Le migrazioni non sono fenomeni stabili e se fino a un certo momento si registra un migrazione da un paese ad un altro, può sempre capitare che il flusso si inverta.
Courrier International parla della migrazione ucraina verso il Portogallo. Iniziata dopo la caduta del muro di Berlino, ha avuto dei picchi in occasione dell’Expo98 di Lisbona e della costruzione degli stadi per Euro 2004: il settore in cui vengono più impiegati i lavoratori ucraini è infatti quello delle costruzioni. In questi anni gli ucraini sono stati coinvolti, tramite le imprese portoghesi, anche nel boom immobiliare spagnolo, tant’è che fino a tre anni fa si registravano 60.000 ucraini residenti in Portogallo, aiutati in questo anche dalla legislazione portoghese, la seconda più “accogliente” in Europa dopo quella Svedese e dalla possibilità, una volta ottenuta la residenza, di potersi trasferire negli altri paesi dell’Unione Europea.
Adesso che il boom immobiliare in Spagna è finito, gli ucraini iniziano ad abbandonare il Portogallo, negli ultimi anni il numero di residenti è sceso sotto quota 40.000. La maggior parte torna in Ucraina, essendo riuscita a guadagnare abbastanza denaro da comprarsi una casa in madre patria; altri tentano la fortuna in altri paesi dell’est come Polonia, Romania e Bulgaria dove attualmente vengono spesi i fondi europe. Il riconoscimento di alcuni titoli di studio da parte delle autorità portoghesi, inoltre, ha permesso a numerosi ucraini e ucraine di trovare lavoro come medici o infermieri.
The Baltic Times parla invece della migrazione lettone in Irlanda e dei tentativi da parte del governo lettone, di far rientrare in patria i propri lavoratori emigrati, visto che il paese soffre di una crescita negativa della popolazione e della carenza di operai e impiegati qualificati, mentre l’Irlanda beneficia di giovani lavoratori qualificati, motivati e a buon mercato. Alcune misure approvate dal governo negli ultimi anni hanno riguardato la concessione di grandi somme di denaro ai rientranti e la cittadinanza più facile per i figli di lettoni nati in Irlanda .
Fonti:
Courier International: http://www.courrierinternational.com/article.asp?obj_id=91639
The Baltic Times: http://www.baltictimes.com/news/articles/21715/
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17 Novembre 2008 alle 10:00 pm
Purtroppo gli arabi e i negri non se ne vanno.
17 Novembre 2008 alle 10:08 pm
Nemmeno quelli come te
17 Novembre 2008 alle 10:48 pm
io penso che l’emigrato “faccia comodo” sempre, smettiamola di fare i razzisti per comodità o per moda… quando si è i primi ad usufruire del “servizio” …
18 Novembre 2008 alle 5:26 pm
Bella risposta Oya…
Quanti ottusi ke ci sono…