Italia e Grecia, le più pigre dell’UE

20 Novembre 2008

Ungheria e Romania hanno raggiunto Italia e Grecia nella lista dei paesi particolarmente lenti nell’adottare la legislazione europea.

Grecia, Ungheria, Italia e Romania emergono come gli stati della UE con il peggior risultato nell’adozione delle leggi europee in tempo, secondo l’ultimo rapporto pubblicato ieri dalla Commissione Europea.

I quattro paesi sono stati deferiti alla Corte Europea di Giustizia, in 20-25 occasioni nel 2007 per la trasposizione della legislazione UE nei codici nazionali dopo le scadenze indicate dalla Commissione Europea.

Tutte e quattro sono altresì recidive, essendo state deferite alla Corte tra le 12 e le 34 volte ogni anno a partire dal 2003. L’Italia emerge con i peggiori risultati: seconda tra i lenti nel 2007 (24), il risultato peggiore per ogni singolo anno (34 nel 2005) e il peggior numero totale di infrazioni negli ultimi cinque anni (127). Anche la Grecia è particolarmente lenta in questo campo.

Mentre questi quattro paesi formano un gruppo a sè stante, il 2007 è stato un brutto anno per altri stati, colpevoli di più infrazioni rispetto agli anni precedenti. La Spagna, deferita alla Corte sei volte nel 2005, vede salire la cifra a 21 nel 2007. La Germania è salita da 12 casi nel 2005 a 21 nel 2007, mentre l’Irlanda è salita da 9 nel 2005 a 11 nel 2007.

Ci sono stati anche casi irreprensibili: Bulgaria, Danimarca, Estonia, Lettonia e Slovenia non sono state deferite alla Corte nel 2007. C’è stato un miglioramento per altri paesi. Nel 2003, il Regno Unito fu deferito alla Corte 11 volte, un livello sceso l’anno scorso a 2. Anche la Svezia è scesa a 2 casi nel 2007, da 6 nel 2003.

Dati sulle denunce

Il rapporto rivela anche un aumento annuo del 5,9% delle denunce ricevute dalla Commissione, 3.400 finora.

Di queste, la Commissione stima che l’85% vengano risolte prima che la Commissione emetta un parere motivato, la fase precedente al deferimento davanti all Caorte di Giustizia. Il 95% dei casi viene risolto prima della sentenza della Corte.

Il rapporto mostra anche che la maggioranza delle denunce inviate al Parlamento Europeo riguardano l’ambiente. Nel 2007, il Parlamento ha ricevuto 146 denunce su questioni riguardanti l’inquinamento di aria, acqua e acustico.

Circa 8 denunce sulle leggi sul lavoro, l’uguaglianza dei generi e la libera circolazione dei lavoratori sono state inviate al Parlamento nel 2007.

Applicazione della legislazione ambientale UE

In un comunicato pubblicato il 18 novembre, e collegato a questo rapporto, la Commissione dice di voler applicare regole più strette nell’implementazione delle direttive e dei regolamenti europei riguardanti l’ambiente.

Secondo un funzionario della Commissione, ci sono migliaia di discariche abusive in Europa, la gestione dei rifiuti urbani è sotto la media in molte città, e migliaia di città europee non rispettano gli standard di qualità dell’aria,

I piani della Commissione includono la creazione di tabelle comparative che mostrino come i diversi stati rendano effettiva la legislazione ambientale e migliorino l’informazione che la Commissione rende disponibile su ogni nuova legge riguardante l’ambiente.

Fonte: http://www.europeanvoice.com/Article/63096.aspx

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Riforma della Politica Agricola dell’Unione Europea. Quote latte abolite nel 2015.

20 Novembre 2008

I ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea hanno raggiunto, dopo una seduta durata tutta la notte di mercoledì, un accordo per riformare la Politica Agricola Comune (PAC) diminuendo i sussidi alla produzione e liberalizzando il mercato caseario. Maggiori sussidi saranno dedicati alla conservazione, riducendo i tradizionali incentivi alla produzione per i contadini. Le quote latte verranno inizialmente alzate, per poi essere eliminate. Si tratta della più grande riforma della PAC dal 2003. Le misure avranno effetto dal 2009 al 2013.

I critici avevano sempre attaccato i sussidi alla produzione (decuplicati con la riforma del 2003), accusati di colpire i prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo, distorcendo il mercato e garantendo prezzi alti ai contadini europei, facendo accumulare montagne di burro e laghi di vino. La politica agricola comune è la maggior voce di spesa del bilancio europeo (45%).

Tutti gli imprenditori agricoli che ricevono almeno 5.000 euro di sussidi dovranno investirne il 5% in progetti di sviluppo rurale entro il 2012, oltre al 5% che è già obbligatorio. In questo modo l’aiuto diretto crescerà al 10% del sussidio agricolo e non il 13% che voleva la Commissione Europea.

La riforma delle quote latte è stata a lungo una questione spinosa, con Francia e Germania molto preoccupate del progetto di eliminarle nel 2015. Palrando prima dell’accordo, il Ministro francese per l’agricoltura, Michel Barnier aveva dichiarato: “Sappiamo che, eliminando le quote latte, se ne produrrà di più, facendone abbassare il prezzo e facendo perdere tutti”.

Per attutire il colpo alla aziende casearie le quote latte saliranno dell’1% l’anno dal 2009, prima di essere eliminate nel 2015. L’Italia, che ha superato il limite delle sue quote latte, potrà aumentare pienamente le sue quote dal prossimo anno.

I governi europei co-finanziano sussidi ambientali per le aziende agricole con la Commissione Europea. Con i nuovi accordi, i contributi governativi scenderanno dal 50 al 25%, mentre i contributi per i paesi più poveri saranno tagliati del 10%.

Il Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, Marianne Fischer Boel ha dichiarato che: “la riforma della PAC serve a preparare i nostri agricoltori alla sfide dei prossimi anni, come il cambiamento climatico, e a renderli liberi di seguire i segnali del mercato. Trasferire più fondi nello sviluppo rurale, ci dà la chance di trovare soluzioni su misura per specifici problemi regionali” Tra le sfide rurali elencate dalla Commissione figurano: la migliore gestione delle acque, la protezione della biodiversità e la produzione di energia verde.

Un’ulteriore riforma è prevista per il 2013 e non c’è dubbio che la direzione di viaggio è verso il libero mercato, lontano dai sussidi.

AGGIORNAMENTO: Cosa c’è dietro il conflitto tra Bruxelles e i produttori di latte

Fonte:
BBC: http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7739090.stm

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