15 Novembre 2008
Jean-Marc Nollet propone delle soluzioni alle crisi finanziarie e ambientali in un libro intitolato “Green Deal”.
Per Jean-Marc Nollet, leader del partito ambientalista belga Ecolo, l’origine delle crisi finanziarie, energetiche, sociali e ambientali che viviamo attualmente è doppia: la dittatura del breve termine e lo sfruttamento sfrenato dell’uomo e della natura.
In un libro intitolato “Il Green Deal”, Nollet formula una serie di proposte per cambiare questo sistema e i nostri comportamenti tra cui un grande piano di isolamento termico delle case.
Il leader di Ecolo riconosce che il titolo del suo libro, un chiaro richiamo al New Deal di Franklin Delano Roosvelt, è certamente ambizioso. Questo riferimento non ha che l’obiettivo di dare un idea dell’ampiezza delle riforme che saranno indispensabili, come spiegato nel libro.
Jean-Marc Nollet sottolinea che non sono i guasti del sistema alla base della crisi, bensì il sistema stesso. Il Green Deal, dice, è una proposta di rottura con il “sempre di più” (più ricchi, più grandi, più veloce) per andare verso il “sempre meglio”.
Il compromesso storico tra capitale e lavoro deve aprirsi a un terzo componente, la natura, dice ancora Jean-Marc Nollet.
Concretamente, formula una serie di proposte di cui considera emblematica quella dell’elaborazione di un grande piano di isolamento delle case, un cmapo in cui il Belgio è in ritardo.
“Se il governo ha speso 21 miliardi per salvare il settore finanziario considerando la sua azione come un investimento, si possono allora investire 4 miliardi di euro in un piano di isolamento delle case”, afferma.
Fonte:
Actu24: http://www.actu24.be/MBO_Article/213242.aspx
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15 Novembre 2008
Gli impiegati di un supermercato avevano contaminato con prodotti tossici gli avanzi di cibo destinati alla spazzatura per impedire che i senza tetto se ne appropriassero.
STOCCOLMA. La catena tedesca di discount Lidl ha presentato le sue scuse giovedì dopo che si era sparsa la notizia secondo la quale alcuni impiegati di un supermercato in Svezia avrebbero contaminato con prodotti tossici gli avanzi di cibo destinati alla spazzatura per impedire che i senza tetto se ne appropriassero.
“Lidl Svezia è stata informata riguardo a dei prodotti per la pulizia che sono stati versati nella spazzatura per impedire che degli intrusi rubassero gli avanzi di cibo depositati all’esterno di uno dei nostri supermercati” ha dichiarato Mathias Kivikoski, direttore esecutivo di Lidl in Svezia in un comunicato.
“Siamo profondamente dispiaciuti di quello che è successo ricordando che questo non è stato né raccomandato né autorizzato dall’impresa” ha aggiunto.
Il gruppo ha pubblicato questo comunicato dopo che un giornale locale di Stoccolma aveva rivelato che alcuni impiegati, esasperati dal continuo andirivieni dei senza tetto in cerca di qualcosa da mangiare fra i rifiuti, avevano cominciato a contaminare la spazzatura con dei prodotti detergenti tossici. Al momento non si sa se qualche prodotto contaminato possa essere stato ingerito dai senza tetto.
Rolf Nilsson, dirigente di un’associazione di senza tetto a Stoccolma ha definito questi atti “insensati”. “È veramente costernante. Parliamo di persone che devono frugare la spazzatura per mangiare qualcosa!” ha dichiarato al quotidiano Aftonbladet.
Fonte:
La Derniere Heure: http://www.dhnet.be/infos/faits-divers/article/231678/scandale-en-suede-lidl-presente-ses-excuses.html
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Pubblicato da Oyasuminasai
15 Novembre 2008
Il governo islandese sta rivedendo la propria posizione nei confronti di un’eventuale entrata nell’Unione Europea in seguito al collasso del suo sistema bancario, dovuto alla crisi finanziaria. L’Islanda potrebbe entrare in Europa già dal 2011.
Il Primo Ministro Geir Haarde, a capo di una coalizione tra il partito Indipendenza (fino ad ora anti-europeista) e l’Alleanza Democratico-Sociale (filoeuropeista) ha dichiarato di aver sempre pensato di poter valutare al giusto tempo la possibilità di cooperare con l’Europa.
Anche il sostegno popolare all’entrata in Europa sta salendo: il 70% degli islandesi è oggi favorevole mentre, storicamente, i filoeuropei erano sempre stati sotto il 50%.
L’analisi più sostenuta in questi giorni è che, se l’Islanda fosse stata un paese membro dell’Ue, la sua valuta sarebbe stata più protetta rispetto alle oscillazioni internazionali e avrebbe garantito maggiore stabilità al suo sistema bancario, ormai collassato, la cui crisi si ripercuoterà in una grave recessione.
L’entrata nell’Ue non è comunque assicurata, c’è da risolvere la questione riguardante i bacini di pesca: gli islandesi dovrebbero infatti permettere ai pescherecci degli altri stati membri di poter pescare nelle loro ricche acque territoriali.
Questa è la prima volta che l’Islanda si candida formalmente ad entrare nell’UE. Vedremo ora come si muoverà la macchina dei negoziati.
Fonte:
Financial Times: http://www.ft.com/cms/s/0/5a29ac18-b28f-11dd-bbc9-0000779fd18c.html?nclick_check=1
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Pubblicato da Oyasuminasai