l’Ellas che è un paese piccolo se confrontato con il numero delle nazioni slave.
4 Settembre 2009 alle 11:18 am
Ragazzi, tagliamo la testa al toro: la grecia non ci riconosce con il nostro vero nome, nonostante più del 90% degli stati mondiali l’abbiano gia fatto, non per le storielle che inventano i greci circa Alessandro Magno(macedone, e non greco v.Demostene,Arriano,Pericle ecc…)e le rivendicazioni territoriali (timori fittizi visto che la macedonia non potrebbe competere militarmente con i greci), ma perchè anche dopo decenni di massacri, i macedoni in grecia sono rimasti ancora ed ogni volta che si autoproclamano macedoni vengono malmenati e discriminati, per non parlare delle denunce in sede europea dei macedoni espatriati ingiustamente durante la guerra civile greca, e ogni riconoscimento dell’entità macedone in grecia comporterebbe alla sconfitta greca, che vedrebbe perdere il nostro patrimonio macedone ingiustamente uscurpatocidurante le guerre balcaniche.Nessuno vuolel’irredentismo, ma soltanto diritti umani garantiti alle minoranze etniche.Per la cronaca la grecia viene severamente denunciata dall’UE circa il riconoscimento delleminoranze etniche.La grecia da parte sua risponde affermando che in grecia abitano 100% greci..beh ragazzi, non si finice mai di imparare: la grecia è l’unico paese puro…bella roba
4 Settembre 2009 alle 11:28 am
Per INCERTO:
“Il vero paese messo in pericolo è proprio l’Ellas che è un paese piccolo se confrontato con il numero delle nazioni slave.”…Ma lo sai che siamo nel 2009 e che non viviamo più nell’epoca hitleriana? Parlare di razze e nutrendo timori effimeri che non stanno nei in celo che in terra, ci fa capire per quale motivo la vicenda tra grecia e macedonia è molto variopinta…Visto che parli dell’Ellas differente dal mondo slavo, ti vorrei ricordare che nel nord dela grecia abitano moltissimi macedoni; in tracia turchi, in tessaglia valacchi, epiro albanesi, e in attica gli Arvanites (albanesi cristiani venuti in grecia 600 anni fa)..quindi da come vedi, è inutile parlare di grecia come una serra di cultura minacciata dalle altre etnie, perchè l’ellas è un insieme di etnie, proprio come la Rep. Macedonia, solo che noi le minoranze etniche le riconosciamo e le facciamo partecipare in tutti i settori della vita, mentre i greci soffocano le minoranze indottrinandole di fesserie astronomiche quali miti e leggende…
20 Ottobre 2009 alle 11:31 pm
Il fatto stesso che la lingua parlata dagli slavi e sottolineo slavi, che vivono nel pezzo settentrionale di quella che era la Macedonia(nome greco) governata da Filippo (nome greco) padre di Alessandro (altro nome greco)dovrebbe far capire senza ombra di dubbio che il fatto che questi popoli, giunti nei balcani circa 1000 anni dopo le imprese di Alessandro,si siano stanziati in quei territori è l’unica cosa in comune che hanno con i greci,perchè per chi nn se lo ricordasse i macedoni SONO greci, se no non sono macedoni(condicio sine qua non). Io capisco che possa far piacere cercare di dar lustro alle proprie radici, ma andare a prendersi la storia e le tradizioni di un altro popolo, cambiarle fantasiosamente a proprio uso e consumo per nobilitarsi mi pare poco dignitoso… Peraltro l’appellativo greco “macedone” indicava il termine “montanaro” poichè proprio di abitanti di una regione montagnosa si parlava. Ora dire che i macedoni sono slavi è quindi un vero è proprio non senso storico. Se sono slavi si mettano un nome consono alle proprie tradizioni che ripeto, nulla hanno a che vedere con la macedonia.
PS: lo stesso simbolo che volevano mettere sulla bandiera nazionale era il simbolo della casa reale Argeade che aveva origine presso la città peloponnesiaca di Argo in Argolide(e^ Andronikos, Manolis. Vergina, lr Tombe Reali. Ekdotiki Athinon. Il palazzo di Agai, pagina 38. Iscrizione trovata nella Tholos del palazzo. “Η επιγραφή αυτή είναι: «ΗΡΑΚΛΗΙ ΠΑΤΡΩΙΩΙ», που σημαίνει στον «Πατρώο Ηρακλή», στον Ηρακλή δηλαδή που ήταν γενάρχης της βασιλικής οικογένειας των Μακεδόνων.” {“l’iscrizione è “ΗΡΑΚΛΗΙ ΠΑΤΡΩΙΩΙ” che significa “padre (più propriamente antenato) Ercole” dedicata a Ercole, antenato della famiglia reale dei macedoni”}. Questo basti a far capire quanto certe pretese siano oltremodo campate in aria tanto da sfociare nell’ assurdo. Prendete in mano un buon manuale storico e qualche autore classico e troverete semplici ed esaurienti risposte in proposito.